1,720,966 research outputs found
The role of risk communication in the Italian debate on the national deposit for radioactive waste
The role played by stakeholders in the public debite that brought Italy out of the club of nuclear energy producers
In 1964, Italy was the fourth largest world producer of electricity generated by nuclear reactors, second in Europe only to United Kingdom. In subsequent years, various controversial political events contributed towards drastically slowing down the development of the Italian national nuclear program. The 1986 Chernobyl Nuclear Power Plant accident, which caused a public outcry all over Europe, had particularly serious repercussions in Italy. In a controversial referendum, held in November 1987, Italian citizens voted to repeal three laws promoting the installation of nuclear power plants (NPP) on Italian soil and allowing the National Institute for Electrical Energy (ENEL) to participate in the construction of NPP's abroad. This work analyzes the reasons for that decision and the communication strategies of the stakeholders that took part in the public debate on nuclear energy during the weeks following the Chernobyl accident. Drawing from the methodologies used in media studies, a quantitative and qualitative analysis of two leading Italian newspapers was performed. The results reveal that a variety of stakeholders, upholding different values and interests, took part in the debate. There being no tradition of a public dialogue and participation in Italy, the debate was polarized to a "yes/no choice," which eventually caused Italy to abandon the production of nuclear power for civilian use
Gli storici della scienza e l'effetto Sobel
Nel 1995 un libro piccolo, pubblicato da una casa editrice indipendente e poco nota, dava il via a una reazione a catena nel mondo dell’editoria storico scientifica divulgativa di lingua inglese. Si tratta di Longitudine, della giornalista newyorkese Dava Sobel. Grazie anche a libri come Longitudine, a partire dagli anni novanta del Novecento, le storiche e gli storici della scienza hanno finalmente preso sul serio la difficile sfida di dialogare con il pubblico
Gli usi della storia della scienza
Fin dal Settecento la storia della scienza è stata utilizzata da filosofi naturali, astronomi, chimici, botanici, geologi anche per favorire la circolazione delle informazioni tra esperti e tra questi e le élite. Divenuta nel corso dell’Ottocento dominio di un’antica figura intellettuale, il filosofo, e di una nuova, lo scienziato, la storia della scienza ha conquistato un’autonomia soltanto nel corso della seconda metà del Novecento. Negli ultimi decenni l’evoluzione di questa disciplina ha subito un’accelerazione formidabile. A chi si rivolgono oggi gli storici della scienza? Qual è il ruolo della storia della scienza nella rete di rapporti tra scienziati, comunicatori scientifici, politici e pubblico
Integrazione di aspetti etici e sociali nella radioprotezione
È ampiamente riconosciuto che la radioprotezione non è confinata ai soli aspetti tecnici, ma possiede
una reale dimensione sociale. Nella maggior parte dei paesi industrializzati vi è un positivo fermento per orientare la radioprotezione verso una maggiore considerazione degli aspetti etici e verso il coinvolgimento delle parti interessate nei processi decisionali. Aderendo a questi propositi, il gruppo di lavoro AIRP “La comunicazione in radioprotezione”, fin dalla sua costituzione nel 2006, ha organizzato una serie di giornate di studio
nell’intento di promuovere il dialogo fra la comunità di radioprotezione e la società civile. Durante l’anno 2007 sono stati organizzati due eventi pubblici. Il primo si è tenuto l’8 giugno a Milano e si è focalizzato sugli aspetti etici, sociali e normativi della gestione dei rifiuti radioattivi: una questione complessa in ambito sociale, con aspetti che riguardano la salute, l’ambiente, la politica energetica e la sostenibilità; e con risvolti etici legati all’equità nella distribuzione del rischio e al coinvolgimento esteso di tutte le parti interessate, comprese le generazioni future. Nella giornata, oltre alle relazioni di J.Lochard sulla dimensione etica e sociale della gestione dei rifiuti radioattivi e di G.Eggermont sulla governance del rischio, sono stati organizzati gruppi di discussione paralleli per facilitare lo scambio di esperienze e opinioni fra i partecipanti tra cui figuravano, oltre a membri della comunità di radioprotezione, anche avvocati, sindaci, sociologi, statistici, biologi, comunicatori della scienza, rappresentanti di associazioni ambientaliste. Al tema dei rifiuti radioattivi è stato dedicato anche il secondo evento organizzato dal
gruppo di lavoro: “Scorie di casa nostra”, tenutosi a Roma il 3 dicembre 2007. Alla giornata di
confronto sono stati invitati tutti i principali stakeholders coinvolti nei pregressi tentativi di dare
una soluzione allo stoccaggio delle scorie radioattive presenti sul nostro territorio. Ancora una volta, è emerso come le esperienze pregresse in Italia e all’estero insegnino che, in una società democratica, ogni tentativo di imporre dall’alto soluzioni tecniche senza il consenso delle popolazioni interessate, è destinato a fallire e può generare conflitti sociali.
La gestione dei rifiuti radioattivi, anche per livelli di attività medio-basse, è un problema
complesso e per lo più irrisolto in tutti i paesi avanzati. Appare sempre più evidente da queste esperienze come sia oggi necessario perseguire un approccio basato sulla trasparenza delle informazioni e sul coinvolgimento di tutte le parti interessate nei processi decisionali
NEUROFISIOLOGIA DEL CERVELLO E LIBERO ARBITRIO giovedì 29 - venerdì 30 settembre 2005 SISSA Via Beirut, 2-4 Trieste
confronto fra neuroscienziati e cultori di scienze sociali sul tema del libero arbitri
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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