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Il dibattito costituzionale: le audizioni sul premierato
La presentazione da parte del governo del DDL di revisione costituzionale A.S. 935 “per l’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri, il rafforzamento della stabilità del Governo e l’abolizione della nomina dei senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica” ha suscitato in questi mesi un’intensa riflessione sulla varietà e sull’efficacia degli strumenti tesi a razionalizzare la forma di governo parlamentare, nonché sui principi costituzionali in materia di elezioni, sui possibili modelli di leggi (o della legge) elettorali, sui loro presupposti e procedure e, infine, sui limiti alla revisione costituzionale.
Dall’inizio del mese di novembre 2023, quando, prima ancora dell’avvio della fase parlamentare, circolavano già le prime bozze, tra i giuspubblicisti ad oggi sono stati pochi coloro che non hanno avvertito l’urgenza di assumere una posizione in proposito: in forma di interrogativi, appunti, pamphlet, appelli, lezioni, audizioni, con argomentazioni a volte reiterate, via via approfondite, riviste, anche rincorrendo le proposte emendative, pur significative, approvate in Senato nel corso dell’istruttoria presso la I Commissione Affari costituzionali e in Assemblea.
Il testo licenziato dal Senato il 18 giugno 2024 è attualmente all’esame della I Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati, dove il 14 luglio è stato avviato un ciclo di audizioni informali, sospeso per la pausa estiva (dal 7 agosto al 19 settembre), e ancora in corso.
Quali che siano le ragioni di approfondimento scientifico e/o di opportunità politica che hanno suggerito di organizzare in entrambe le Camere un ciclo di audizioni particolarmente ampio e articolato sui diversi profili della riforma, sta di fatto che oggi questo aggravamento di istruttoria, per la ricchezza e la varietà delle voci raccolte, appare esso stesso uno degli elementi salienti del processo in atto, e, quale che sia il suo esito, costituisce un importante momento di riflessione sulle principali tendenze del parlamentarismo contemporaneo: la razionalizzazione del rapporto fiduciario, la rivitalizzazione del ruolo del parlamento, il rafforzamento dell’esecutivo, la personalizzazione della leadership e della competizione politica.
Nelle pagine web del Senato e della Camera dei Deputati è disponibile un ricco corredo documentale, comprensivo della registrazione audio e dei testi depositati dalla maggioranza delle studiose e degli studiosi uditi nell’ambito dell’istruttoria presso le I Commissioni.
Per uno sguardo d’insieme sul dibattito in corso è utile sfogliare le pagine del Forum sull’Elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri pubblicato nel n. 2/2023 della Rivista Diritto pubblico europeo e le Lettere n. 7/2024 – La riforma costituzionale della forma di governo e n. 9/2024 – Riformare la Costituzione, curate dai componenti del Direttivo e dai Presidenti emeriti dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti.
Tra le iniziative più originali realizzate per raccogliere le opinioni della dottrina merita ancora segnalare il n. 3/2024 della Rivista Quaderni costituzionali, arricchito da una sezione monografica sul DDL 935 (nella versione approvata dalla I Commissione Affari costituzionali del Senato) che riunisce le risposte rese da ventisei studiosi a dieci quesiti sui principali aspetti della riforma.
Per contribuire alla circolazione dei temi e delle riflessioni, questa Rivista mette a disposizione di coloro che intendano ripercorrere e approfondire il dibattito di questi mesi una raccolta dei pareri espressi dagli Auditi, che in alcuni casi hanno inviato a questa Redazione una versione più aggiornata, ovvero un inedito testo scritto (in tal caso, la data dell’invio è indicata in nota).
