1,721,031 research outputs found

    Body (R)evolution

    No full text
    Introduzione al numero monografico della rivista "Arti dello Spettacolo / Performing Arts" intitolato "Body (R)evolution. Dance between the end of the nineteenth century and the contemporary era"

    Body (R)evolution. Dance between the end of the nineteenth century and the contemporary era

    No full text
    Si tratta di un numero monografico del periodico "Arti dello Spettacolo / Performing Arts", dedicato alla danza tra fine Ottocento e Novecento in cui la cinetica ha assunto forme nuove e inaspettate

    Marius Petipa. Lo Zar del balletto russo (1828-1910). Danza, musica, arte e società

    No full text
    Il volume raccoglie una selezione degli interventi tenuti al convegno omonimo sul coreografo Marius Petipa, svoltosi a Roma al Museo degli strumenti musicali, in occasione del bicentenario della sua nascita. Diversi i saggi che attraversano il contesto storico della Russia imperiale, alcune fra le produzioni più importanti del coreografo e la fortuna in Occidente. Saggi di Michaela Böhmig, Valentina Bonelli, Annamaria Corea, Donatella Gavrilovich, Gabriella E. Imposti, Tiziana Leucci, Marta Mele, Concetta Lo Iacono, Elena Petrushanskaya, Elena Randi. Interventi di Toni Candeloro e Appendice di Elisa Anzellott

    Trame di meraviglia. Studi in onore di Silvia Carandini

    No full text
    Il volume, in onore di Silvia Carandini, raccoglie trentotto saggi scientifici di studiosi di diverse discipline, soprattutto provenienti dal teatro e dalla danza, ma anche dalla musica, dalla storia dell'arte e dalla critica letteraria. Anche gli ambiti sono molteplici: dal testo alla scena, dalla critica alla trattatistica, passando per la storia degli attori e dei balletti. Sono inclusi anche due saggi sul teatro orientale, indiano e cinese

    Vera Komissarzhevskaya meets Eleonora Duse. The “Joan of Arc” of the Russian scene and the “Divina” of Italian theatre

    No full text
    Il presente Numero Speciale della rivista focalizza l’attenzione, in modo particolare, sul tema della ricezione della personalità e dell’attività artistica di Eleonora Duse e vera Komissarževskaja da parte del pubblico e della critica dell’epoca. Naturalmente è stato necessario circoscrivere l’ambito d’indagine, limitandolo agli anni della loro attività tra la fine del XIX e il primo decennio del XX secolo in Russia. Pur avendo svolto un ruolo centrale per l’influenza esercitata sui più famosi registi e attori della scena russa, Vera Komissarževskaja, al pari di tanti altri grandi protagonisti del teatro russo-sovietico (si pensi a Savva Mamontov, Abraham Goldfaden, Les Kurbas), è stata ingiustamente relegata in una delle tante “zone d’ombra” confezionate ad arte dalla censura sovietica. Questo è anche in omaggio all’attrice russa che solo di recente, non senza fatica, è tornata all’attenzione degli studiosi occidentali. Proprio per questo motivo gli esperti di teatro e di letteratura russa, tra cui numerosi russi, con i loro contributi hanno in questa sede tentato di ricostruire il tessuto culturale e artistico di uno dei momenti più ricchi e complessi della storia del teatro mondiale giungendo da un lato ad attribuire all’operato della Komissarževskaja, mediante il confronto con Eleonora Duse, una meritata risonanza di livello internazionale. Dall’altro lato, l’aver portato l’indagine sulla recezione della recitazione della Duse in Russia ai tempi delle sue prime tournées grazie alle fonti documentarie di prima mano, consultate in lingua originale, ha permesso di approfondire significativamente questo periodo dell’attività dell’attrice italiana ancora poco esplorato

    Open Data for an International Performance Knowledge base (PKb) and a persistent identifier (ASPA Code)

    No full text
    This article offers an overview of the results of international research concerning the application of the new technologies and the applying the best practices of Open Data/Open Access to the cataloguing of the theatrical cultural assets, analyzing the problems and achievements obtained by some important experiences. Particularly, it focuses on the structure of digital platform “PKB”, designed by the author. By using Linked Open Data, the goal is to reconstruct the theatrical production and its historical and cultural context, thanks to the collected documents and materials, in the platform itself. Moreover, the author presents the proposal for a new persistent identifier, called ASPA Code, in order to identify and to track the cultural assets of the theatrical archives. In this way, the code will also allow to connect many archives among them sharing the open data, no more static but interoperable and reusable

    The “États Généraux” Of the Performing Arts. Project 2016-2020

    No full text
    The author presents the project The “États Généraux“ of the Performing Arts, based a series of conferences held between June 2019 and December 2020, to monitor the status of performing arts studies worldwide. This is for two reasons: on the one hand, to identify the critical issues, the successes obtained and the needs; on the other, to look for possible solutions through international collaboration. The term “États Généraux” of the Performing Arts, given to this project, wants to evoke the historical and very last call of the General States of the Arts at the dawn of the French Revolution

