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    Physical activities and special educational needs

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    The Ministerial Directive dated December 27, 2012 and the subsequent Circular dated March 6, 2013 for the identification of students with special educational needs (SEN), have planned a school that knows how to respond appropriately to all the difficulties of students by preventing them, in the perspective of a deeply inclusive school. Ianes & Cramerotti (2013) stated that in order to recognize the real needs of a student, it is necessary to understand their current and general situation of functioning; ICF (WHO, 2001), in fact, being fundamentally organic-psycho-social, obliges to consider the totality and complexity of the functionings of the people and not only organic and structural aspects. From this perspective, the didactic setting that is built during Physical Education and Sport, is an excellent valuation framework for the identification of SEN, because physical activity has always been recognized as a disciplinary area that allows students to express their personality, build dynamics of relationships, express motor behavior, etc. (IN 2012). The Personal Factors, in fact, were considered key elements for the construction of instruments with indicators and qualifiers, because according to the latest neuroscience research (Caruana & Borghi, 2013; Damasio, 2009; Gomez Paloma, 2013), they are particularly influencing into the learning process. The research involved 34 schools (2500 students) from four different regions. For data collection has been activated an online platform which allowed to the teachers to download the necessary tools for the assessment and enter the results at the end of the process. From the data analysis it was possible to understand that there is a significant and positive correlation between indicators encoded by ICF and indicators that detect situations, attitudes, behaviors and postures specially created for the identification of difficulties and special educational needs, affirming the validity and reliability of the tool and giving teachers the opportunity to apply strict criteria to identify pedagogically students and act in an inclusive way

    Corporeità, didattica ed apprendimento. Le neuove Neuroscienze dell'educazione

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    Corporeità, didattica e apprendimento Le nuove neuroscienze dell’educazione Abstract Il riconoscimento scientifico del vivere l’educazione attraverso la corporeità ed il movimento ha aperto nuovi orizzonti di studio e fertili opportunità di connessione culturale tra il mondo delle neuroscienze e quello della pedagogia. Le ultime ricerche nel campo delle neuroscienze e le innovazioni relative ai meccanismi neurobiologici della nostra mente, grazie ai quali l’essere umano si relaziona con l’ambiente, rappresentano oggigiorno una necessaria conoscenza della quale la didattica non può più fare a meno. Molte scelte metodologiche dei docenti sono frutto di un ricco patrimonio culturale ed esperienziale, ma devono anche fare i conti con leggi biologiche della natura che governano, nel bene o nel male, i principi cardine comuni a tutti, dai quali la soggettività del fenomeno della vita ne trae chiarimenti e giustificazioni. Nell’ambito della concezione alta della corporeità, grazie all’embodied cognition, ai mirror neurons e al mindfulness, il docente può, con discrezione ed interesse, affacciarsi ad un mondo neuro scientifico che innesta i suoi sviluppi capillari nella didattica in generale, nella pedagogia clinica e nell’educazione alle emozioni, generando un ampio spazio di intermediazione euristica e culturale. Il testo, pertanto, vuole rappresentare un primo umile, ma dignitoso, passo per accompagnare il docente - in particolare della scuola primaria - ad affrontare con consapevolezza e cognizione questa possibile sinergia disciplinare; e lo fa cercando di sollecitare la curiosità dell’educatore al quale offre, grazie ad un decalogo professionale a carattere orientativo, uno spunto di riflessione sulle possibili applicazioni delle nuove NeuroScienze dell’Educazione

    La funzione integrativa dell’esperienza laboratoriale a carattere psicomotorio nella scuola dell’infanzia

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    Nell’introduzione alle indicazioni ministeriali per il curricolo per la scuola dell’infanzia del 2007 si evidenzia la necessità di strutturare percorsi curricolari rispettosi della singolarità ed originalità di ogni bambino frequentante la scuola dell’infanzia nonché delle sue fasi di sviluppo e formazione. In particolare si precisa che una particolare attenzione deve essere rivolta “al sostegno delle varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio” (Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia,2007,p17). La strutturazione di percorsi laboratoriali centrati sulla corporeità si colloca in tal senso come una delle possibili modalità in grado di “rimuovere gli ostacoli di qualsiasi natura” (Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia, 2007)favorendo l’inserimento e l’integrazione dell’alunno disabile nel contesto classe. Il laboratorio di psicomotricità in particolare si presenta come uno spazio educativo accattivante capace di “i ritmi di un apprendimento individuale ed individualizzato”(Pertica 2002)che si colloca pertanto nei contesti scolastici come un itinerario in cui ogni alunno sperimenta l’utilizzo delle proprie abilità diverse
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