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    The implementation of the Erasmus Project Blended Intensive Programme (BIP) “The territory as an educational community for educating in differences and prevent all forms of discrimination”. Pedagogical reflections and perspectives

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    Il saggio rappresenta una descrizione e una riflessione in chiave pedagogica delle attività realizzate durante lo svolgimento del Progetto Erasmus Blended Intensive dal titolo " The territory as an educational community for educating in differences and prevent all forms of discrimination" in collaborazione con le Università di Salamanca, Maia, Europea di Madrid. L'intento generale è stato quello di avviare una riflessione tra studenti (futuri educatori e insegnanti di scuola primaria) e docenti universitari sui significati pedagogici relativi alle differenze (in particolare quelle etniche-culturali-linguistiche e di genere) e sulle implicazioni educative ad esse connesse, soprattutto per quanto riguarda il rischio di discriminazioni ed emarginazione. Il contributo evidenzia, inoltre, l'importanza dell'internazionalizzazione nei percorsi formativi universitari, particolarmente efficace in riferimento al tema dell'educazione alle differenze come risulta dai questionari di gradimento a cui hanno risposto gli studenti partecipanti

    Coesione sociale e senso di appartenenza appartenenza. La prevenzione del disagio e dell’ estremismo giovanile nell ’esperienza del CineCommUnity

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    Il problema del disagio giovanile e delle conseguenze connesse, in particolare in riferimento ai comportamenti estremisti, violenti e di radicalizzazione, appare negli ultimi anni un’emergenza a livello nazionale e internazionale (Unesco, 2019). Inoltre, nel malessere giovanile si inseriscono tematiche sociali irrisolte che negli ultimi tempi si sono particolarmente acuite a causa delle trasformazioni nelle relazioni interpersonali causate dalle misure di contenimento della pandemia. L’intento principale di questo contributo è quello di riflettere sulle ricadute pedagogiche di un’attività di cineforum realizzata all’interno del Progetto europeo Community (https://www.thecommunityproject.eu/) e condotta dal gruppo di ricerca coordinato dalla Prof.ssa Biagioli dell’Università degli Studi di Firenze. Le attività, progettate utilizzando metodologie artistiche formative, hanno coinvolto studenti della scuola secondaria e studenti universitari e hanno avuto l’obiettivo principale di creare senso di appartenenza e coesione sociale. Partendo dal presupposto che l'arte è un linguaggio universale per avvicinare le persone, la visione dei film e il dibattito tenutosi al termine di ciascuno di essi, sono stati mirati ad avviare i giovani al rispetto e al dialogo verso l’altro, allo sviluppo del pensiero critico e di forme di resilienza trasformativa, obiettivi irrinunciabili oggi alla luce dell’Agenda ONU 2030 e di un modello di sviluppo sostenibile

    L’educazione alla parità di genere nella formazione dei docenti. L’esperienza del progetto europeo “Generi alla pari a scuola”.

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    L’educazione alla differenza di genere nella scuola italiana sta divenendo un obiettivo irrinunciabile negli ultimi anni. Il raggiungimento della parità di genere appare prioritario in tutti i settori della vita sociale, come sottolineato dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Nel lavoro di decostruzione degli stereotipi e di educazione verso ogni forma di differenza, la scuola assume un ruolo strategico di primo piano. Per adempiere a questa importante funzione occorrono docenti consapevoli, riflessivi e competenti: da qui la necessità di prevedere percorsi formativi per i docenti di ogni ordine e grado scolastico, affinché possano essere preparati a gestire la crescente complessità e ad educare le giovani generazioni al riconoscimento della parità tra i generi. Il presente contributo rappresenta una riflessione sulla necessità della formazione dei docenti nell’ottica della parità di genere e un’occasione per analizzare le opportunità formative di uno strumento, la Carta per la Parità di Genere, creato attraverso la realizzazione di due progetti europei

    Per una pedagogia rigenerativa del territorio nell'accezione di comunità partecipativa e sostenibile

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    Il presente contributo, frutto di un lavoro collettaneo di vari Autori, pone l’attenzione sulle conseguenze nei processi formativi e nelle relazioni educative a seguito della pandemia da Covid 19. Tutte le agenzie formative, formali, non formali e informali, a partire dalla famiglia e dalla scuola, sono state coinvolte in un profondo cambiamento che coinvolge i tempi, gli spazi e le strategie della formazione. I vari contributi, focalizzandosi su aspetti e problematiche diverse, evidenziano la necessità di collaborazione e di condivisione di principi e obiettivi da parte di tutte le agenzie formative per mettere in condizione tutti i cittadini e le cittadine di poter esercitare la propria cittadinanza in modo attivo e costruttivo. A questo proposito, viene sottolineata l’importanza dei Patti educativi di comunità per creare sinergia, continuità e collaborazione tra scuola ed extrascuola a partire dalle esigenze locali. La ricerca pedagogica può assumere, in questa situazione, un ruolo di guida e orientamento nella comunità per facilitare e promuovere la costruzione di un sistema formativo allargato integrato

    Generic skills of educators to prevent youth discomfort. A training experience in Europe

