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Matematica e Marineria Accademia e Scuola di Marina nel Regno di Napoli
La storia di una delle più importanti marinerie dell'Italia pre-unitaria attraverso la storia dell'insegnamento delle matematiche praticato nell'Accademia e nelle scuole di marina napoletane.
L'Accademia di Marina, istituita a Napoli nel 1735 da Carlo III di Borbone, fu una grande scuola teorica e pratica. In essa, a testimonianza della centralità conferita allo studio delle matematiche, fin dalla sua fondazione vi furono chiamati matematici tra i più insigni del Regno di Napoli.
Altrettanto deve dirsi per le scuole nautiche che, istituite originariamente per impartire un mestiere ai giovinetti orfani di marinai, grazie al continuo incremento dello studio delle matematiche, divennero via via scuole addette alla formazione e all'addestramento di figure professionali qualificate da impiegare nei vari compiti di una marineria, militare e mercantile, in continua evoluzione
Le carte di Domenico Chelini dell'Archivio Generale delle Scuole Pie e la Corrispondenza Chelini-Cremona (1863-1878)
Il ritrovamento delle carte di Domenico Chelini nell'Archivio delle Scuole Pie di Roma ha consentito di ricostruire aspetti inediti della vita e dell'opera di questo matematico lucchese, uno dei pochi professori universitari ad essere epurato all'alba dell'Unità d'Italia. In questo volume, oltre alla ricostruzione di vicende che vanno a completare la biografia del Chelini, si è pubblicato l'inventario particolareggiato delle sue carte, ricche di notizie e di aspetti scientifici, nonché 35 lettere a lui scritte da Luigi Cremona e 3 da lui scritte a quest'ultimo. Queste lettere consentono di conoscere aspetti per niente noti della vita privata e scientifica dei due interlocutori, e allo stesso tempo fanno luce su molti avvenimenti che caratterizzarono la vita matematica italiana del tempo
Matematica e Marineria Accademia e Scuola di Marina nel Regno di Napoli
La storia di una delle più importanti marinerie dell'Italia pre-unitaria attraverso la storia dell'insegnamento delle matematiche praticato nell'Accademia e nelle scuole di marina napoletane.
L'Accademia di Marina, istituita a Napoli nel 1735 da Carlo III di Borbone, fu una grande scuola teorica e pratica. In essa, a testimonianza della centralità conferita allo studio delle matematiche, fin dalla sua fondazione vi furono chiamati matematici tra i più insigni del Regno di Napoli.
Altrettanto deve dirsi per le scuole nautiche che, istituite originariamente per impartire un mestiere ai giovinetti orfani di marinai, grazie al continuo incremento dello studio delle matematiche, divennero via via scuole addette alla formazione e all'addestramento di figure professionali qualificate da impiegare nei vari compiti di una marineria, militare e mercantile, in continua evoluzione
Le carte di Domenico Chelini dell'Archivio Generale delle Scuole Pie e la corrispondenza Chelini-Cremona (1863-1878)
il ritrovamento delle carte di Domenico Chelini nell'Archivio Generale delle Scuole Pie di Roma ha consentito di ricostruire aspetti inediti della vita e dell'opera di questo matematico lucchese, uno dei pochi professori universitari ad essere epurato all'alba dell'unità d'Italia. In questo volume, oltre alla ricostruzione delle vicende che vanno a completare la biografia di Chelini, si è pubblicato l'inventario delle sue carte, ricche di notizie e di aspetti scientifici, nonchè le lettere a lui scritte da Luigi Cremona. Queste lettere consentono di conoscere aspetti poco noti della vita privata e scientifica dei due interlocutori, e allo stesso tempo fanno luce su molti avvenimenti che caratterizzarono la vita matematica italiana del tempo
Matematica e ortodossia nel tardo '500. L'esempio dei gesuiti napoletani
La Quaestio de certitudine mathematicarum fu un aspetto particolarmente interessante dell'appassionato dibattito che, a partire dalla metà del '500, si aprì in vari centri d'Italia circa i rapporti della matematica col resto della filosofia naturale. Si trattò di un dibattito importante che servì a porre le premesse per una ridefinizione del termine «scienza». Come si dimostra in questo intervento, a questo dibattito parteciparono anche istituzioni napoletane, prima fra tutte il collegio gesuitico.
