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    Cinque giorni di Lucia Giustini

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    Recensione al romanzo young adult Cinque giorni (Pelledoca, 2023) dell'autrice italiana Lucia Giustini. Il romanzo presenta una medesima vicenda narrata da due punti di vista differenti, due coscienze adolescenti che filtrano la narrazione attraverso la loro prospettiva peculiare e il loro livello di maturità. Attraverso un gioco di rimandi tra intreccio e fabula, il romanzo di Giustini si pone come interessante territorio di sperimentazione contenutistica e formale

    Self-assembly of doxorubicin into gels

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    Self-assembly of doxorubicin into gels Elisamaria Tasca1*, Mauro Giustini1,2, Marco D’Abramo1, Luciano Galantini1,2, Gerardo Palazzo2,3 1 Chemistry Dept., “La Sapienza” University, P.le Aldo Moro 5, 00185-Rome, [Italy] 2 CSGI (O.U. of Bari), Chemistry Dept., University of Bari, 70126 Bari [Italy] 3 Chemistry Dept., University of Bari, Via Orabona 4, 70126-Bari, [Italy] *[email protected] The closely related anthracyclines doxorubicin (DX), daunomycin (DN) and epirubicin (EPI) in aqueous solution are present essentially as dimers at concentrations above or equal to 10-5M. However, DX, but not DN and EPI, in the presence of NaCl, at concentrations above a threshold value that depends also on the DX concentration, gives rise to gels [1-2]. The properties of these gels have been studied by UV-Vis, circular dichroism (Figure 1-A), steady-state and time resolved fluorescence (TCSPC - Figure 1-B) spectroscopy and SAXS (Figure 1-C), supported by MD simulations and fluorescence microscopy. The experimental results and the simulations suggest self-assembly of the somewhat distorted dimers in supramolecular aggregates, possibly in the form of fibrils, that would aggregate into larger structures to give the gels [3]. References [1] M. Giomini, A.M. Giuliani, M. Giustini and E. Trotta, Biophys. Chem., 1992 (45) 31. [2] E. Hayakawa, K. Furuya, T. Kuroda, M. Moriyama and A. Kondo, Chem. Pharm. Bull., 1991 (39) 1282. [3] M. Giustini, A.M. Giuliani, E. Tasca, M. D’Abramo, L. Galantini and G. Palazzo, manuscript in preparation

    Il Direttore Generale dell\u27Istruzione superiore invita il direttore di Ca\u27 Foscari a dare accoglienza a degli universitari giapponesi in viaggio (Roma, 28 luglio 1938)

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    Il Direttore Generale dell\u27Istruzione superiore, Giuseppe Giustini, scrive al direttore del R. Istituto Superiore di Economia e commercio, Agostino Lanzillo, e per conoscenza al direttore del R. Istituto Superiore di Architettura, Guido Cirilli, per informarli della presenza in Italia di una comitiva di studenti e professori giapponesi dell\u27università di Kyoto per un viaggio di istruzione e di studio. Durante la permanenza, gli studenti visiteranno le università e gli istituti superiori: trovandosi a Venezia dal 29 luglio all\u271 agosto [1938], Giustini prega Lanzillo e Cirilli di offrire la dovuta accoglienza agli studenti, avvertendoli che "l\u27organizzazione logistica" è affidata al GUF.Lettera dattiloscritta su carta intestata del Ministero dell\u27Educazione Nazionale . Direzione Generale della Istruzione Superiore, con firma autografa del Capo di Gabinetto del Ministro dell\u27Educazione Nazionale nonchè Direttore Generale dell\u27Istruzione Superiore e dell\u27Ordine Universitario (G. Giustini). Il verso del documento è privo di scrittura

    Ludovico Giustini di Pistoia, Sonates, Cremilde Rosado Fernandes, NUM 1047, 1996

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    Weber Edith. Ludovico Giustini di Pistoia, Sonates, Cremilde Rosado Fernandes, NUM 1047, 1996. In: Cahiers de sociologie économique et culturelle, n°28, 1997. p. 161

    Modelling spread risk via time-change approach

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    The thesis considers two stochastic models for managing spread risk: i) the Duffie-Singleton model; ii) a model developed in the context of electricity spot price modelling, properly adapted to model spread risk, obtained by changing the Duffie-Singleton model with compound Poisson’s jumps with exponentially distributed jump size and a subordinated process as a random clock. The latter has a mean reverting jump component that leads to mean reversion in the level of credit spread in addition to the smooth mean reversion force. In order to calibrate the models the particle filtering technique is used, which allows for the estimate of real-world and risk-neutral probability distributions from time series of credit spread observations

    Caratterizzazione chimico-fisica di una microemulsione "acqua-in-olio" ed esempi del suo possibile impiego per la solubilizzazione di acidi nucleici in sistemi confinati

