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    Il caso Krolevsky

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    Il protagonista del film di ALessio Gambaro e Christian Zecca si pone domande a cui crede di poter dare possibili risposte. Le risposte provengono dalle mosse iterate degli scacchi, ovverosia dalle relazioni innescate dal meccanismo del gioco, metafora e quintessenza della logica che governa la nostra esistenza. Il personaggio è un individuo solitario, un intellettuale che vive la crisi di un rapporto di coppia e, con l'occasione di una nuova conoscenza femminile, sperimenta non tanto la fuga dalla prevedibilità, quanto la messa in chiaro di un meccanismo, quello su cui ruota la drammaturgia reinventata pensando a Biografia di Max Frisch, dove il caso e l'imperscrutabile voce del destino paiono come ricomposti in una traiettoria di ripetizioni e di rimandi, fino al collasso della sincronicità

    Griselda Gambaro

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    Seoane Ana, Gambaro Griselda. Griselda Gambaro. In: Cahiers du monde hispanique et luso-brésilien, n°40, 1983. Le théâtre en Amérique latine. pp. 163-165

    La nuova Vercelli

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    Il volume Vercelli Littoria curato da Francesca Albani e Matteo Gambaro è la prima approfondita esplorazione delle opere architettoniche realizzate durante il Ventennio nella città di Vercelli. È l’esito di un’attività di ricerca svolta presso l’Archivio Storico del Comunale, l’Archivio di Stato, l’Archivio Edilizio della Città di Vercelli, il Museo Leone, nonché l’archivio privato dell’Impresa Bona 1858 e la collezione di Riccardo Rivellino. Attraverso disegni, progetti, fotografie inedite e cartoline d’epoca è stata ricostruita la genesi dei più significativi edifici realizzati in quegli anni e del ruolo che hanno ricoperto nella Vercelli dell’epoca. Una particolare approfondimento è dedicato al piano “Furia”, importante intervento di riqualificazione urbana con ricadute non solo urbanistiche, ma anche economiche e sociali sulla città

    Una nuova visione della città

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    Il volume dedicato a Monza, curato da Francesca Albani e Matteo Gambaro, è la terza pubblicazione della serie “Architettura littoria” che raccoglie studi e ricerche sulla vita e la trasformazione delle città italiane durante il fascismo, tra gli anni venti e quaranta del Novecento. Gli scritti affrontano alcuni dei maggiori contenuti della vicenda politica, sociale e culturale sviluppata in quegli anni a livello locale, con l’intento di restituire la realtà di una città che, divenuta storico punto di riferimento per l’intero territorio della Brianza, ambiva ad assumere una visibilità nazionale e internazionale, condizione che in precedenza aveva lungamente assaporato per la presenza della Villa Reale durante le dominazioni francese e austriaca, interrotta però dai Savoia dopo l’uccisione di Umberto I nel 1900 proprio a Monza. Gli argomenti dei saggi sono dedicati a delineare la nuova visione avviata e condotta a Monza in quegli anni da differenti punti di vista: la trasformazione urbanistica della città, in particolare delle sue aree centrali; l’avvio delle mostre internazionali presso la Villa Reale con l’individuazione di un suo nuovo ruolo; le iniziative pubbliche per la residenza popolare in risposta all’incremento di abitanti indotto dallo sviluppo dei settori produttivi; il passaggio dall’assistenza caritatevole alla formazione di una rete per l’assistenza pubblica in sintonia con le decisioni del governo centrale; la realizzazione dell’autodromo nel parco e il riflesso della notorietà internazionale

    Maria Antonietta Gambaro fra pittura e teatro,

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    Analisi dell'opera di MaRia Antonietta Gambaro - pittrice fra neorealismo e nuova figurazione, e scenografa di notorietà internazional

