1,721,046 research outputs found

    Un’Odyssey di luce per Bob Wilson

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    Il saggio analizza lo spettacolo di Bob Wilson "Odyssey". In uno spazio inondato dalla ‘luce blu di Grecia’, gelidamente nitido, ordinato e semivuoto, Robert Wilson si interroga - e, insieme a lui, lo spettatore - sul mito imperituro di Odisseo e sull’allegoria rappresentata dal suo viaggio. È l’ottobre 2012: Odyssey debutta al Teatro Nazionale di Grecia, in Atene, grazie alla fortunata sinergia d’intenti che vede coinvolti il regista statunitense, il Piccolo Teatro di Milano, impegnatosi in una audace coproduzione internazionale , e Simon Armitage , autore della riscrittura del poema omerico sulla quale la messinscena si basa

    Brecht frammenti, ovvero Terrore e miseria del Terzo Reich di Bertolt brecht dal testo alla scena

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    Brecht frammenti, liberamente tratto da Terrore e miseria del Terzo Reich di Bertolt Brecht, per la regia di Fabio Cherstich, è uno spettacolo teatrale sui generis, frutto del progetto Teatro Formazione Società che ha visto la collaborazione di tre istituzioni milanesi, il Teatro Franco Parenti, il Centro Teatro Attivo e la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM con lo scopo di formulare una nuova modalità di didattica in relazione alla regia teatrale. Il saggio analizza la regia che si basa sull'estetica del frammento

    La trasmissione del sapere teatrale tra generazioni di artisti: Pirandello secondo Federico Tiezzi e l'ultimo Ronconi

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    In occasione dei 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello,l’Università di Avignone e l’Università IULM di Milano, hanno inteso sottolineare la modernità delle implicazioni teoriche del Maestro di Girgenti e del suo teatro. Due parti distinte hanno costituito il progetto e in due parti è stato articolato il volume: la prima raccoglie saggi destinati a tracciare un quadro delle regie pirandelliane più recenti, italiane e francesi, della celebre Trilogie del Teatro nel teatro (e, in particolare, per la Francia, le regie di Emmanuel Demarcy-Mota e Stéphane Braunschweig; per l’Italia, le regie di Federico Tiezzi e Luca Ronconi, cogliendo l’occasione per rendere un omaggio al maestro scomparso); la seconda parte presenta il panorama della ricezione di Pirandello in Francia (le diverse fasi delle traduzioni e degli adattamenti del suo teatro, da Benjamin Crémieux a oggi). Conclude il volume la pubblicazione di tre pièces di drammaturghi italiani contemporanei, NOMI E TITOLI, che si sono esercitati sulla figura e la storia di Pirandello personaggio

    Il teatro umano di César Brie: Karamazov, verso la casa del padre

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    Karamazov debutta il 14 ottobre 2011 al Teatro Ermanno Fabbri di Vignola, nell’ambito della VII edizione di VIE Scena Contemporanea Festival 2011. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con ERT-Emilia Romagna Teatro e rielabora il romanzo di Dostoevskij alla luce delle istanze registiche di Cesar Brie, regista argentino fondatore del Teatro de los Andes, che rilegge il testo originale attraverso le suggestioni del saggio di Michail Bachtin

    Lezioni d'autore, lezioni d'attore: Un ciclo di incontri con i protagonisti dello spettacolo, a cura di Valentina Garavaglia in collaborazione con il Teatro Franco Parenti di Milano Il lavoro dell'attore e la drammaturgia contemporanea

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    Massimo Carlotto usa il noir come genere capace di raccontare le trasformazioni, anche nascoste, della società. I suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all'estero. Niente più niente al mondo è il monologo oggetto della ricerca del regista Fabio Cherstich interprete di un nuovo teatro di narrazione.Massimo Carlotto uses crime fiction to examine the oft-concealed transformations of society. His books have been translated in many languages and he has won numerous prizes, in Italy and abroad. No more nothing in the world is the monologue adapted by the director Fabio Cherstich, author of a new narrative theater

    Memorie inutili

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    edizione critica delle Memorie di Carlo Gozz

