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    Geostatistical simulations for radon indoor with a nested model including the housing factor

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    The radon prone areas definition is matter of many researches in radioecology, since radon is considered a leading cause of lung tumours, therefore the authorities ask for support to develop an appropriate sanitary prevention strategy. In this paper, we use geostatistical tools to elaborate a definition accounting for some of the available information about the dwellings. Co-kriging is the proper interpolator used in geostatistics to refine the predictions by using external covariates. In advance, co-kriging is not guaranteed to improve significantly the results obtained by applying the common lognormal kriging. Here, instead, such multivariate approach leads to reduce the cross-validation residual variance to an extent which is deemed as satisfying. Furthermore, with the application of Monte Carlo simulations, the paradigm provides a more conservative radon prone areas definition than the one previously made by lognormal kriging

    Definition of radon prone areas in Friuli Venezia Giulia region, Italy, using geostatistical tools

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    Studying the geographical distribution of indoor radon concentration, using geostatistical interpolation methods, has become common for predicting and estimating the risk to the population. Here we analyse the case of Friuli Venezia Giulia (FVG), the north easternmost region of Italy. Mean value and standard deviation are, respectively, 153 Bq/m3 and 183 Bq/m3. The geometric mean value is 100 Bq/m3. Spatial datasets of indoor radon concentrations are usually affected by clustering and apparent non-stationarity issues, which can eventually yield arguable results. The clustering of the present dataset seems to be non preferential. Therefore the areal estimations are not expected to be affected. Conversely, nothing can be said on the non stationarity issues and its effects. After discussing the correlation of geology with indoor radon concentration It appears they are created by the same geologic features influencing the mean and median values, and can't be eliminated via a map-based approach. To tackle these problems, in this work we deal with multiple definitions of RPA, but only in quaternary areas of FVG, using extensive simulation techniques

    Uso dei sistemi informativi territoriali per lo studio della distribuzione della concentrazione di radon e dei parametri ad essa correlati in Friuli Venezia Giulia

