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    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Costruire una cattedrale. L'Opera di S. Maria di Siena tra XII e XIV secolo

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    Il volume si colloca nel contesto della prolungata collaborazione intrattenuta dai due autori con il Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max Planck Institut, all’interno del progetto di ricerca internazionale Die Kirchen von Siena, diretto da Peter Anselm Riedl e Max Seidel e comprendente studiosi di vari paesi europei. Le tematiche oggetto della trattazione si collegano ad ambiti storiografici che, ormai da decenni, propongono riflessioni sulla natura di quel fenomeno di portata europea costituito dall’edificazione di cattedrali in età medievale: riflessioni che hanno contribuito a porre in luce vicende costruttive e impatto urbanistico dei nuovi complessi ecclesiali, ripercussioni socio-economiche e tecnologiche, aspetti legati al finanziamento dei cantieri e implicazioni politico-istituzionali, nonché forme di ‘cristianesimo civico’ che caratterizzarono tante realtà dell’Europa basso-medievale. Prima di questo lavoro il caso senese presentava un quadro storiografico caratterizzato soprattutto da parziali raccolte documentarie, sulle quali nel corso del Novecento si erano fondate monografie di prevalente interesse storico-artistico. L’aver assunto invece il cantiere della cattedrale (opus/opera) e la sua forma istituzionalizzata costituita dall’Opera/fabbriceria come elemento centrale della trattazione ha portato a un confronto con problematiche storiografiche di portata generale. È stato così possibile ripercorrere il cammino che condusse alla definizione istituzionale del cantiere, cogliendo i momenti di passaggio da una realtà meramente esecutiva a una ben più articolata struttura inserita nel contesto del governo cittadino d’impronta comunale. Ciò ha determinato la riconsiderazione del ruolo assunto dal cantiere della cattedrale nella società urbana basso-medievale: tematica tradizionale e ricca di riflessi storiografici di portata europea, che sin dal secondo dopoguerra si sono orientati verso una risposta di carattere storico-economico, incentrandosi sull’impatto avuto dal cantiere stesso sul complesso della vita economica cittadina. Una volta accertato che sul piano quantitativo l’investimento di risorse nel cantiere senese fu nel complesso relativamente contenuto, è stato indagato più a fondo un fenomeno apparso in verità assai complesso. In sintesi, è possibile affermare che le motivazioni del sorgere di una grande fabbrica per la costruzione della chiesa maggiore (maior ecclesia) in una città comunale s’individuano in un articolato intreccio di ambiti, comprendenti la funzione del cantiere e della ‘cattedrale cittadina’ in un panorama segnato da una religiosità diffusa, ma anche da una ‘religiosità civica’ non esente da forti componenti di propaganda politica. Si collega direttamente a queste premesse il tema della disponibilità finanziaria e più in generale delle risorse destinate ai lavori, risorse dipendenti spesso in misura preponderante dalle strutture del potere cittadino. Una volta collocato in tale prospettiva, il cantiere della cattedrale suscita un interesse connesso alla sua attività e organizzazione interna, nonché alle ricadute economiche, tecnologiche e, più latamente, socio-urbanistiche. Sembra quindi naturale riferirsi in primo luogo a consolidati indirizzi di studio aventi per oggetto la storia delle costruzioni e dei cantieri, come pure l’organizzazione e le condizioni di vita delle maestranze, nonché l’approvvigionamento di materiali da costruzione o altri particolari aspetti dell’attività edile di età medievale. Appare di contro evidente come la fabbrica di una cattedrale dotata di cospicue risorse abbia creato professionalità e le abbia messe a confronto, costituendo quindi una presenza di rilievo tale da connotare l’esperienza artistica e architettonica di un’intera città

    Il ruolo dell'Università nella formazione culturale dell'archivista

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    L’esperienza maturata dagli autori in anni di attività didattica e di ricerca li ha spinti a interrogarsi sui possibili sviluppi della disciplina e in particolare a riflettere sulla collocazione dell’Archivistica in ambito universitario e sul ruolo dell’Università stessa nella formazione culturale dell’archivista. Per quanto concerne quest’ultimo aspetto, vengono ripercorse le tappe principali del dibattito che dalla fine dell’Ottocento sino ai giorni nostri ha coinvolto le personalità di maggiore rilievo nella storia della disciplina. In particolare, si sottolinea la costante presenza nel dibattito stesso del richiamo alla centralità degli elementi teorici e metodologici nella formazione dell’archivista (archivistica generale e storia degli archivi, archivistica speciale, legislazione archivistica, organizzazione e gestione degli archivi, archivistica informatica) e al loro vario combinarsi – anche in ambito universitario – con gli aspetti legati a un sapere di natura specialistica, sia nell’ambito tecnologico-gestionale (informatica generale, teoria delle basi di dati, diplomatica del documento moderno e contemporaneo) che in quello storico (paleografia latina e diplomatica, storia delle istituzioni). In merito alla collocazione dell’Archivistica nel contesto universitario, vengono altresì evidenziati alcuni punti critici: il rischio di rifluire verso la ‘complementarietà’ laddove il docente si collochi nel contesto di corsi di laurea in Storia o Storia dell’arte o, d’altro canto, la difficoltà a collocare in ambito umanistico un’Archivistica improntata esclusivamente all’organizzazione e gestione degli archivi correnti. Punto di forza della disciplina appare invece la sua unità culturale, tale da consentire la nascita di coerenti percorsi di studio e lauree magistrali ad hoc, preludio a specifici dottorati di ricerca o a momenti formativi professionalizzanti post lauream rivolti all’ambito della conservazione o a quello della gestione documentaria (master)

    ON THE SYNTACTIC REPRESENTATION OF CO-SPEECH GESTURES IN EXPRESSIVE LANGUAGE

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    Language is assumed to be a multimodal system in which prosody, manual and non-manual gestures, and body positioning interact with syntactic structure in systematic ways. While gestures have often been analyzed from a semantic perspective, recent work has shown that they can be integrated into the syntactic architecture of the clause. We adopt this perspective and propose an analysis of co-speech gestures in expressive contexts, focusing on emotional meanings such as surprise and disapproval. Data from typologically diverse languages are considered. The discussion addresses three main questions: (i) What triggers the use of gesture in expressive utterances? (ii) Are these gestures language-specific or universal? (iii) What is their role within the grammar? We argue that a formal model integrating syntax, prosody, and gestures is required to account for the structural properties of expressive phenomena and to advance a theory of language as a fundamentally multimodal architecture
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