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Rame di Gabriele Frasca
Il saggio ricostruisce l'architettura della prima raccolta di Gabriele Frasca, "Rame", del 198
Trittico beckettiano, trittico cauterucciano
Nero chiaro è un ossimoro, una idea di colore materico che non è un colore ma una forma, un libro che si affida al fiato vitale di un regista maestro della sperimentazione teatrale italiana che “sprofonda” nell’autore irlandese sempre amato, nel cruccio delle sue visioni metafisiche e nella densità di una poesia estrema diventate spettacoli esemplari. Testi, materiali, note di regia, immagini e approfondimenti raccontano Beckett in Italia attraverso la visionarietà della compagnia Krypton, le tragiche e surreali maschere di Cauteruccio & Co capaci di costruire un immaginario diventato ormai logo d’autore. Ci guidano con mano ferma in questo percorso di scritture che si sovrappongono gli studiosi Alfonso Amendola, Gabriele Frasca e Antonio Iannotta, curatori del volume
Incarnazioni dantesche in Dai cancelli d'acciaio di Gabriele Frasca
Dante è uno dei punti di riferimento essenziali dell'opera di Gabriele Frasca, in riferimento sia ai suoi componimenti poetici che alle sue prove narrative. Il presente saggio concentra l'attenzione sull'importanza che la Commedia ha avuto nella costruzione del romanzo Dai cancelli d'acciaio (2011
Dei "luoghi sdrucciolevoli", e di un testamento di nascita
L'articolo affronta i temi della responsabilità e della sopravvivenza in due testi di Gabriele Frasca e di Dionys Mascol
Macchine per il riposizionamento dei sensi
Il saggio, che compare nel volume sotto forma di postfazione - insieme a un altro di Giancarlo Alfano - affronta le prime due raccolte di Gabriele Frasca, Lame e Rame, poi confluite nel volume Lame (2016), al fine di ricostruire le ricchissime trame intertestuali che sorreggono la scrittura del poeta partenopeo
Tre volte Rame. La filologia al servizio di Gabriele Frasca
Il titolo dell’articolo rovescia una citazione di Stefano Dal Bianco apparsa nel terzo numero della rivista
padovana «Scarto minimo» in aperta polemica con il neometricismo degli anni ’80, di cui Gabriele Frasca è
illustre rappresentante: «la bellezza ritrovata in una forma classica è il postmoderno al servizio dei filologi».
Dopo aver dimostrato quanto in realtà la scelta delle soluzioni metriche nel Nostro risponda a una poetica
pervicacemente radicata in una teorizzazione biopolitica, si ricercano le tracce di una filologia implicita – ovvero
di una progettualità filologica – attraverso lo spoglio variantistico di alcuni testi della sua opera prima, Rame,
apparsa tre volte (Corpo 10, 1984; Zona, 1999; in Lame, L’Orma, 2016). Tutti i componimenti presi in esame,
scelti per la loro esemplarità spaziando tra le sezioni filologicamente significative, sono accompagnati da un
apparato genetico puntualmente commentato
Planspiel oder Endspiel: Samuel Beckett in Germania
La diffusione delle opere di Samuel Beckett in Germania a partire dal 1953
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