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    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Disegno-Design Mediterraneo. Modelli per conoscere, tutelare, valorizzare e comunicare i paesaggi italiani

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    È noto che la definizione dell’identità dei luoghi non è affatto determinata in modo naturale e diretto dall’appartenenza fisica ad una certo contesto territoriale e nazionale; piuttosto la cornice geo-politica di un paese sembra rappresentare una sorta di condizione preliminare, un riferimento generale da cui muovere una riflessione che tenga conto poi di molteplici e articolate questioni legate alla straordinaria varietà territoriale, al valore delle differenti culture – da leggere anche in relazione alle specificità delle multiformi tradizioni locali. In altri termini l’identità dei paesaggi italiani è una conquista culturale, un traguardo a cui si perviene attraverso un percorso complesso e non sempre lineare, fatto anche di precisazioni se non addirittura di radicali opposizioni nei confronti delle molteplici (e, con una certa frequenza, errate) idee-immagini identitarie ipotizzate, talvolta anche semplicisticamente, da osservatori esterni. In questo scenario è quindi necessario provare a leggere i molteplici paesaggi italiani attraverso un sentire moderno, è necessario avere uno sguardo contemporaneo sulle nostre identità, sul modo in cui comunicarele e rivalutarle anche rispetto a uno scenario culturale “globale” che, al contrario, tende a comprimere la categoria di spazio, ad annullare i confini in un continuum sovra-territoriale. Relativamente a questo obiettivo, la rappresentazione, nelle sue diverse forme, è una modalità privilegiata per la definizione dell’identità dei paesaggi. Ciò per almeno due motivi: il primo è legato al processo di ricezione che precede l’atto rappresentativo. La percezione dei dati, la loro selezione, non è un fatto automoatico, ma esprime un continuo aggiornamento di visione e di sensibilità che segue appunto lo sviluppo storico-culturale dei luoghi e dei loro abitanti contribuendo a svelarne, quindi, l’identità. Il secondo è legato al processo di rappresentazione, ovvero di proiezione. Costruire l’immagine del paesaggio significa proiettare dati oggettivi ed elementi simbolici, quello che il paesaggio appare e quello che il paesaggio significa, quello che è, e quello che potrebbe essere; portando all’estremo il ragionamento, possiamo affermare che costruire l’immagine del paesaggio significa svelarne l’identità, nonostante la sua apparenza. È evidente, quindi, la dimensione progettuale dell’atto rappresentativo: ogni ri-presentazione della realtà, in quanto processo mediato, è sempre un’interpretazione della realtà oggettuale, un’idea

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Elementi ordinatori del paesaggio agricolo di Pompei. Trasformazioni e permanenze

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    ELEMENTI ORDINATORI DEL PAESAGGIO AGRICOLO DI POMPEI. TRASFORMAZIONI E PERMANENZE. Il rapporto tra geografia e architettura rimanda ai primi atti fondativi, al legame natura-artificio che caratterizza una realtà territoriale, impronta che permane anche nelle successive trasformazioni. A questa idea di ‘impronta’ si vuole attribuire il concetto di ‘forma’ del territorio nel quale si intende far confluire le molteplici manifestazioni visive e insediative che si offrono nell’atto di attraversare un luogo. Parlare di ‘forma del territorio’ significa affermare l’esistenza di una manifestazione fisica in grado di delineare e caratterizzare una data realtà riferita a un tempo determinato. È così possibile individuare alcuni percorsi di conoscenza che pur determinando delle letture parziali, attraverso accostamenti, sovrapposizioni o intrecci, restituiscano la forma complessa di questa realtà. Gli elementi che partecipano alla definizione dei luoghi sono indubbiamente quelli geografici che appartengono alla natura del suolo: una strada, una sequenza di case, una linea di costa, un rilievo montuoso possono decretare un disegno basato su una geometria elementare che non contrappone la natura all’artificio, ma che rende possibile l’interrelazione tra la geografia e l’architettura. Tra la città compatta ereditata dalla storia e i campi coltivati si estendono poi le nuove città, nel cui disordine a volte è possibile decifrare le regole quasi istintive dei diversi sistemi insediativi: il disegno delle nuove aree residenziali si contrappone a quello della campagna fatto di tracce che rimandano alla divisione del suolo e al suo utilizzo. Le strade, i canali di irrigazione, i tracciati ordinatori, uniti ad alcuni manufatti rurali, sopravvivono ai processi di trasformazione in quanto legati ad un’antica struttura riconducibile a una tradizione agricola o pastorale, che si modifica con estrema lentezza. Ai segni antichi, che oppongono una tenace resistenza alle modificazioni, si affiancano recenti infrastrutture, vie di comunicazione che affermano nuove direzionalità e orientamenti, o ancora, nuovi poli di aggregazione, che assurgono a “tipi” di riferimento e che danno forma al recente sviluppo urbano
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