    Il re cervo

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    Nel 2003 si colloca il ritrovamento di un gran numero di testi manoscritti e documenti inediti ascrivibili a Gasparo e Carlo Gozzi. Tale patrimonio, denominato Fondo Gozzi, è stato acquisito dalla Biblioteca Nazionale Marciana in Venezia. Fra le migliaia di carte se ne trovano 37 che si riferiscono specificamente alla fiaba teatrale di Carlo Gozzi "Re cervo" (Gozzi 4.1), andata in scena al teatro San Samuele in Venezia nel gennaio del 1762. La stratigrafia del materiale cartaceo pervenuto ha permesso la formulazione di un’edizione critica puntuale, intorno alla vicenda compositiva di Re cervo fino ad oggi dedotta dai soli autografi marciani acquisiti nel 1932. Attraverso l’analisi delle varianti fra i testimoni di "Re cervo" presenti nell’edizione critica a cura di Valentina Garavaglia sembra possibile, da un lato, risalire dal testo definitivo a stampa al copione probabilmente impiegato per la prima rappresentazione dell’opera, fino a redazioni anteriori; d’altro lato, cogliere la differenza fra le modalità di scrittura dell’uomo di teatro che compone Re cervo pensando alla sua immediata messinscena e il letterato che, a posteriori, modifica il testo nella prospettiva della sua pubblicazione a stampa. Lo studio capillare del sottosuolo compositivo della fiaba disegna il profilo di un letterato capace di pensare “in chiave teatrale”, prefigurando soluzioni scenografiche e scenotecniche ai problemi di allestimento posti dalle invenzioni testuali, fissando nel copione indicazioni psicologiche, interpretative e prossemiche destinate agli attori. Tali materiali risultano sintetizzati o addirittura eliminati nella stesura destinata alla stampa, sicché il lavoro dell’autore può configurarsi, nelle prime fasi documentate in alcuni dei testimoni manoscritti, come una sorta di drammaturgia aperta, non definitiva.In 2003, a trove of handwritten texts and unpublished documents by Gasparo and Carlo Gozzi came to light. This corpus, known as the Fondo Gozzi [Gozzi Archives], was acquired by the Biblioteca Nazionale Marciana, in Venice. Among the thousands of pages, there are 37 that refer specifically to a theatrical fairy tale written by Carlo Gozzi, "Re cervo" [The Stag King] (Gozzi 4.1), which was performed at the San Samuele theater, in Venice, in January 1762. The stratigraphy of the papers found led to the publishing of a critical assessment of the factors behind the composition of Re cervo, which had previously been based solely on the documents already in possession of the Marciana, acquired in 1932. By analyzing the variances in the examples of "Re cervo" presented in the critical edition curated by Valentina Garavaglia, it is possible, on one hand, to compare the final, printed text with the script, probably employed for the work’s first performance and to even earlier compositions, and on the other, to grasp the differences between the writing mode of a playwright composing Re cervo while thinking of its impending performance and an author who, post hoc, reviews the text in light of its future publication in printed form. The meticulous examination of the compositional underpinnings of the fairy tale outlines the profile of a scholar who is able to think “theatrically”, imagining staging and technical aspects that resolve the problems posed by the text and including psychological indications in the script as well as advice to the actors about how to interpret the lines. These are shortened or eliminated in the version to be published, and the author’s work, as documented in some of the initial phases in these manuscripts, can be seen as a kind of open play-writing, still in formation

    Il pubblico e la scena in carcere: come valutare la partecipazione dello spettatore nelle esperienze performative del Nuovo Teatro Galeotto di Bollate

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    To study spectators’ participation in performances by inmates, we must be able to analyse, process and evaluate, in both qualitative and quantitative terms, the data giving us the insight into the special nature and possible outcome of this relational experience. This is the aim of the Nuovo Teatro Galeotto project at the Bollate correctional facility underway between 2017 and 2018. Essentially, the intention is to define a system for evaluating theatre activities by the inmates, in order to fully understand their significance as part of projects designed to contribute the rehabilitation and social re-integration of people serving time in prison for various ‘antisocial’ acts, and to measure the effects of these activities on different audiences

    Quadri da cucina

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    Lo spettacolo "Quadri da una cucina" prende le mosse dal testo di A. Wesker "La cucina" e mette in scena un gruppo numeroso di giovani attori del Centro Teatro Attivo che in occasione di Milano per EXPO 2015 si sono cimentati sulle tavole del palcoscenico del Teatro Franco Parenti in collaborazione col laboratorio sui mestieri del teatro dell'Università IULM

    Piagnistei, pastiche teatrale ispirato a "Kvetch (Piagnistei)" di Steven Berkoff

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    Quello che il 13 giugno 2016 andrà in scena nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti è il risultato di una macchina complessa, dinamica ed estremamente creativa. Piagnistei è uno studio teatrale ispirato a Kvetch, ovvero i piagnistei dell’anima di Steven Berkoff, per la regia di Fabio Cherstich, frutto del progetto Teatro Formazione Società che ha visto la collaborazione di tre istituzioni milanesi, il Centro Teatro Attivo, la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM e il Teatro Franco Parenti, con lo scopo di formulare una nuova modalità di didattica in relazione alla regia teatrale. La messinscena di Piagnistei è, in sintesi, la naturale conclusione di un percorso formativo che coniuga sapere e saper fare, che vede il principio in seno all’Università e la conclusione in un confronto diretto con il palcoscenico e le sue dinamiche produttive. A dare i natali al progetto è stata la Cattedra di Teatro dell’Università IULM con l’obiettivo di introdurre gli studenti alla conoscenza delle teorie e delle tecniche che stanno alla base della performance teatrale, mediante un percorso che si snoda attraverso le tappe di costruzione della messinscena, andando a sviscerarne le dinamiche produttive e comunicative. Lo studio, coordinato da Fabio Cherstich, ha coinvolto i giovani dell’Accademia di Formazione Professionale per attori del Centro Teatro Attivo e un gruppo di studenti IULM che hanno partecipato al Laboratorio sui mestieri del teatro della Facoltà di Comunicazione, relazioni pubbliche e pubblicità e Arti, turismo e mercati, e che si sono esercitati dal punto di vista produttivo e organizzativo sul testo di Berkoff. Il progetto ha dato vita ad uno scambio di idee e opinioni, un flusso continuo di creazione e revisione, dall’iniziale e primaria analisi del testo drammaturgico alla mise en espace vera e propria, che vedrà la luce sulle tavole di uno dei palcoscenici più prestigiosi di Milano grazie alla collaborazione delle sue maestranze. Gli allievi attori si sono confrontati con l’analisi della drammaturgia, con un lavoro di ricerca sull’improvvisazione, sul personaggio e sul movimento coreografico, quest’ultimo condotto da Cristina Sforzini
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