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Diritto e persona
La Dichiarazione dell'Onu sui diritti umani conduce a una meditazione circa l'essenza stessa del diritto e il suo legame inscindibile con quella della persona e della libertà. La persona è l'individuo dotato di ragione, secondo una definizione aristotelica, boeziana e tomista, e lo sviluppo del processo conoscitivo culmina nella volontà, nella decisione, nell'azione. Nella scoperta della propria preziosità unica e irripetibile, la persona vede il proprio ancoraggio nella dimensione originaria della natura, dove anche il diritto trova il suo fondamento. Lo ius è espressione dello iubeo che il soggetto imprime alla propria esistenza, conferendole senso, ed è legato al dius, all'elemento divino del dì, dell'espressione profonda di sè. del venire alla luce. Ciò avviene in una precisa situazione cronospaziale, in cui la temporalità non rimane nello sbrandellamento cronologico, ma si attesta saldamente nel dominio del tempo, nell'istante dell'essere, dove la saldatura tra persona e diritto trova la sua piena base realizzativa
Le soste alla fonte: tappe e attingimento della felicità
L'articolo si sofferma sul concetto di felicità, prendendo in esame alcuni autori che hanno affrontato in maniera decisiva la tematica, come Aristotele, Epicuro, san Tommaso e Kant. L'elemento che funge da filo conduttore è lo stretto rapporto tra la persona, cioé l'individuo dotato di ragione, e la possibilità che questa ha di essere felice. La libertà si presenta come l'orizzonte di possiblità per poter realizzare la felicità. Solo se il soggetto riesce a scendere nella profondità di se stesso, a incontrare e comunicare in autenticità la propria essenza identitaria, esprimendola senza paura, può, attuando la propria libertà, conquistare la felicità
Il leviatano del destino e la libertà dell'uomo
Nel contributo l'autore si sofferma sulla tematica del destino e della libertà. Il primo è strettamente connesso alle differenti modalità di espressione di un potere esterno, che blocca l'uomo nella sua possibilità di agire e di determinarsi autonomamente, e di uno interno, ancorato nell'irrazionalità e nella paura che mira a sottomettere il soggetto. Attraverso l'analisi di vari autori antichi e moderni, da Seneca a Kant, le cui meditazioni si rivelano decisive, a Planck, emerge come l'alternativa tra destino e libertà rappresenti un motivo ricorrente dell'esistenza umana. Quando la persona, vincendo la paura di fronte al leviatano che, nella catena di condizionamento, alienazione, strumentalizzazione, manipolazione, si fa potere e destino, afferma con coraggio se stessa, allora si apre alla prospettiva della libertà
L'orientalistica e la critica storica dell'illuminismo tedesco
Scopo dell'articolo è ricostruire le origini dell'orientalistica tedesca come scienza nell'età dell'Illuminismo. L'autore principale preso in considerazione è Johann Gottfried Eichhorn, attivo prima a Jena e poi a Gottinga nella seconda metà del XVIII secolo, allievo dell'altro grande orientalista J. D. Michaelis. La fondazione dell'orientalistica come scienza si verifica con l'adozione del metodo storico-critico, l'analisi linguistico-comparativa delle lingue e dei relativi dialetti, la prospettiva storico-universale di riferimento. La confluenza di "critica inferiore" e "superiore", la prima basata sull'analisi grammaticale, la seconda su quella concettuale, garantisce la completezza dell'analisi. Questa prende le mosse da un punto di vista empirista, di radice humeana, rifiutando quello apriorico kantiano. La storia si pone come il grande orizzonte dell'intera operazione ermeneutico-critica dell'orientalistica così inaugurata
L'histoire pour le philosophe et l'historien: Kant et Schloezer
Nell'articolo vengono messi in evidenza gli importanti punti di contatto tra la concezione storica di A.W.Schloezer, famoso storico dell'Università di Gottinga, e la filosofia della storia di Kant. La storia universale della tradizione illuministica aveva al centro il rapporto di casusalità e il nesso aggregato-sistema. Laddove non fosse stato possibile seguire le catene delle cause e degli effetti per la ricostruzione degli avvenimenti, e non fosse stata affermata la preminenza della visione sistematica, sincronica e diacronica, di questi ultimi, non sarebbe neanche riuscita l'elaborazione di una coerente storia universale. Rispetto a queste regole della storiografia, influenzata dall'empirismo humeano, ma anche dalla stessa filosofia kantiana, Kant afferma decisamente la prospettiva trascendentale e apriorica della sua concezione storica, senza minare la concreta prassi euristica ma al tempo stesso ponendo al centro la dimensione noumenica delle idee della ragione, prima tra tutte la libertà, come criteri di riferimento degli eventi
L'esemplare e il suo valore per l'esperienza: tradizione e attualità di un concetto
La categoria dell’ ‘esemplare’ viene considerata nella sua logica specifica, in quanto distinta dalla logica dell’ ‘esempio’ rispetto alla funzione di categoria-ponte tra universale e particolare e in un senso sia linguistico ed epistemologico che storico, tra tradizione e modernità. Il radicamento nel contingente e la sua vicinanza in particolare alla prassi umana concernente la regola e la sua applicazione suggeriscono, sulla scorta di alcune riflessioni di Emilio Garroni dedicate a questo tema, di collegare la ‘necessità esemplare’ teorizzata dal Kant della Terza Critica alle difficoltà e alle soluzioni possibili dell’applicare una regola in vista del suo potenziale creativo
Glaube und Vernunft, Freiheit und Natur
L'articolo offre una interpretazione della filosofia kantiana basata sul nesso inscindibile tra ragione e fede, imperniato a sua volta sull'idea della libertà. Quest'ultima viene definita da Kant come un'idea della ragione, recante cioé in sé l'elemento costitutivamente noumenico, cioé inconoscibile, misterico, della propria realtà. Attraverso una serrata analisi con i testi kantiani, in particolare con la Critica della ragion pura e la Critica della ragion pratica, viene messo in evidenza lo stretto parallelismo tra lo in-sé e per-sé dell'idea della libertà e la formula dell'incarnazione cristica ("in esso, con esso, per esso"), della confluenza tra infinito e finito, e dell'appropriazione dello spirito di Cristo da parte dell'uomo per poter realizzare la metanoia, il cambiamento interiore, di ci Kant parla nell'Antropologia
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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