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I complessi palatini islamici della Giordania tra XIII e XIV secolo: origine e ruolo storico, politico, ideologico di un tipo edilizio monumentale alla luce dell’archeologia leggera. Il caso di Kerak
Il lavoro si propone di documentare sotto il profilo archeologico e architettonico alcuni aspetti riferibili alle dinamiche insediative sviluppate dalle dinastie ayyubide e mamelucca in Transgiordania tra XIII e XIV secolo, attraverso l’analisi di quella tipologia di edifici che più di ogni altra simboleggia il potere: il palazzo. Malgrado le varie forme con le quali è stato proposto nel corso dei secoli il palazzo ha sempre rappresentato la precisa volontà dei suoi costruttori di distinguersi, sul piano delle realizzazioni edilizie pubbliche, dalle precedenti dinastie; esso costituisce, specie nel caso della Transgiordania medievale, l’ambiente preposto al controllo degli equilibri amministrativi, politici, militari ed economici interni al sultanato. L’applicazione delle metodologie dell’archeologia leggera (e in particolare dell’archeologia dell’edilizia storica) allo studio degli edifici palatini del sito incastellato di Kerak, su l'esempio delle indagini in corso da parte della missione archeologica fiorentina nella regione giordana nei siti fortificati crociati di Shawbak, al-Wu'ayra e al-Habis, è stato uno degli obiettivi perseguiti. L’identificazione e il riconoscimento ex novo delle tracce di due (possibili) complessi residenziali localizzati nella porzione meridionale del castello e l’attribuzione di un terzo al primo decennio del XIV secolo ha così consentito di aumentare in Giordania le evidenze di questa tipologia di edifici a sette unità (un palazzo ciascuno a Shawbak, ʾAjlūn e Hesban; ben quattro invece a Kerak) e di apportare rilevanti novità agli studi sul sito. Le letture archeologiche e la metodologia stratigrafica applicata allo studio degli elevati hanno rappresentato a Kerak un’ulteriore conferma delle potenzialità di questo tipo di approccio scientifico, con la sua capacità di fornire non solo un’originale documentazione materiale, ma anche vere e proprie linee interpretative di tipo storiografico
Mediaeval Petra. The stratigraphic evidence from recent archaeological excavations at al-Wu'ayra
Modifica di un modello analitico per lo studio di tenute gas a nido d'ape e confronto con dati sperimetali
Honeycomb gas seals are used in turbomachines as a possible alternative to labyrinth seals when a damping effect is desired. However, the prediction of the dynamical behaviour is still an open issue. A software tool based on an isothermal bulk-flow model is currently available. In our work, the prediction capabilities of bulk-flow models, without the isothermal assumption, have been investigated. A more flexible tool has been developed to test the effects of other assumptions, and the results of the simulations have been compared with new experimental data
Caratterizzazione dinamica in regime di grandi segnali di effetti dispersivi in bassa frequenza in FET III-V
La modellistica a grande segnale di dispositivi FET III-V, quando sono richieste elevate capacità di predizione, non può essere basata semplicemente sulle caratteristiche DC i/v. Infatti, devono essere presi in considerazione i fenomeni dispersivi dovuti ad autoriscaldamento eo alla presenza di trappole (stati superficiali e livelli profondi) essendo questi la causa di importanti deviazioni nelle caratteristiche dinamiche della corrente di drain a bassa frequenza. Per tale motivo risulta necessario sostituire alle semplici caratteristiche statiche un idoneo modello che tenga conto della presenza di effetti dispersivi in bassa frequenza. Diversi approcci sono stati proposti dalla comunità scientifica e spesso la caratterizzazione tramite sistemi di misura i/v impulsati è stata indicata come la più appropriata per l’identificazioni di modelli a grande segnale ed a bassa frequenza. Quale possibile alternativa a tali sistemi di misura, dedicati ed altresì alquanto costosi, viene adottato in questo lavoro un nuovo sistema di misura a grande segnale, basato semplicemente su eccitazioni sinusoidali a bassa frequenza, facilmente riproducibile con strumentazione convenzionale e general-purpose. Il sistema viene impiegato per estrarre due modelli per la descrizione delle caratteristiche i/v dinamiche a bassa frequenza di dispositivi PHEMT. Nel lavoro vengono anche mostrate le capacità di predizione di entrambi i modelli ed il confronto con misure di intermodulazione a 40GHz
Promuovere il successo accademico: il ruolo delle strategie cognitivo-motivazionali nella prevenzione dell’abbandono universitario
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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