    L’eredità di Marius Petipa, la russificazione e la riforma dello spettacolo teatrale ad opera di Aleksandr Gorskij, Savva Mamontov e Aleksandr Širjaev

    No full text
    The decision to reform Petipa’s classical ballet comes from the Russification project of Culture and Arts in Russia, inaugurated by Tsar Alexander III. Gorsky accomplished this task with the historical recreation of Don Quixote (1900), applying the principles of Mamontov’s modern theatrical direction. In a similar way, Širjaev created his animated films with puppets, recreating or reconstructing parts of Petipa’s ballet and dance steps. For the first time, this article focuses on Gorsky and Širjaev’s passion for photography as a tool for creating and documenting classical ballet. The author hypothesizes on the possible influence on this practice of Mamontov’s acting method, which used the image for the creation of the living stage form.Une reconstruction historique minutieuse montre comment la décision de réformer le ballet classique de Petipa découle du projet de russification de la culture et des arts en Russie, initié par le tsar Alexandre III. Gorsky accomplit cette tâche avec la recréation historique de Don Quichotte (1900), en appliquant les principes de la direction théâtrale moderne de Mamontov. De la même manière, Širjaev créa ses films d’animation avec des marionnettes, recréant ou reconstruisant des étapes et des parties du ballet de Petipa. Pour la première fois, l’attention est portée sur la passion de Gorsky et Širjaev pour la photographie comme outil de création et de documentation du ballet, faisant l’hypothèse d’une fascination pour la méthode pour le jeu d’acteur basée sur l’utilisation de l’image créée par Mamontov.Mediante un’attenta ricostruzione storica si dimostra come la decisione di riformare il balletto classico di Petipa discenda dal progetto di russificazione della cultura e delle arti in Russia, avviato dallo zar Alessandro III. Gorskij assolse questo compito con la storica ricreazione del Don Chisciotte (1900), applicando i principi della moderna regia teatrale di Mamontov. In modo simile Širjaev creò i suoi filmati d’animazione con marionette, ricreando o ricostruendo passi e parti del balletto di Petipa. Per la prima volta si focalizza l’attenzione sulla passione di Gorskij e Širjaev per la fotografia come strumento di creazione e di documentazione del balletto, ipotizzando la fascinazione per il metodo di recitazione basato sull’uso dell’immagine che Mamontov aveva ideato

    Michail Čechov sulle orme di Nikolaj Arbatov

    No full text
    During the Soviet regime handling of documentation and damnatio memoriae have produced over the decades the total misconception of the artistic activity of many leading figures of the artistic culture and theatrical Russian-Soviet, among them also Mikhail Chekhov. In this paper the author tries to shed light on the formation in Russia of Mikhail Chekhov (for example, its unknown master: Nikolai Arbatov), contesting the dependence of Steiner's anthroposoph

    Vsevolod Mejerchol'd. Le autobiografie inedite 1906 1913 1921

    No full text
    Vsevolod Mejerchol’d, uno dei maestri della regia russa, parla di sé. Dopo tante narrazioni biografiche, che hanno tentato di descriverne il personaggio, di comprenderne la psiche o di esaltarne il genio creativo, la parola su Mejerchol’d va a Mejerchol’d stesso. È un regista allo specchio, è un uomo che si confronta con la realtà difficile di una Russia zarista nel primo torno degli anni Dieci. È un uomo e un padre che lotta nel terribile periodo del Terrore rosso (1918-1920) per salvare se stesso, la sua famiglia, i suoi amici. È un artista che difende strenuamente la propria dignità professionale ed esalta i risultati pratici e teorici del proprio lavoro. Molto di quanto egli scrive è già noto ma il modo, in cui lo scrive, non lo è per nulla. Mejerchol’d parla di sé a volte con uno stile colloquiale, a volte erudito e astruso. Spiega, per esempio, la sua nevrastenia portando ragioni finora ignorate e apre questioni interpretative di non facile soluzione. Dal confronto tra i testi autobiografici e le loro pubblicazioni in epoca russa e sovietica si notano i tagli apportati dai censori, tesi a manipolare il contenuto dello scritto a fini politici o, addirittura, agiografici. Ciò che non deve essere conosciuto, va tagliato e lasciato cadere nell’oblioA lot has been written on Mejerchol’d’ s life and himself. It is now time to read the words written by him with his own hand. Three autobiographies dated 1906, 1913 and 1921 are hereby traduced in Italian and critically analyzed by the author, who prepares the reader to those documents via the Introduction and finally in his critical essay answers many questions that may arise from the lecture, explaining important matters in the Notes. Perhaps much of the subjects in his documents are already known to the majority, even so the way of exposing them by writing may certainly not. New points of view to look at him and his work arise through the lecture. The comparison between same documents written by him and first published prior to the Revolution and after by Soviets shows evidence of several manipulations made on them late
    corecore