1,720,974 research outputs found
Addressing conspiracy theories through Media and Data Literacy Education. An exploratory case study
Lately conspiracy theories (CT) are increasingly hovering over Education Studies, mostly as problems in search of a solution. This paper problematizes this educational solutionist discourse by reflecting critically on different framing of CT (i.e. epistemological and ethico-political) and some related educational responses, ranging from pre/debunking strategies to democratic discussion. In addition, Media Data Literacy Education (MDLE) is presented as a viable educational approach to address CT circulating onlife. The approach is empirically explored through an online workshop with a small group of social workers attending a course for socio-pedagogical educators at the University of Florence. A qualitative mixed methodology is used to explore the pedagogical relevance of the MDLE intervention in addressing the educational challenges posed by CT and to highlight a possible critical rethinking of participants on the CT and their data. Results suggests that participants see MDLE as a valid pedagogical strategy to guide different learners (adolescents, general public and themselves) in the critical evaluation of media (dis)information. In addition, although the workshop seems to have enhanced participants’ critical thinking about mediatisation and datafication of CT further research is needed to develop and evaluate this pedagogical strategy, especially in relation to multiperspectival thinking and democratic discussions of CT in formal educational contexts
Towards an extended framework for digital competence of educators. The validation process through experts’ review
In response to recent changes in the educational landscape, educators are increasingly expected to possess a diverse range of skills, knowledge and competences related to teaching with ICT. However, in the complex post-COVID scenario, it seems that the essential role of social-relational and emotional skills in effectively transmitting educational content is often overlooked in the institutional and training interventions. In this article, we illustrate the validation phase of the D-Paideia Qualification Framework, which serves as an extension and update of the DigCompEdu framework about these topics. Through consultation with a panel of 30 international experts, we identified points of connection and divergence between the new competences introduced and those already present in the original framework, as well as assessing and improving the naming and descriptions of the new competences
Alfabetizzazione critica ai dati e alle teorie del complotto : un approccio media educativo
Il presente contributo chiarisce come l’alfabetizzazione critica ai dati non sia solo uno strumento per affrontare le sfide della datificazione, ma, combinata ad un approccio media educati- vo, possa diventare una strategia di contenimento dell’“infode- mia” di disinformazione che caratterizza il tempo presente. L’a- nalisi critica dei media, insieme alla produzione creativa, è una strategia didattica tipica della media education e può contri- buire ad aumentare la comprensione delle teorie del complotto che circolano in rete. Dopo aver mostrato come le teorie del complotto siano interpretabili come culture e pratiche mediali ed aver illustrato la specificità dell’approccio media educativo per affrontarle, si espone il ruolo che la data literacy può rive- stire per sviluppare la capacità di agire in modo significativo e proattivo nella società datificata. Infine, un esempio di analisi critica di un data storytelling, appartenente ad una narrazione complottista, conclude la riflessione. Nelle conclusioni si deli- nea come tale approccio media educativo applicato ai dati pos- sa contribuire a sviluppare competenze civiche per affrontare le distorsioni delle comunicazioni complottiste
La competenza digitale degli educatori: teorie, modelli, prospettive di sviluppo.
The Covid-19 pandemic has had a strong impact on teaching, highlighting the challenges related to the transition to distance and online teaching and in particular emphasising the difficulties of addressing through digital practices the students’ engagement and meeting their relational and emotional needs. This contribution proposes an analysis of the DigCompEdu (Redecker, 2017), the European framework for teachers’ digital competence, through a comparison with other operational models in order to hypothesise some possible integrations, in the light of the most relevant theories and evidence from the past period. The proposed integration includes dimensions related to communication and socio-relational skills, as well as elements related to digital well-being and awareness of local and global policies for a critical viewpoint at teaching practices with the educational technologies in use in different contexts
Investigating teachers' perspectives on digital competence across educational levels.
Nowadays, digital technologies have become an integral part of educational practices, but understanding their effective use to improve learning and pedagogy remains crucial. This study stems from the activities of the Erasmus+ D-Paideia project, which aims to fill the gaps in the DigCompEdu framework by emphasising social and emotional competences, digital well-being and mental health. The research involved consultations with teachers, using a mixed-methods approach with a Likert scale questionnaire and thematic analysis of open-ended responses. Results from 158 participants showed distinct practices, needs and challenges across different educational levels (from ISCED 0 to ISCED 3), alongside some common themes. Notably, there was consensus across all levels on the importance of professional engagement, including promoting well-being practices and understanding ICT policies. Overall, while teachers are increasingly incorporating digital tools into their teaching, there is a pressing need for continuous training, improved resources and strategies to address online risks and enhance student engagement
Promuovere la progettazione di interventi educativi per la prosocialità nella scuola attraverso i prodotti audiovisivi.