    Una nuova visione di città

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    Il volume dedicato a Monza è la terza pubblicazione della serie “Architettura littoria” (il primo dedicato a Novara, il secondo a Vercelli) che raccoglie studi e ricerche sulla vita e la trasformazione delle città italiane tra gli anni venti e quaranta del Novecento. Gli scritti affrontano alcuni dei maggiori contenuti della vicenda politica, sociale e culturale sviluppata in quegli anni a livello locale, con l’intento di restituire la realtà di una città che, divenuta storico punto di riferimento per l’intero territorio della Brianza, ambiva ad assumere una visibilità nazionale e internazionale, condizione che in precedenza aveva lungamente assaporato per la presenza della Villa Reale durante le dominazioni francese e austriaca, interrotta però dai Savoia dopo l’uccisione di Umberto I nel 1900 proprio a Monza. La scelta di Monza è mutuata dalla mancanza di studi specifici sul periodo ed è stata oggetto della ricerca tra il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (responsabile scientifico Francesca Albani) e il Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito (responsabile scientifico Matteo Gambaro) del Politecnico di Milano e il Comune di Monza, Settore Governo del Territorio Servizio che vuole creare una sensibilità sul tema. Gli argomenti dei saggi sono dedicati a delineare la nuova visione avviata e condotta a Monza in quegli anni da differenti punti di vista: la trasformazione urbanistica della città, in particolare delle sue aree centrali; l’avvio delle mostre internazionali presso la Villa Reale con l’individuazione di un suo nuovo ruolo; le iniziative pubbliche per la residenza popolare in risposta all’incremento di abitanti indotto dallo sviluppo dei settori produttivi; il passaggio dall’assistenza caritatevole alla formazione di una rete per l’assistenza pubblica in sintonia con le decisioni del governo centrale; la realizzazione dell’autodromo nel parco e il riflesso della notorietà internazionale. I punti nodali dei testi si basano su ricerche d’archivio condotte prevalentemente presso l’archivio Storico Comunale di Monza. Numerose immagini d’epoca illustrano momenti di vita sociale, eventi cittadini, frammenti di città, vedute di edifici, disegni, manifesti. Si tratta di fotografie inedite, conservate presso l’Archivio Storico Comunale, che il Comune di Monza aveva commissionato ai principali studi fotografici del tempo per documentare l’attività e le iniziative svolte tra la fine degli anni venti e la metà degli anni trenta. Trasformazioni urbane, interventi pubblici, imprenditoria, eventi culturali su scala nazionale e internazionale segnarono per Monza un cambio di passo rispetto al passato e determinarono un nuovo modo di reinterpretare la città dove ogni frammento urbano rappresenta una scintilla di memoria da salvaguardare come testimonianza della società che l’ha prodotta. Parlare di questo periodo risulta quanto mai fondamentale per superare letture nutrite ancora (purtroppo!) da preconcetti e avviare processi che guardino in maniera laica alla conservazione di questo patrimonio costruito come tassello della nostra cultura e importante risorsa all’interno della città contemporanea. L’impatto principale del volume è stato l’inserimento dei principali edifici dell’epoca all’interno dell’elenco degli edifici storico testimoniali della variante del PGT di Monza in corso

    Testimonio de Griselda Gambaro sobre su libro <i>Los animales salvajes</i> : La literatura y la sociedad

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    En el programa Derecho de Autor, el periodista Damián Toschi dialoga telefónicamente con la escritora y dramaturga argentina Griselda Gambaro. Se refieren a su libro Los animales salvajes (Editorial Alfaguara, 2014), particularidades de los animales; la literatura en su vida y su mirada de la sociedad actual. Griselda Gambaro: nació en Buenos Aires el 24 de julio de 1924. Es escritora y dramaturga, con decenas de títulos publicados.Radio Universidad Nacional de La Plat

    Costruire il paesaggio. L'architettura italiana tra contesto ambientale e globalizzazione

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    UN PUNTO DI VISTA CRITICO SUL PAESAGGIO ITALIANO CONTEMPORANEO E SUL RUOLO E LE RESPONSABILITÀ DELL’ARCHITETTURA NELLA CONFIGURAZIONE DELLE CITTÀ E NELLA TRASFORMAZIONE DEL CONTESTO AMBIENTALE. MA ANCHE UNA COMUNE RIFLESSIONE, CON PECULIARITÀ E APPROFONDIMENTI CULTURALI DIFFERENTI, SULLE «ARCHITETTURE CONTEMPORANEE SVUOTATE DI QUALUNQUE RAZIONALITÀ, ESPRESSIONE DI UNA GLOBALIZZAZIONE SUPERFICIALE CHE STA SNATURANDO IL PAESAGGIO DELLE NOSTRE CITTÀ, NEL SILENZIO DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA, INTELLETTUALE E DELLA CLASSE POLITICA CHE CI GOVERNA» (MATTEO GAMBARO)
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