È utile infine ricordare che le studiose e gli studiosi della riforma possono giovarsi anche delle pagine dell’Osservatorio per un nuovo tentativo di riforma costituzionale curato da F. Fabrizzi e G. Piccirilli per la Rivista Federalismi.it, che reca una sintesi aggiornata dell’iter legislativo corredata di iperlink alla documentazione pubblicata nei siti web della Camera dei Deputati e del Senato
La Resistenza e la “forza” dei principi nel pensiero giuridico di Mario Galizia, in G. Caravale, P. Piciacchia, A. Zei, (a cura di), Scritti in onore del Prof. Fulco Lanchester
LA NORMAZIONE TECNICA NELL'UNIONE EUROPEA
1. Introduzione. – 2. Gli elementi essenziali del “Nuovo approccio” per la regolamentazione delle applicazioni tecnologiche nell’Unione europea: il recepimento del modello consolidatosi in Germania. – 3. Il “Nuovo approccio” alla normalizzazione comunitaria. – 4. Gli oneri della regolamentazione delle applicazioni tecnologiche. – 5. Idoneità delle norme tecniche private, la cui diffusione dipende da un adeguamento spontaneo da parte dei singoli operatori, a configurare barriere non tariffarie alla libera circolazione dei prodotti all’interno del mercato comunitario. – a) Sanzionabilità del rinvio alle norme tecniche private da parte delle autorità nazionali. – b) Sanzionabilità delle norme tecniche adottate da soggetti di diritto privato controllati dalle autorità nazionali. – c) Sanzionabilità delle norme tecniche adottate da soggetti di diritto privato in quanto sostanziano comportamenti restrittivi della concorrenza. – 6. L’istituzionalizzazione dei soggetti della normalizzazione: la direttiva 83/189/CEE sulla procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche. – 7. Il controllo sulla normazione tecnica comunitaria. – a) L’ipotesi di un controllo sull’idoneità delle norme tecniche armonizzate in sede giurisdizionale: l’impossibilità di inficiare la presunzione di conformità da parte dei tribunali. – b) Segue - asimmetria degli effetti introdotti che configurano una presunzione che è assoluta per il giudice, mentre rimane solamente relativa per le autorità amministrative. – c) L’ipotesi di un controllo sulle norme tecniche armonizzate da parte della Commissione europea: la pubblicazione degli estremi delle norme sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee – d) Segue - la cancellazione degli estremi delle norme disposta dalla Commissione al termine della procedura di verifica. – e) Il ruolo degli Stati membri a garanzia della “sicurezza” delle norme tecniche armonizzate. – f) Segue - l’ipotesi di un controllo sulle norme tecniche armonizzate attraverso i Comitati tecnici composti dai rappresentanti degli Stati che operano presso la Commissione europea: il ruolo della cooperazione amministrativa interstatale. – g) Impossibilità di un controllo sulle norme tecniche nella fase del recepimento da parte degli enti nazionali di normazione. 8. Il controllo “indiretto” delle norme tecniche attraverso un controllo sugli enti di normazione. – a) La partecipazione delle “parti interessate“ ai lavori di normazione a livello nazionale. – b) La partecipazione delle “parti interessate” ai lavori di normazione a livello comunitario. – c) Segue - il fallimento del “Libro verde sullo sviluppo della standardizzazione europea”. – d) Gli strumenti per un controllo sul procedimento di elaborazione delle norme tecniche private. – 9. Delegazione di competenze normative agli enti tecnici di normazione?. – 10. Democraticità degli enti di normazione e sindacato giurisdizionale come ipotesi di controllo sulla normazione tecnica europea.1. Introduction. - 2. The essential elements of the "new approach" for the regulation of technological applications in the European Union: the implementation of the model been consolidated in Germany. - 3. The "New Approach" to the Community Standards. - 4. The costs of the regulation of technological applications. - 5. Suitability of private technical standards, the disclosure of which is dependent on a spontaneous adaptation by individual operators to configure non-tariff barriers to the free movement of goods within the Community market. - A) enforceability of the technical standards it private by the national authorities. - B) enforceability of technical standards adopted by a private entity controlled by national authorities. - C) enforceability of technical standards adopted by private persons as substantiate the anti-competitive behavior. - 6. The institutionalization of the subjects of standardization: Directive 83/189/EEC on the provision of information in the field of standards and technical regulations. - 7. Control over the standardization community. - A) The hypothesis of a check on the suitability of harmonized standards in the courts: the inability to affect the presumption of conformity by the courts. - B) Follows - asymmetry of the effects introduced which constitute a presumption that the judge is absolute, while it remains only relative to the administrative authorities. - C) The assumption of control over technical standards harmonized by the European Commission: the publication of the details of the standards in the Official Journal of the European Communities - d) Follows - the cancellation of the extremes of the standards prepared by the Commission at the end of the procedure verification. - E) The role of the Member States to guarantee the "safety" of harmonized standards. - F) Follows - the assumption of control over the harmonized technical standards through technical committees composed of representatives of the States, working at the European Commission: the role of inter-administrative cooperation. - G) Inability to control the technical standards at the stage of transposition by the national standards organizations. 8. Control "indirect" of technical standards through a control on the standardization bodies. - A) The participation of "stakeholders" in the work of standardization at national level. - B) The involvement of "interested parties" to the standardization work at Community level. - C) Follows - the failure of the "Green Paper on the development of European standardization." - D) The means of control over the process of drafting of technical standards private. - 9. Delegation of legislative powers to the institutions of technical standardization '. - 10. Democratic nature of standardization bodies and judicial review as a check on the assumption of European standardization
Differential fertility as a mechanism maintaining balanced polymorphisms in Sardinia.