Le caratteristiche prosociali dei bambini possono essere potenziate al meglio in un contesto che enfatizza ed esemplifica l'impegno verso valori condivisi, la responsabilità e l'interesse reciproci e il senso di comunità. Gli interventi si focalizzano sia sulla promozione diretta del comportamento prosociale, sia attraverso un lavoro sulle motivazioni, i valori, le conoscenze e le competenze alla base di tale comportamento (Solomon et al., 1988). L'alfabetizzazione mediatica e gli usi prosociali dei media possono favorire lo sviluppo di conoscenze e di relazioni interpersonali socialmente responsabili e orientate alla solidarietà (Ranieri, Fabbro & Nardi, 2019), sebbene
questo non possa essere considerato un effetto ineludibile dell’esposizione a “buoni” messaggi talvolta ipersemplificati o stereotipati (Clément & Buckingham, 2019). A causa dell'enorme influenza dei media sulla vita dei giovani, è necessario un rinnovato sforzo per cambiare il modo in cui insegnanti, genitori e società nel suo insieme considerano l'uso dei media. L'obiettivo della media education è pertanto quello di promuovere un uso corretto ed etico dei media, pervasivamente già presenti nelle vite dei bambini a partire dai primi anni di vita, invitando gli adulti di riferimento ad una riflessione critica e attuale dei contenuti veicolati. In questa ricerca si esplorano le potenzialità dell’utilizzo dei media audiovisivi nella strutturazione di interventi didattici su un campione di insegnanti della scuola del primo e del secondo ciclo, frequentanti delle lezioni tenute nell’anno accademico 2022/2023 dalla Prof.ssa Maria Ranieri per il Corso di Specializzazione per il sostegno dell’Università degli Studi di Firenze.
L’attività didattica, implementata in una precedente annualità (Gaggioli & Ancillotti, 2022), ha richiesto agli insegnanti di individuare un prodotto audiovisivo che presentasse caratteristiche funzionali ad un percorso sull’educazione alla prosocialità e di ipotizzare su questo un intervento didattico. L’analisi dei dati, raccolti attraverso la somministrazione di un questionario a risposte chiuse e aperte al termine dell’attività, ha permesso di tratteggiare quali prodotti audiovisivi vengono scelti più frequentemente e in relazione a quali tipi di interventi. Complessivamente, i risultati indicano una preferenza verso lungometraggi live action, seguiti dai cortometraggi, e trattano per lo più di difficoltà socio-relazionali, discriminazione e disabilità fisica. Gli interventi
didattici ipotizzati sono prevalentemente simulativi ed esplorativi con l’obiettivo generale di rendere la classe consapevole delle richieste di aiuto per poter offrire sostegno. I risultati confermano l’opportunità di inserire elementi di media education all’interno della formazione dei futuri insegnanti di sostegno, per favorire la riflessione su pratiche didattiche che tengano conto dei differenti livelli di analisi di un prodotto audiovisivo, a favore sia dell’alunno che dell’insegnante
Curricular co-design in the context of Higher Education : a case study on the course for the qualification of socio-pedagogical educator = La co-progettazione curriculare nel contesto dell’Alta Formazione . uno studio di caso sul corso per la qualifica di educatore socio-pedagogico
Lo studio indaga benefici, criticità e sfide della co-progettazione per obiettivi didattici dell’offerta formativa e la trasferibilità della strategia adottata ad altri contesti educativi, attraverso l’analisi delle percezioni dei docenti coinvolti nell’attività progettuale del Corso per “Educatore professionale socio-pedagogico” presso l’Università di Firenze. A seguito dell’analisi delle interviste ai docenti sulla progettazione collaborativa di tale curriculum sono emersi alcuni risultati in linea con gli studi precedenti e ulteriori opportunità di avanzamento delle conoscenze sul tema. Tale approccio progettuale non risulta privo di sfide, in particolare relativamente alla divergenza lessicale delle discipline e alla difficoltà di mettere in comune le conoscenze all’interno di prassi condivise. Inoltre, la centratura sugli obiettivi didattici, promossa anche attraverso la declinazione degli stessi in formati didattici differenziati, apparirebbe rilevante in concomitanza con un approccio centrato sui discenti. La trasferibilità della pratica, infine, appare legata ad elementi del contesto organizzativo e strutturale universitario, che dovrebbe agevolare lo sforzo necessario a mettere in campo le risorse che la co-progettazione implica nella sua realizzazione
Exploring the features, benefits and challenges of the eTwinning ite. A multiple case study in five Italian universities.
Initial Teacher Education is the first, crucial step in a journey of a teacher's professional life. By shaping future teachers' knowledge, skills, and mindsets, it lays the foundations for their capacity to lead and facilitate successful student learning.
Having as a starting point that teaching needs to be considered as a continuum of lifelong learning, to consolidate, further develop, and share best practices, then the best moment is to start with ITE, during the early stages of the profession, continuing into and throughout career development. Designing and implementing this continuum requires new approaches to support collaborative learning environments for teachers that are essential for cooperation.
Since 200s, eTwinning offers, among other services, a professional social network for teachers in over 40 countries, which has been gradually transformed into an innovative European community of teachers. This community would not be complete without the presence of the student teachers and those that prepare them for their future. Having this in mind, the Twinning for Future Teachers initiative started in the academic year
2012-13 as a European pilot project to include Twinning in Initial Teacher Education
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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