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    Teorie e fatti economici / Augusto Graziani

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    Teorie e fatti economici / Augusto Graziani Torino : Fratelli Bocca, 1912 499 p. ; 21 c

    La libertà sindacale e il «pensiero della Cisl». Introduzione

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    Introduzione alla raccolta di scritti di Mario Grandi dedicati al tema della libertà sindacale e della contrattazione collettiva come strumenti ordinanti dei sistemi di relazioni collettive di lavoro, e del rapporto fra questo pensiero e le diverse posizioni assunte dalla Cisl dagli anni '60 in po

    Il cardinale Tommaso Ruffo, collezionista e committente: artisti felsinei e accademici clementini

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    Il cardinale Tommaso Ruffo, grande collezionista e committente di dipinti, richiede opere anche ad artisti bolognesi e professori dell’Accademia Clementina. L'incarico di Legato pontificio a Bologna gli ha permesso infatti di entrare in contatto con gli ambienti culturali felsinei e di maturare gli orientamenti di un gusto collezionistico che durante il periodo del mandato episcopale a Ferrara può esprimere nell’allestire la sua “Galleria” nel Palazzo Arcivescovile della città. Una “Galleria” celebrata con prose e poesie da Jacopo Agnelli nel 1734. Il saggio indaga in particolare i rapporti intrattenuti dal cardinale con i pittori Felice, Lucia, Stefano Torelli, Ercole Graziani, Francesco Monti e Nunzio Ferrajoli, ai quali Ruffo commissiona tele per la propria raccolta, ma anche pale per la nuova decorazione della cattedrale di San Giorgio a Ferrara

    Relatore al convegno: “L’insegnamento di Augusto Graziani tra teoria e politica_economica, a dieci anni dalla scomparsa”, Università degli studi del Sannio.

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    Relatore al convegno: “L’insegnamento di Augusto Graziani tra teoria e politica_economica, a dieci anni dalla scomparsa”, Università degli studi del Sannio

    Un lungo governo della diocesi: mecenatismo e munificenza di Prospero Lambertini, vescovo di Bologna

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    Destinato a una brillante carriera ecclesiastica, che lo avrebbe condotto “inopinatamente” a rivestire la suprema autorità religiosa, il bolognese Prospero Lambertini è artefice di un’azione pastorale guidata da intenti riformatori e aperta al moderno pensiero sperimentale galileiano. Fulcro del rinnovamento culturale cittadino, Palazzo Poggi – sede dell’Istituto delle Scienze e dell’Accademia Clementina, di recente fondazione – è l’istituzione da lui privilegiata come beneficiaria di risorse e provvedimenti durante il proprio mandato a vescovo di Bologna (1731), mantenuto anche dopo la nomina a pontefice (1740). L’intensa opera di finanziamento a vantaggio di Palazzo Poggi – che comporterà la realizzazione della stanza di anatomia, il dono di importanti fondi librari, di raccolte di gessi e di stampe – si inaugura, in realtà, già nel 1726, con la richiesta da parte di Lambertini di una pala da collocare nella cappella dell’edificio. Commissionata a Marcantonio Franceschini, maestro di fama internazionale e accademico clementino, l’Annunciazione oggi nella chiesa di Sant’Isaia, lascia emergere le affinità del presule, ancora semplice monsignore, con le tendenze artistiche moderate, ispirate al “buon gusto” teorizzato da Ludovico Antonio Muratori (1708). La sintonia con le posizioni critiche sostenute dall’Accademia Clementina riaffiorerà in seguito, nel corso del rifacimento degli altari della cattedrale metropolitana, le cui pale sono eseguite dai maggiori maestri operanti in città – Donato Creti, Giuseppe Marchesi detto il Sansone, Ercole Graziani, Antonio Rossi – in grado di garantire dignità e gravità consone al luogo, in cui si celebra il ministero sacerdotale e il seggio episcopale. Soltanto Giuseppe Maria Crespi, fautore di un linguaggio schietto e alieno dalle convenzioni, giudicato forse non sufficientemente rispettoso del criterio del decoro, resta escluso dall’impresa, nonostante il rapporto di amichevole libertà instaurato con il vescovo bolognese, di cui fanno testo i due ritratti di Lambertini in veste di cardinale e di pontefice. Con la salita al soglio pontifico (1740) l’impegno lambertiniano per la sua patria non viene meno, anzi si rafforza grazie al convergere nel cantiere della metropolitana di ulteriori risorse finanziarie e di manodopera qualificata di maestranze non solo bolognesi, ma anche romane. Ne reca testimonianza la sontuosità di arazzi, paramenti liturgici, suppellettile sacra conservati nel Tesoro della cattedrale bolognese, che insieme al dono del nuovo Reliquiario del Capo di San Petronio, forgiato dall’argentiere romano Francesco Giardoni e destinato alla basilica del santo patrono (1743), e della perduta Rosa d’Oro (1751), intendevano dimostrare il forte legame di Benedetto XIV con la sua città natale. La sua benevolenza avrebbe investito l’intero territorio della diocesi: comunità monastiche femminili, chiese parrocchiali, collegiate cittadine e foranee, sarebbero state gratificate attraverso l’attuazione di impegnativi progetti di riedificazione architettonica, o con il dono di arredi e apparati con l’arma del pontefice, utili a significare simbolicamente la sua presenza, nonostante la distanza imposta dalla residenza romana. Dell’ampiezza della sua munificenza danno conto numerosi calici d’argento, piviali e parati di sete e damaschi, che una ricognizione, svolta in questa occasione, ha potuto rintracciare