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    La struttura della microemulsione "acqua-in-olio" quaternaria ottenuta con un tensioattivo cationico (bromuro di esadecil trimetil ammonio, CTAB), n-esano, acqua e n-pentanolo è stata investigata mediante conducibilità, light-scattering quasi elastico, spettroscopia d'assorbimento nel vicino infrarosso e NMR a gradiente pulsato. La conduciilità mostra andamenti tipici della migrazione di goccioline sferiche. Utilizzando il modello a fluttuazione di carica i dati di conducibilità sono stati correlati col raggio idrofinamico delle goccioline ottenuto da misure di NMR in gradiente pulsato. I dati NMR e di conducibilità si sono dimostrati autoconsistenti per gocciline sferiche con interazioni di tipo hard-sphere. Questa ipotesi è stata supportata dal confronto fra i coefficienti di diffusione dei moti collettivi con quelli di autodiffusione. L'area media per testa polare del CTAB, la quantità di acqua libera nel solvente orgnico e la frazione di cotensioattivo presente all'interfaccia acqua/olio sono state determinate insieme allo spessore del film interfacciale e dello starto di acqua legata ottenendo una completa descrizione della microstruttura del sistema. Esempi di solubilizzazione di acidi nucleici (oligo e polinucleotidi) sono inoltre presentati.Quaternary water-in-oil microemulsion of a cationic surfactant (cetyltrimethylammonium bromide, CTAB), n-hexane, water, and n-pentanol has been investigated using conductivity, quasi-elastic light scattering, nearinfrared absorption spectroscopy, and pulsed field gradient spin-echo NMR measurements. The conductivity behavior shows features characteristic of the migration of charged droplets. Consequently, using the charge fluctuation model, the conductivity data were correlated with the droplet radius obtained from self-diffusion coefficients for different obstruction factors. Conductivity and self-diffusion measurements were found to be self-consistent for spherical droplets with hard-sphere interactions. Comparison between collective diffusion and self-diffusion coefficients fully supports this conclusion. The average head-group area of CTAB, the amount of water free in the organic bulk, and the fraction of alcohol present into the aggregates were evaluated together with the thickness of both the interfacial film and the bound water layer providing a full microscopic picture of the system. Examples of nucleic acid solubilization preperties (oligo and polynucleotides) are also presented

    Palazzo Giustini e l’opera di Giacomo della Porta

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    Monsignore Cosimo Giustini, figlio di un ricco avvocato concistoriale, avvierà un cantiere ventennale con l’acquisizione di una prima casa nel vicolo di Cacciabove (oggi Largo Chigi), che proseguirà sull’intero fronte su piazza Colonna. Un’area della città valorizzata sotto il pontificato di Gregorio XIII Boncompagni (1572-1585), con strumenti normativi favorevoli allo sviluppo edilizio, degli investimenti e delle iniziative edilizie degli aristocratici. L’intreccio dei caratteri tipologici e funzionali della fabbrica, destinata a più livelli sociali, dal censo del monsignore che aspirava ad un grado più alto, a quello variegato dei suoi affittuari, costituiva per Giacomo Della Porta, architetto del Giustini, un dato centrale per la composizione della grande facciata. Un tema storiografico i cui presupposti storici, culturali e tipologici sono stati messi a fuoco da Sandro Benedetti, quando valutava la risonanza dell’opera di Antonio da Sangallo per le generazioni successive, cogliendo un atteggiamento proiettato a portare avanti più le ragioni della costruzione, dei suoi aspetti tecnico-cantieristici o di economia del prodotto, risolte formalmente in modalità sintetiche ed essenziali, prendendo le distanze dalle modulazioni espressive anticheggianti. Nella seconda metà del XVI secolo si manifesterà la tendenza a stabilizzare le nuove opere entro guide tipologiche precise, traendo ispirazione dalle modulazioni del Palazzo Baldassini, non ponendosi in contrasto con i modi stilistici del tempo, anzi sviluppandone i contenuti ma demitizzando l’uso dell’ordine architettonico. Giacomo Della Porta che aveva spesso perseguito una semplificazione formale del tipo del palazzo romano, rivolge lo sguardo all’articolazione dinamica dei finestrati già sperimentato da Raffaello nel Palazzo di Jacopo da Brescia, e l’originale scansione delle finestre nella facciata di Palazzo Massimo alle Colonne del Peruzzi. Della Porta assorbirà quella poetica, sviluppandone ulteriormente le potenzialità espressive con il tema della dinamicità “pulsante” del ritmo dei pieni e dei vuoti nelle facciate in relazione ai caratteri urbani di prossimità, lasciando cadere il ruolo strutturante delle modulazioni espressive antiche dei due maestri. La poetica di Giacomo, anche nel palazzo Giustini, assegna al ruolo espressivo dei meccanismi formali della facciata, il potenziamento dinamico del colloquio tra l’architettura e la “consonanza” con i caratteri dello spazio urbano. Un tema che ha avuto un deciso sviluppo sotto il papato di Sisto V (1585-1590), esemplarmente sviluppato nei palazzi dellaportiani, e nell’opera di Domenico Fontana per la sistemazione urbana del rinnovato complesso lateranense. Una poetica che Giacomo Della Porta sperimenterà a più livelli espressivi con l’attivazione di un potenziamento percettivo nella composizione dei fronti, che si svilupperà per un ventennio in più cantieri contemporaneamente: da Palazzo Muti in via del Gesù (1569-1570), in palazzo Serlupi Lovatelli in piazza Lovatelli (1575-1580), nel palazzo per i Maffei Marescotti in via della Pigna angolo via dei Cestari (1577-1583), in palazzo Ruggeri su via Corso Vittorio Emanuele II (1588-1591), in quello di Ottaviano Crescenzi poi Serlupi in via del Seminario (1579-1605), nell’edificio di Virgilio Crescenzi alla Rotonda (1581-1583) e nel nostro palazzo Giustini in piazza Colonna (1579-1603)
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