Women's fertility, gathered from the 1961 Italian population census, and estimates of heterozygote frequencies for thalassemia and G6PD deficiency (Siniscalco et al. 1961, 1966) in 52 Sardinian villages were examined to study at the population level the mechanisms that have maintained the stability of these polymorphisms over long periods. Sardinian villages were classified according to low or high frequency of heterozygotes, and the reproductive behavior of the women living in these areas was analyzed. A high mean number of children per woman and a low percentage of women without children with a high heterozygote frequency was demonstrated. The observed differential fertility and sterility were interpreted as being the result of different numeric ratios within each area between normal homozygous and heterozygous women, who were less and more resistant, respectively, to malarial infection, according to Haldane's theory. The effect of differing degrees of malaria on fertility rates has been demonstrated previously (Zei et al. 1990). To account for the effect of the genetic and epidemiological composition of an area on reproductive behavior, we classified data on women's fertility and sterility by heterozygote frequency level and malarial morbidity level. A combined and direct effect of inherited and acquired immunities on fertility and sterility rates was shown. The level of endemicity in an area may contribute to decreasing or increasing fitness, which is already influenced by the stable balanced polymorphisms
European Union - The Second Founding
Prof. Dr. Ludger Kühnhardt, Director at the renowned Center for European Integration Studies (ZEI) at the University of Bonn is presenting a broadly structured study about the first fifty years of European integration, its geopolitical context and academic reflection. His study is based on the two-fold thesis that since a few years, the European Union is going through a process of its Second Founding while simultaneously changing its rationale. The original founding of European integration in 1957 was based on the notion of internal reconciliation among European states and societies. Since the 1990""s European integration has become, increasingly, a political project with implications for the internal structure of its member states and their societies. At the same time, with the end of the Cold War, the rational of European integration has begun to change: European integration is about a new global role of Europe, its contribution to the management of global affairs and its ability to cope with the effects of globalization on Europe. Inside the EU, the Second Founding is about a new contract between political elites and the people of Europe in order to solidify legitimacy and effectiveness for this unique experiment in European history. Prof. Dr. Ludger Kühnhardt has been Director at the Center for European Integration Studies (ZEI) since 1997. He is author of thirty books and edits the volumes of ZEI at Nomos
Huang Yong Ping : Wu Zei
Huang Yong Ping est l’artiste contemporain qui parvient le plus efficacement à embrasser le monde dans son approche tant critique que poétique de certains états de tension entre enjeux géopolitiques, paradoxes culturels et frottements esthétiques. Bel ouvrage réussi dans sa conception graphique, notamment par la prégnance d’une teinte bleue qui baigne les pages, Wu Zei est entièrement consacré à une œuvre monumentale conçue par l’artiste pour le Musée océanographique de Monaco : une pieuvre g..
Past malaria, thalassemia and woman fertility in southern Italy.
The role of natural selection in maintaining the thalassemia polymorphism is examined in a southern Italy district, in the past affected by malaria endemia. The Haldane's hypothesis that the thalassemia heterozygotes enjoy more protection than the normal homozygotes against the risk of malaria infection, seems to be confirmed by this indirect study at population level. The higher number of children born of the women who lived in the highly endemic villages, where the highest proportion of heterozygotes occurs, supports the hypothesis that the woman fertility contributes to the thalassemia maintenance. The joint effects of the acquired and inherited immunities and of the reproductive compensation are assumed as the mechanisms through which malaria and thalassemia influence fertility
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