    Graziani e la facoltà giuridica napoletana

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    Ricostruzione della carriera scientifica e della vita di Alessandro Graziali, delle vicende connesse alla persecuzione razziale a cui fu sottoposto e della fase di rinascita della facoltà giuridica napoletana dopo le tragedie della guerra

    Conciliazione e arbitrato negli orientamenti della Cisl dalle origini alla legge sul processo del lavoro (1950-1973)

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    Rielaborazione ampliata, aggiornata ai primi mesi del 2018 e con aggiunta delle note, della ricerca presentata nel seminario “Conciliazione e arbitrato delle controversie di lavoro negli orientamenti della Cisl: le scelte di ieri e i problemi di oggi”, svoltosi giovedì 11 dicembre 2008 a Roma, presso la Fondazione Giulio Pastore

    L’articolo 39: un eterno ritorno fra sopravvivenze del passato e le esigenze presenti delle organizzazioni

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    La dichiarazione comune sulle relazioni industriali di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil del 2018 rappresenta una maniera surrettizia di dare attuazione per via pattizia alle disposizioni dell'articolo 39 della Costituzione, selezionando ciò che è di interesse comune delle quattro organizzazioni, in particolare la sottoscrizione di contratti con efficacia generale, ed escludendo i vincoli, come l'obbligo della democrazia interna. In questo modo, riemergono alcune caratteristiche di fondo delle relazioni sindacali impresse durante il periodo del fascismo

    L’attualità del pensiero giuridico di Alessandro Graziani. Graziani commercialista

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    Riflessione sull’attualità del pensiero giuridico di Alessandro Graziani. Graziani commercialista. Sommario: 1. Premessa. – 2. Contratto e organizzazione. – 3. Organizzazione e personalità giuridica. – 4. Struttura e funzioni della partecipazione azionaria. – 5. Due esempi. – 6. Conclusione. --- (*) Nel ricordo di Raffaele Rascio e Antonio Vendit

    (con R. Contini) “Dittico napoletano su Pietro della Valle viaggiatore in Oriente” in P.Corò, E. Devecchi, N. De Zorzi, M. Maiocchi (eds.), Libiamo ne’ lieti calici. Ancient Near Eastern Studies presented to Lucio Milano on the occasion of his 65th Birthday by Pupils, Colleagues and Friends (Alter Orient und altes Testament 455), Münster, Ugarit-Verlag, 2016, pp. 629-682. Issn: 0931-4296

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    Il saggio riguarda due aspetti finora meno puntualmente considerati dell’opera Pietro della Valle (1586–1652), unanimemente reputato il più grande orientalista – ancorché viaggiatore e umanista di larghissime curiosità piuttosto che accademico professionale – cui Roma abbia dato i natali. La rilevanza di Pietro della Valle per la filologia semitica è l'aspetto trattato da R.Contini; lo studio di S. Graziani riguarda invece l'esperienza di Pietro della Valle nella Napoli capitale del Viceregno spagnolo, le amicizie, le frequentazioni con l'intelligentia del tempo nonché il retaggio culturale ed emotivo che dal soggiorno napoletano derivarono e che Pietro riversò nelle sue lettere dall'Oriente
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