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    Safety of sports facilities and training of graduates in physical education

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    Post-industrial societies have to face the problem of physical inactivity and inappropriate lifestyles. Programs to promote physical activity are strongly supported by supranational, national and local institutions and organizations. These programs can be developed in sport facilities but also in places that are not institutionally dedicated to sport. The use of urban and working sites has the advantage of better reach the various segments of the population, but at the same time requires coordination between various professionals in structuring an effective intervention

    Malattie Cardiovascolari, fattori di rischio e stili di vita

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    «Statistiche sanitarie di alta qualità sono essenziali per progettare e sviluppare politiche sanitarie in tutti i paesi. In particolare i dati sui fattori di rischio per le malattie degenerative sono cruciali per predire il futuro «carico di malattia» nelle popolazioni e per identificare i possibili interventi per ridurlo». Con queste parole inizia «The SuRF Report 1» dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), un agile strumento multimediale, pubblicato nel 2003, con lo scopo di presentare in forma omogenea dati recenti sulla prevalenza dei fattori di rischio e delle malattie cronico-degenerative, rappresentativi a livello nazionale, scelti in base ai seguenti criteri: contributo sostanziale alla mortalità e morbosità delle malattie considerate, modificabilità in prevenzione primaria e facile misurabilità nelle popolazioni. Al Rapporto SuRF ha contribuito l’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare (OEC), iniziativa nata nel 1998 dalla collaborazione fra l’Area Prevenzione dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha permesso una sistematica e standardizzata raccolta di dati sui fattori di rischio cardiovascolare e sullo stato del controllo di quelli modificabili, in circa 10.000 persone di età compresa fra 35 e 74 anni, estratti in modo casuale dalla popolazione generale, di 51 comuni italiani dislocati su tutto il territorio nazionale, per la cui descrizione si rimanda al Rapporto Osservasalute 2003. Le valutazioni trasversali dei fattori di rischio cardiovascolare, pur fondamentali, sono solo il primo passo per valutare l’efficienza e l’efficacia delle politiche di prevenzione. La disponibilità di dati standardizzati raccolti con la stessa procedura e metodologia in tempi meno recenti permette di valutare in modo più appropriato quali sono stati i miglioramenti derivati dalle azioni di prevenzione primaria e secondaria nella popolazione generale. L’unico studio di dimensioni nazionali con dati sufficientemente standardizzati che consentano almeno una comparazione scientifica dei principali fattori di rischio cardiovascolare, è lo studio RIFLE (RIsk Factors and Life Expectancy). Il RIFLE è un progetto che è riuscito a costruire una banca dati unica da 9 studi di popolazione condotti in Italia tra il 1978 e il 1987, comprendenti 50 campioni demografici e due coorti occupazionali, di popolazioni residenti in 13 regioni, per un totale di circa 70.000 persone, all’incirca metà uomini e metà donne, di età compresa tra 20 e 69 anni. Questi dati rappresentano le migliori informazioni disponibili sui fattori di rischio cardiovascolare in relazione alla situazione italiana della prima metà degli anni ’80. Pertanto per l’inizio degli anni ’80 e i primi anni 2000 abbiamo utilizzato i dati dei due progetti, RIFLE e OEC, standardizzando allo stesso modo i dati RIFLE e quelli dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare Italiano

    Age-related changes in brain functions: cognition, executive process, and motor speed. A population-based study

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    Background and aims: The aim of the present study is to describe the effects of aging on various cognitive domains (global cognitive function, executive function, motor speed) in a population sample of elderly men, and to describe how their age-related changes are influenced by education, depression, or prevalent cerebrovascular accidents (CEVD). Methods: A cross-sectional observational study was conducted in a cohort of 334 men, 65 to 95 years old, living in rural communities, participating in the Italian cohort of two population studies - MATISS (Malattie cardiovascolari ATerosclerotiche Istituto Superiore di Sanità) and FINE (Finland, Italy, Netherlands, Elderly). Global cognitive function was measured by the Mini-Mental State Examination (MMSE), executive function by the Stroop test, motor speed by the Purdue Pegboard test, and depression by the CES-D test. Prevalence of cerebrovascular accidents (CEVD), myocardial infarction, and diabetes were evaluated by a questionnaire and a clinical examination. Blood pressure, and total and HDL cholesterol were measured. Current smoking status was self-reported. Results: An age-associated decline in global cognitive functions, executive functions, and motor speed was observed. The decline is more apparent after the age of 85 for the MMSE, and after 75 for executive functions and motor speed. Logistic regression analysis revealed that age was independently associated with altered global cognitive functions, executive functions, and motor speed, even after adjusting for education, depression or prevalent CEVD. Conclusions: In a cohort of community-living elderly men aged 65 to 95 years, age-associated changes in mental functions are more evident after the age of 85. These changes are independent of education, depression, or prevalent CEVD
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