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    Embodied Cognition. Body, movement and sport for didactics

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    L’Embodied Cognition (EC) è una teoria scientifica multiprospettica ed interdisciplinare la cui caratteristica, riflettendo sotto il profilo culturale e professionale, apre interessanti scenari nel campo della psicopedagogia. In particolare, un fertile ambito di studio, estremamente interessante, è dato al momento dall’apporto dell’EC al mondo della didattica (Caruana & Borghi, 2013). Il presente lavoro si inserisce in quest’orizzonte di ricerca, indagando come i principi chiave dell’Embodied Cognition offrano inedite opportunità di valorizzazione delle differenze dei processi di apprendimento (Gomez Paloma & Ianes, a cura di, 2014). Partendo dall’analisi del corpo come mediatore scientifico del processo di apprendimento a livello neurobiologico (Rizzolatti & Sinigaglia, 2006) e neurofenomenologico (Gallese, 2006), lo studio si focalizza sulle evidenze scientifiche (Margiotta, 2014) che l’EC può offrire al docente nell’ambito della didattica. Un concreto trampolino di lancio per delineare e validare un modello “EC Based” (Gomez Paloma & Damiani, 2015) per valorizzare la corporeità come dispositivo cognitivo e come ambiente di apprendimento e contestualizzazione (setting) per la costruzione di competenze professionali nell’ambito della formazione.Embodied Cognition (EC) is an interdisciplinary and multiperspective scientific theory whose characteristic, from a cultural and professional perspective, opens up interesting scenarios in the field of psychopedagogy. In particular, a prolific and extremely interesting area of study is now provided by the contribution of EC to the world of didactics (Caruana & Borghi, 2013). This work is part of this research horizon, investigating how the key principles of Embodied Cognition offer new opportunities to enhance differences in learning processes (Gomez Paloma & Ianes, a cura di, 2014). Starting from the analysis of the body as a scientific mediator of the learning process on a neurobiological (Rizzolatti & Sinigaglia, 2006) and neurophenomenological (Gallese, 2006) level, the study focuses on the scientific evidence (Margiotta, 2014) that EC can provide to teachers in the field of didactics. It represents a concrete springboard for delineating and validating an “EC-Based” model (Gomez Paloma & Damiani, 2015) to enhance corporeality as a cognitive system and a learning/ contextualization setting for the building of professional skills in the field of education

    La neurobiologia dell'apprendimento attraverso il corpo

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    Nel lessico pedagogico attuale, termini come neuroeducational o embodied cognition sono oramai all’ordine del giorno. La comunità italiana, infatti, ha già da alcuni anni allargato gli orizzonti attraverso indagini scientifiche a carattere teorico che si riflettono sulle implicazioni didattiche scaturite dal contributo delle ultime ricerche neurobiologiche. Questo lavoro di ricerca si innesta sul forte dialogo avviato in Italia tra didattica e neuroscienze, investendo per la prima volta le attenzioni sull’applicazione pratica di questo connubio scientifico interdisciplinare. La peculiarità di questa ricerca, infatti, è proprio il punto di incontro tra ciò che avviene a livello biochimico (analisi salivare del cortisolo) e le risposte di apprendimento registrate a livello psicopedagogico (verifiche didattiche). La certezza che non esista alcuna possibilità di inquadrare fenomeni delle scienze educative secondo modelli deterministici lineari di causa-effetto, non implica che la consapevolezza dei principi neuroscientifici che governano i meccanismi di apprendimento non consenta al docente di qualificare e calibrare la sua didattica, promuovendo consegne e proposte che siano conformi ai principi su menzionati e, nel contempo, coerenti con i meccanismi alla base del funzionamento del nostro sistema nervoso. Concetto perno di questo lavoro è la valorizzazione della corporeità che, tra oggetto di analisi e soggetto di cognizione, ci consente sempre più di scoprire la bellezza della natura

    L'Archè dello spazio dell'apprendimento

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    La progettazione architettonica degli ambienti di apprendimento scolastici e la riqualificazione ambientale dei giardini integrati alle attività dell’istruzione e della formazione sono state oggetto nel 2013 dell’approfondimento tematico attraverso le sperimentazioni del Laboratorio di Progettazione Architettonica e Architettura del Paesaggio del Corso di Laurea in Architettura quinquennale del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Un’ulteriore linea di ricerca, sviluppata dall’equipe diretta dal prof. Filippo Gomez Paloma, teorizza il paradigma scientifico dell'Embodied Cognition (EC) che nasce dall’“interessante costrutto dialogante tra Cognizione e Architettura, tra Neurofenomenologia e Design”. Con le Linee Guida della Legge 107 delle Scuole Innovative nel 2015, precedute dalle Leggi delle Scuole Belle, Scuole Sicure, Scuole Nuove e Scuole Antisismiche, le iniziative dello Stato, hanno lanciato una nuova sfida sperimentale nell’ambito del mondo della scuola italiana. In sinergia con tali programmi governativi dal punto di vista scientifico si sta delineando il nuovo filone paradigmatico dell’Embodied Cognition Design (ECD) che costituisce l’evoluzione dell’EC applicato alla progettazione e al design degli spazi e dei luoghi dell’apprendimento (F. Gomez Paloma & M. Calò, 2017). Nello spazio architettonico innovativo si devono coniugare le tipologie semantiche ed empatiche con le tipologie tecnico-costruttive in un processo progettuale unitario e in continuità tra parti costruite e parti non costruite, tra Natura e Architettura (E. Buondonno, 2017); lo spazio architettonico dei luoghi dell’apprendimento, inoltre, è esteso alle parti non costruite come i giardini scolastici e gli elementi di natura. Con la sperimentazione progettuale architettonica degli ultimi anni si intende dimostrare l’integrazione tra l’innovazione della formazione e l’innovazione della generazione degli spazi e dei luoghi dell’apprendimento
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