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    2009/2010Scopo del lavoro Scopo principale di questo lavoro è quello di dimostrare l’importanza dell’uso dei sistemi informativi territoriali nello studio della distribuzione della concentrazione di radon e dei parametri ad essa correlati. Il lavoro procede attraverso l’analisi della distribuzione della concentrazione di radon indoor, nel suolo e nelle acque, sul territorio del Friuli Venezia Giulia, utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalla geomatica e dai sistemi informativi territoriali, con lo scopo ultimo di mettere a disposizione delle amministrazioni pubbliche dati di facile interpretazione e fruizione per la valutazione del rischio da radon per la popolazione della regione. Effettuare uno studio di questo genere sul territorio del Friuli Venezia Giulia risulta particolarmente significativo a causa delle caratteristiche che il territorio presenta sia dal punto di vista della concentrazione di radon indoor, che risulta tra le più alte in Italia, che dal punto di vista delle caratteristiche geologiche che risultano estremamente variabili nell’ambito del territorio regionale e peculiari in ambito nazionale ed europeo. Anche le caratteristiche del parco edilizio della regione risultano essere tali da influenzare notevolmente la concentrazione di radon indoor. Ai fini della definizione della mappa di rischio è necessario analizzare le eventuali correlazioni del contenuto di radon, con particolare riferimento a quello indoor, con i principali parametri geologici, geomorfologici ed idrogeologici senza trascurare l’influenza dei parametri edilizi. Riassunto dell’attività La prima parte della ricerca si è svolta nell’ambito della campagna di campionamento e misura della concentrazione di radon indoor condotta da ARPA Friuli Venezia Giulia, con l’obiettivo di determinare le radon prone areas in regione ai sensi del D.Lgs.241/00. Tale campagna è stata materialmente avviata nel 2005 e le misure sono state completate alla fine del 2007. Dopo una fase iniziale di acquisizione dei suddetti dati e di ricerca bibliografica, l’attività è consistita essenzialmente in cinque momenti: a. creazione e popolamento della banca dati del sistema informativo territoriale per quanto riguarda le misure di radon indoor ed i relativi dati sugli edifici ed elaborazione dei dati stessi mediante l’utilizzo della Carta Tecnica Regionale e della Carta Geologica Regionale; b. analisi della distribuzione della concentrazione del radon indoor e delle sue possibili modalità di rappresentazione spaziale; c. analisi dell’eventuale correlazione dei parametri relativi agli edifici ed ai locali di misura con la concentrazione radon indoor allo scopo di costruire un sottoinsieme di edifici omogenei dal punto di vista delle caratteristiche costruttive che influenzano la concentrazione di radon indoor; d. analisi dell’eventuale correlazione dei parametri geologici con la distribuzione della concentrazione di radon indoor; e. costruzione di sottoinsiemi di abitazioni, omogenei tra loro, in cui i parametri edilizi rendessero, rispettivamente, massime e minime le concentrazioni di radon indoor ed analisi della distribuzione della concentrazione di radon per i diversi sottoinsiemi in funzione dei diversi parametri geologici. Inoltre vengono riportati i dati relativi alla distribuzione del radon nelle acque potabili e sorgive del Friuli Venezia Giulia. Sono anche stati analizzati i dati relativi ad un progetto complementare alla campagna radon prone areas e relativi ad una campagna di misura di radon nel suolo: sono stati georeferenziati i dati relativi alle concentrazioni di radon nel suolo per la provincia di Udine e sono state elaborate le prime mappe di distribuzione. I dati relativi alla campagna radon prone areas in Friuli Venezia Giulia sono stati pubblicati sul sito web di ARPA FVG. Risultati Sulla base dell’analisi dei risultati di oltre 10000 misure di radon indoor effettuate in circa 2500 abitazioni e del confronto di tali risultati con le caratteristiche geologiche, geomorfologiche ed idrogeologiche del territorio del Friuli Venezia Giulia, è stato possibile costruire una mappa della distribuzione della concentrazione di radon negli edifici del Friuli Venezia Giulia e correlarla con i principali parametri analizzati. Sono state altresì riportate le mappe di distribuzione della concentrazione di radon nelle acque potabili e sorgive del Friuli Venezia Giulia ed è stata costruita ed analizzata la mappa di distribuzione della concentrazione di radon nel suolo per la provincia di Udine. Dal punto di vista geologico i principali parametri analizzati sono stati la consistenza del substrato (sciolto o roccioso), la sua tessitura, l’età delle unità litostratigrafiche e le unità litostratigrafiche stesse, i lineamenti tettonici e la sismicità. Dal punto di vista geomorfologico la regione è stata divisa in 9 aree geomorfologicamente omogenee ed è stato considerato il fenomeno del carsismo con riferimento sia al carso classico che alle restanti aree carsificate della