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Catalogo di morfologie ed instabilità idrodinamiche nei corsi d’acqua
I reticoli dei corsi d’acqua naturali sono sistemi complessi
che possono manifestarsi in un’ampia varietà di forme e
comportamenti, che costituiscono di conseguenza la componente
cruciale nei processi di formazione e propagazione delle
piene. Per questa ragione, la comprensione delle dinamiche dei
reticoli fluviali è di primaria importanza al fine di costruire
modelli efficienti per le attività di previsione delle piene e loro
mitigazione. Nella pianificazione dei bacini idrografici e nella gestione
delle acque e delle opere idrauliche, l’obiettivo è di semplificare
tali sistemi complessi, distinguendoli nelle diverse componenti
morfologiche che li caratterizzano da monte verso valle
e, con esse, le dinamiche, le evoluzioni dei diversi tronchi che
si succedono, i campi di moto, gli studi necessari, le misure, i
modelli, i metodi, le opere indicate e le interazioni con la
corrente idrica
Dai corsi d'acqua ai sistemi idrici. L'evoluzione in Basilicata
La salvaguardia del territorio e la valorizzazione dell’acqua bene comune, nella loro accezione più ampia, tecnica, economica, sociale, passano attraverso una giusta relazione tra i piani di bacino idrografico e quelli di sviluppo e gestione del servizio idrico integrato. Si tratta di un lungo percorso, che è iniziato nel 1989, anno in cui fu emanata la legge 183 sull’assetto funzionale e organizzativo della difesa del suolo, ed è proseguita negli anni seguenti con altre leggi, in particolare con la legge 36 del 1994. Nel percorso, non sempre lineare e tuttora in atto, è intervenuta negli ultimi tempi la necessità di un adeguamento ad alcune direttive della Commissione Europea, come quella che impone di spostare il coordinamento delle attività di pianificazione dai bacini idrografici e gli ambiti territoriali ottimali ai distretti idrografici. Il volume che qui presentiamo vuole avvicinare e coinvolgere il pubblico più esteso possibile, cittadini e amministratori locali, in questo cammino che anche la regione Basilicata ha cominciato da tempo a percorrere e lo farà ancor più nel futuro.
Risorse idriche, schemi idrici, fabbisogni e usi civili, irrigui, industriali, perdite idrologiche possono sembrare termini astratti e invece si riferiscono a realtà fisiche e territoriali ben precise: all’origine di un acquedotto c’è sempre un corso d’acqua; le perdite idrologiche condizionano non poco la disponibilità idrica negli invasi artificiali; opere di presa e grandi derivazioni devono essere spesso protette da piene, frane, erosioni; lunghe infrastrutture idrauliche devono superare innumerevoli ostacoli fisici, prima di portare le risorse idriche a destinazione. Sono questi ed altri i temi, alcuni descrittivi ed altri più propriamente tecnici, alcuni consolidati ed altri affidati ancora ai dubbi ed alla curiosità della ricerca scientifica, che vengono illustrati nei capitoli di questo volume. Se la sua realizzazione si sarà rivelata efficace, sarà stato merito della preziosa collaborazione che l’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale della regione Basilicata ha saputo condividere fin dall’inizio con la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi della Basilicata. In ogni caso, ne avrà guadagnato la conoscenza e la sua diffusione
Il bilancio energetico per la stima delle perdite idrologiche in aree ad evoluzione climatica
L’evapotraspirazione costituisce il punto di partenza di molti processi fisici che hanno luogo nell’atmosfera ed è parte integrante dei bilanci idrici, energetici e biogeochimici
della superficie terrestre. Un’adeguata formulazione e parametrizzazione di tale fenomeno, quindi, è fondamentale per lo sviluppo ed il miglioramento dei modelli idrologici,
climatici e di previsione meteorologica. Tuttavia la mappatura dei flussi di evapotraspirazione su aree estese risulterebbe particolarmente complessa ed onerosa da ottenere
con le tradizionali tecniche di misura in situ e le misure dirette correntemente disponibili non sono sufficienti a tale scopo. Per questo motivo, durante le ultime decadi è stata proposta un’ampia varietà di metodi per la stima dell’evapotraspirazione reale, dai modelli classici, basati sulle misure di campo a scala locale, fino ai più recenti, che prevedono il ricorso alle tecniche di telerilevamento. Tra i metodi di tipo residuale, basati sull’equazione del bilancio energetico e sull’integrazione tra dati di campo e dati da remote sensing per la stima dei flussi radiativi al suolo e dell’evapotraspirazione reale, si sono qui considerati due diversi approcci, uno rappresentato dal modello STSEB combinato ad un modello di resistenza in parallelo per la schematizzazione degli scambi di calore tra suolo-vegetazione ed atmosfera, che ripartisce il flusso di calore sensibile tra
le due componenti superficiali, vegetazione e suolo nudo, proporzionalmente alle aree rispettivamente occupate; l’altro rappresentato dal modello SEBS opportunamente modificato
nel contesto del presente studio per l’applicazione all’area di interesse. Nel primo caso viene analizzata una sequenza di tre immagini satellitari Landsat TM ed ETM+ ad alta risoluzione, comprendenti l’intero territorio della regione Basilicata, e i risultati dell’applicazione vengono confrontati con i dati di evapotraspirazione reale misurati mediante lisimetri a pesata presso due stazioni sperimentali collocate nell’area di studio. Nel secondo caso viene applicato il modello SEBS alla fascia jonica della Basilicata, mediante l’elaborazione di due immagini Envisat-AATSR, a più bassa risoluzione, selezionate in condizioni di cielo prevalentemente sereno e considerando la chiusura del bilancio energetico presso la stazione eddy covariance di Terra Montonata, in
modo da poter confrontare i dati misurati di temperatura superficiale e dei flussi di calore turbolenti con quelli stimati. Le informazioni derivanti dalle immagini satellitari sono
integrate con le misure effettuate presso un numero cospicuo di stazioni meteorologiche distribuite nell’area di studio
Meaningfulness and representativeness of eddy covariance measurements at Terra Montonata tower
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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