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    This paper offers a reflection on the necessity and importance of continuous training today for educators and teachers who work in close contact with young people on a daily basis, by a revision of generic skills that make it possible to prevent extremist behaviour and radicalisation among young people and instead promote critical thinking, resilience, a sense of belonging and social cohesion. At the same time, the contribution will report some significant results of the training experience carried out through the European Project DIVE IN "Preventing violent radicalisation among young individuals in Europe by innovative training approaches". In this training experience, the intercultural competences, empathy skills, cognitive decentralisation, active listening and dialogue, digital competences were found to be key skills for educators to be able to guarantee quality education for all, to contribute to creating sustainable communities, and to promote peace, justice and strong institutions in line with the UN 2030 Development Goals

    Studenti e studentesse non italiani/e nella scuola secondaria tra inclusione e rischio di emarginazione. Risultati da una ricerca qualitativa prima e durante la pandemia da Covid 19

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    Il numero crescente di studenti e studentesse di origine non italiana e le molteplici differenze esistenti all’interno della scuola (di genere, culturali, etniche, religiose, negli stili di apprendimento), hanno contribuito all’incremento di attività didattiche e corsi di formazione per docenti mirati a promuovere forme di inclusione e combattere le discriminazioni verso le differenze. Parallelamente, la ricerca pedagogica sostiene con solide teorie forme di educazione al rispetto e alla parità. Il presente contributo descriverà e analizzerà una ricerca qualitativa condotta tra docenti e classi di tre scuole secondarie di primo grado in Toscana, mirata a scoprire la percezione che docenti e studenti hanno dell’inclusione scolastica verso le differenze di genere ed etniche-culturali. Alla luce dei dati emersi, vi è stato un proseguimento della ricerca durante la prima fase dell’emergenza sanitaria, nella primavera 2020, per scoprire che cosa fosse cambiato nella vita dei docenti e degli studenti durante il periodo della didattica a distanza che ha comportato la sospensione di molti progetti e attività collaterali alla didattica quotidiana

    Il modello ECVET per la formazione dei professionisti dell'educazione in Italia

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    Il presente contributo mira a focalizzare l’attenzione sull’importanza di una formazione lungo l’arco della vita per i professionisti dell’educazione in Italia, con particolare riferimento agli insegnanti della scuola secondaria, agli educatori, ai formatori e a tutti coloro che lavorano con i giovani. Obiettivo principale del presente articolo è di off rire una panoramica sull’attuazione del modello ECVET in Italia anche attraverso la presentazione dell’esperienza del progetto europeo DIVE IN “Preventing violent radicalization among young individuals in Europe by innovative training approaches” 2019-2021, fi nalizzato alla prevenzione della radicalizzazione violenta attraverso l’erogazione di un Corso di formazione professionale blended learning rivolto ad insegnanti, educatori, operatori del sociale

    La formazione dei professionisti dell’educazione per la prevenzione dei comportamenti antisociali nei giovani. Il progetto europeo DIVE IN

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    Il contributo focalizza l’attenzione sull’importanza della formazione continua per i professionisti dell’educazione in Europa, con riferimento a coloro che lavorano con i giovani, per prevenire e contrastare i comportamenti antisociali ed estremisti. Il tema appare particolarmente importante e urgente da affrontare poiché, come molte ricerche soprattutto a livello europeo dimostrano (UNESCO 2017a, 2019a, 2019b), l’incitamento alla radicalizzazione attraverso l’estremismo violento è aumentato negli ultimi anni in tutti gli Stati Europei ed extra europei ed è in stretta correlazione con l’utilizzo di Internet, dei social e nuovi media. Per questo, viene presentato il progetto europeo DIVE IN “Preventing violent radicalisation among young individuals in Europe by innovative training approaches”, finalizzato alla costruzione e all’implementazione di un corso di formazione blended learning rivolto ai professionisti dell’educazione. I partecipanti, formati nella prima fase, sono divenuti formatori dei colleghi nella seconda fase. Questo ha permesso, alle istituzioni formative coinvolte, di creare percorsi formativi rispondenti ai loro bisogni con l’obiettivo di prevenire il disagio giovanile nella comunita

    Recensione al volume " Donne detenute percorsi educativi di liberazione" di Zizioli Elena

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    Il contributo rappresenta la recensione al volume di Zizioli Elena, "Donne detenute. Percorsi educativi di liberazione" Franco Angeli, Milano, 202

    Intersections of Gender and Religion in School related Gender-based violence in Italy

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    The paper focuses on gender equality and gender-based violence in schools and in society in Italy. In particular, it focuses on the intersections of gender with religion in perceptions of gender stereotypes. It reports a qualitative analysis of semi-structured interviews with a sample of 30 teachers and three focus group interviews with year 11 to year 14 students in three schools in Italy as part of a European project entitled: “Developing Gender Equality Charter Marks in order to overcome gender stereotyping in education across Europe which included research in schools in England and Hungary as well as Italy. The paper discusses two fundamental issues: gender stereotypes and gender discrimination at school and Muslim girl discrimination in the present era, when people are especially fearful through terrorism and with a very high risk of creating negative stereotypes of Muslim people. As literature and these data research show, Muslim girls and women are particularly vulnerable
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