regione. Da ultimo sono stati indagati gli aspetti idrogeologici: la permeabilità, le risorgive e la profondità della falda acquifera. Ogni aspetto è stato analizzato e sono state indagate le eventuali correlazioni con le concentrazioni di radon indoor. E’ stato possibile valutare bene l’importanza di alcuni parametri soltanto dopo aver disaggregato i dati analizzando separatamente zone geomorfologicamente diverse fra di loro. I principali risultati ottenuti possono essere così riassunti: a. il parametro più importante è risultato essere la permeabilità del suolo con riferimento sia alla granulometria del substrato sciolto che alla eventuale carsificazione del substrato roccioso; b. altri parametri come le differenze nelle unità litostratigrafiche e la loro età, la presenza di lineamenti tettonici e la sismicità, la presenza della linea delle risorgive e la profondità di falda, non sono risultate significative ai fini della correlazione con il radon indoor in Friuli Venezia Giulia; c. è stato possibile effettuare alcune differenziazioni all’interno della fascia alpina e prealpina: concentrazioni più elevate sono state misurate nelle Prealpi Carniche e più basse nelle Prealpi Giulie. I valori più elevati misurati all’interno di abitazioni costruite su substrato sciolto sono stati misurati nella fascia alpina e prealpina e quelli più bassi nella Bassa pianura friulana e nella provincia di Trieste. Per quanto riguarda i parametri edilizi è stata analizzata l’eventuale correlazione dei parametri stessi con la concentrazione di radon indoor. Sono risultati significativi i seguenti parametri: posizione del locale in cui era posto il dosimetro rispetto al suolo, tipo di contatto suolo-edificio, anno di costruzione (pre o post terremoto del 1976), presenza di pietra nei muri. Sono stati infine creati due diversi data set con parametri edilizi omogenei ed è stata effettuata l’analisi della distribuzione del radon indoor nei due casi mettendo in luce le diversità di distribuzione, oltre che di concentrazione di radon, per le diverse tipologie costruttive. Considerazioni conclusive e prospettive future Dal punto di vista dell’utilizzo dei sistemi informativi, essi sono stati usati in tutte le fasi dello studio, in particolare: Ø nella strategia di campionamento, nella definizione delle maglie e nell’estrazione del campione, nel posizionamento dei dosimetri e nella georeferenziazione dei siti, nella restituzione e nella pubblicazione dei dati; Ø nei controlli preliminari sui set di dati da analizzare; Ø nella creazione di nuovi set standard di dati; Ø nella ricerca di correlazione della concentrazione di radon con parametri edilizi e geologici; Ø nell’analisi della distribuzione della concentrazione del radon e nelle elaborazioni geostatistiche. Sarebbe stato molto più oneroso, ed in molti casi impossibile, eseguire lo stesso studio senza l’ausilio del SIT. Le potenzialità del SIT creato sono molteplici, ad esempio: utilizzo a fini amministrativi (definizione sul Bollettino Ufficiale Regionale delle radon prone areas, creazione di mappe di rischio, ecc.) ed epidemiologici; creazione di mappe nazionali ed europee, analisi geostatistiche ecc. Il SIT costruito risulta essere un sistema ricco di potenzialità, una piccola parte delle quali è stata sfruttata per le analisi che sono state riportate in questo lavoro. Le prospettive future possono comprendere sia l’ampliamento ed il completamento degli studi intrapresi, che lo svolgimento di molteplici nuove attività di ricerca che la struttura dei dati permette. A titolo di esempio si tenga presente, per quanto riguarda il completamento delle attività svolte, che sono state analizzate solo una parte delle eventuali correlazioni dei dati di concentrazione di radon indoor con i parametri geologici ed edilizi. Va inoltre sottolineata la possibilità di utilizzare, oltre alla Carta Geologica Regionale in scala 1:150000, la cartografia CARG 1:5000. L’uso di tale cartografia potrebbe permettere l’esecuzione di studi di dettaglio allo scopo di evidenziare correlazioni con eventuali altri parametri geologici non ancora considerati. Particolarmente promettente appare la possibilità, dimostrata dall’analisi dei diversi set di dati creati, di normalizzare il parco edilizio regionale in funzione delle caratteristiche costruttive, al fine di disporre di un numeroso set di dati per le analisi, eventualmente multivariate, per la valutazione dell’influenza dei diversi parametri geologici. Sono inoltre sicuramente possibili ulteriori analisi geostatistiche sui risultati delle misure, utili per la definizione delle radon prone areas, ma anche per la redazione di una mappa del “rischio radon” in Friuli Venezia Giulia, analogamente a quanto fatto in altri Paesi. I dati contenuti all’interno del SIT possono inoltre essere utilizzati, insieme a quelli prodotti da altre realtà territoriali ed analogamente a quanto già fatto per la parte relativa alle concentrazioni di radon indoor nelle strutture scolastiche regionali, per la redazione di mappe interregionali, nazionali od europee.XXIII Ciclo196