Qui si prendono in considerazione alcune tesi discusse pubblicamente nel 1568 dal professore di filosofia del collegio, e i discorsi inaugurali - In laudem mathematicarum scientiarum - pronunciati, tra il 1594 e il 1595, dal professore di matematica Vincenzo Figliucci. Questi ultimi, animati da forte vis polemica nei confronti dell'aristotelismo dominante, rappresentano un esempio quanto mai eloquente del tentativo che in quel periodo si andò operando da parte di matematici dell'Ordine di dimostrare la superiorità della matematica rispetto al resto del- la filosofia naturale fondando i propri argomenti su una lettura in chiave cristiana del neoplatonismo. Ma a rendere più interessanti queste orazioni è il fatto che in esse Figliucci, spingendosi ben oltre i confini di una siffatta rilettura, costruì una vera e propria «teologia della matematica».Gatto Romano. Matematica e ortodossia nel tardo '500. L'esempio dei gesuiti napoletani. In: Sciences et religions. De Copernic à Galilée (1540-1610) Actes du colloque international - Rome 12-14 décembre 1996. Rome : École Française de Rome, 1999. pp. 281-293. (Publications de l'École française de Rome, 260
Matematica e ortodossia nel tardo '500. L'esempio dei gesuiti napoletani
La Quaestio de certitudine mathematicarum fu un aspetto particolarmente interessante dell'appassionato dibattito che, a partire dalla metà del '500, si aprì in vari centri d'Italia circa i rapporti della matematica col resto della filosofia naturale. Si trattò di un dibattito importante che servì a porre le premesse per una ridefinizione del termine «scienza». Come si dimostra in questo intervento, a questo dibattito parteciparono anche istituzioni napoletane, prima fra tutte il collegio gesuitico.
Qui si prendono in considerazione alcune tesi discusse pubblicamente nel 1568 dal professore di filosofia del collegio, e i discorsi inaugurali - In laudem mathematicarum scientiarum - pronunciati, tra il 1594 e il 1595, dal professore di matematica Vincenzo Figliucci. Questi ultimi, animati da forte vis polemica nei confronti dell'aristotelismo dominante, rappresentano un esempio quanto mai eloquente del tentativo che in quel periodo si andò operando da parte di matematici dell'Ordine di dimostrare la superiorità della matematica rispetto al resto del- la filosofia naturale fondando i propri argomenti su una lettura in chiave cristiana del neoplatonismo. Ma a rendere più interessanti queste orazioni è il fatto che in esse Figliucci, spingendosi ben oltre i confini di una siffatta rilettura, costruì una vera e propria «teologia della matematica».Gatto Romano. Matematica e ortodossia nel tardo '500. L'esempio dei gesuiti napoletani. In: Sciences et religions. De Copernic à Galilée (1540-1610) Actes du colloque international - Rome 12-14 décembre 1996. Rome : École Française de Rome, 1999. pp. 281-293. (Publications de l'École française de Rome, 260
I carteggi Cesàro-Torelli, Landau-Torelli
In questo lavoro descriviamo il fondo del matematico napoletano Gabriele Torelli, conservato a Firenze, e presentiamo le lettere che Cesàro e Landau scrissero a Torelli tra il 1884 e il 1905. La corrispondenza tratta soprattutto di alcune questioni relative alle loro ricerche in teoria dei numeri. Un altro tema discusso nelle lettere è la composizione di alcuni importanti testi universitari. Molto spazio è dedicato anche a varie questioni concernenti concorsi universitari
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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