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Radon prone areas in Friuli Venezia Giulia: ecological analysis and modelling

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    2013/2014La tesi descrive il lavoro effettuato e i progressi raggiunti durante i miei tre anni di dottorato, volti allo studio della distribuzione delle concentrazioni di radon in ambienti indoor, nello specifico in abitazioni private del Friuli Venezia Giulia. Il principale obiettivo è stato la definizione geografica delle cosiddette radon prone areas (RPA), ovvero le aree con le più alte probabilità di trovare concentrazioni di radon più elevate. Nonostante ciò, molte analisi supplementari sono state effettuate per migliorare la suddetta definizione e per ampliare il bagaglio di conoscenze riguardante il radon indoor a tutto tondo. Abstract La prima parte della tesi è un'introduzione al corpo principale del testo e introduce il problema ambientale radon al lettore. Abstract Nel capitolo uno sono elencate i principali dettagli sul ^{222}Rn , il più frequente isotopo del suo tipo in natura, e un veloce excursus volto alla descrizione delle sue proprietà fisiche, in particolare i meccanismi di trasposto da e all'interno del suolo (che ne è la principale sorgente). Successivamente, i principali meccanismi di entrata in ambienti chiusi sono evidenziati con esempi dei modelli matematici che li descrivono. Abstract Il secondo capitolo è invece la presentazione del problema sanitario posto dal radon. Il suo processo di decadimento e i suoi “figli” sono presentati come principali contributori alla dose assorbita media di radiazione nella popolazione mondiale e il più comunemente accettato modello matematico di impatto viene descritto. Alcuni passaggi sono poi dedicati agli aspetti legislativi, con la legislazione corrente e i passaggi che hanno portato alla attuale situazione. Abstract Il terzo capitolo è la descrizione delle campagne di misura che hanno prodotto i dati sui quali ho lavorato. Le campagne sono due, la prima (RPA2006) si è conclusa otto anni fa, ma i dati non erano ancora stati completamente analizzati. Il mio lavoro principale nei primi due anni di phd è stato dedicato all'analisi dei suddetti, con le tecniche statistiche più raffinate tra quelle applicate in questo campo. La seconda campagna (RPA2014) è terminata nel Novembre del 2014 ed è stata curata completamente da me (con l'ovvio aiuto del personale ARPA), sia per quanto riguarda la logistica, sia per l'aspetto analitico. Abstract La seconda parte della tesi contiene analisi originali sui dati e può essere considerata una collezione di analisi esplorative, precedenti all'uso di tecniche e modelli di interpolazione. Abstract Il capitolo quattro può esser visto come una introduzione alle tecniche esplorative, perché introduce le principali ipotesi usate nella statistica spaziale non parametrica. A parte un piccolo accenno alla fine del capitolo, nessuna definizione richiede la conoscenza delle proprietà fisiche o statistiche del radon. Contiene già le prime mappe non parametriche, come esempi di applicazione delle ipotesi scritte nel testo. In alcune analoghe campagne effettuate in altre zone del pianeta, tali mappe sono spesso considerate sufficienti per la definizione delle RPA. Abstract Il quinto capitolo introduce, invece, le caratteristiche statistiche del radon, descrivendo le prime peculiarità che ho riconosciuto nei dati e che ho cercato di trattare. Nello specifico, gli argomenti qui affrontati sono la quasi-lognormalità, e conseguentemente la deviazione da essa, e l'eventuale multigaussianità. Il clustering (naturale e preferenziale) ha occupato una grossa parte del tempo speso in questi tre anni, di conseguenza alcuni algoritmi di analisi adottati per verificarne le proprietà sono descritti e esemplificati. Abstract Il capitolo sei spiega le analisi, usualmente univariate, che ho condotto con tutte le variabili covariate possibilmente legate al radon. Il corpo di tale capitolo è diviso in due paragrafi (e relativi sottoparagrafi) rispettivamente riguardanti le covariate geologiche e di housing (dettagli edilizi). Essendo il radon una variabile ambientale, molte delle covariate possibilmente legate ad esso sono categoriche, poiché frutto di opinione o valutazione di esperti. Di conseguenza il loro studio è basato principalmente su boxplot e test di correlazione statistica, usualmente non parametrici. Abstract La parte III della tesi è la parte di cui all'inizio del sommario, contenente gli studi e i modelli statistici principali usati per raffinare le analisi sviluppate nella parte precedente. Abstract Il settimo capitolo è un minuzioso studio geostatistico fatto sul database RPA2006. Il capitolo otto esamina invece gli studi di correlazione effettuati sul database RPA2014, dedicato alla verifica del se e come il radon varia all'interno di un edificio tra differenti piani e stanze. Abstract Le appendici non sono originali e comprendono: 1) la collezione degli strumenti statistici usati in questo elaborato, con le loro definizioni matematiche (ove possibile); 2) un'introduzione alla teoria geostatistica, nella quale è possibile trovare, almeno, tutti i chiarimenti necessari alla comprensione, almeno generale, dell'analisi fatta.XXVII Ciclo198

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

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