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    Genealogies of Economic Growth in the Spanish Empire: Back to History

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    Completely overturning this traditional portrait, the authors suggest that during the early modern period Spain, Portugal, Italy, and Latin America indeed took a different path when compared to other European and American countries. However, this divergence was not caused (and therefore cannot be explained) by underdevelopment. Paradoxically, what was common to all former Spanish territories was not “failure” but instead “success.” Local peripheral groups became integrated into (and benefited from) colonial structures, forming larger commercial circuits, purchasing offices and ecclesiastical benefits created or sold by the Monarchy, and participating in wider markets of public debt. Also all these areas shared a relative resilience to the economic downturn, which characterized other Mediterranean countries during the same period. Rather than decaying, Spanish controlled territories blossomed or, so was at least, the situation in the seventeenth century

    Origen y normas de buen gobierno de un Estado feudal

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    Il casato dei Maddaloni rappresenta l'esempio più illuminate in Età moderna della feudalità europea

    Lo Stato feudale dei carafa di Maddaloni. Genesi e amministrazione di un ducato nel regno di Napoli (secc. XV-XVIII)

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    Il volume analizza il ruolo dei Carafa di Maddaloni nell’ambito della stratificata feudalità europea tra età medievale e moderna, già oggetto di studio dell’erudito tedesco Alfred Von Reumont, conosciuto per una celebre biografia di Lorenzo il Magnifico. il volume consegue risultati inediti sulla base dello spoglio puntuale del fondo documentario della famiglia riordinato da Benedetto Croce e Giuseppe Ceci e del fondo documentario “Relevi”, entrambi conservati preso l’Archivio di Stato di Napoli. L’accurato e complesso studio del materiale documentario permette di illuminare in modo circostanziato i fondamentali passaggi che assicurarono per diversi secoli l’acquisizione di una consistente rendita feudale in diverse province del regno e un ruolo di privilegio e di preminente autorità della famiglia nella capitale e nell’intero Mezzogiorno continentale. La ricerca contenuta nel volume restituisce l’immagine di un potere feudale - e quello rappresentato dai Carafa di Maddaloni è senz’altro da ritenere tra i più preminenti - per nulla statico e chiuso in se stesso, ma anzi esplicitamente intento ad allineare le proprie strategie non soltanto nei confronti della dinastia regnante. ma anche rispetto agli esponenti dei ceti sociali ed economici più ragguardevoli del regno at traverso un continuo sforzo di costruzione e inquadramento del casato all’interno di una ramificata rete di rapporti. Ne emerge un affresco originale, che arricchisce la letteratura sulle forme dell’egemonia delle famiglie nobiliari nelle società di Antico Regime. Gli importanti risultati conseguiti dalla ricerca hanno avuto ampio riconoscimento nel corso di convegni sulla storia della feudalità in Italia e in Europa. Il libro è alla sua seconda edizione ed è prevista nei prossimi mesi la pubblicazione in lingua spagnola

    L’economia come cultura : dinamiche e contaminazioni tra Castiglia e Lombardia asburgica

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    I cinque saggi raccolti nel volume costituiscono altrettante riflessioni sul tema della costruzione della particolare cultura economica sviluppatasi in stretta connessione con l’emergere e il consolidarsi di nuove pratiche produttive, commerciali e finanziarie all’interno dei territori che, tra il XVI e il principio del XVIII secolo, appartennero alla monarchia spagnola. Essi sono espressione, sebbene in forme e con contenuti molto diversi (e in un caso rispondendo anche a una cronologia più ampia), di due esigenze di revisione storiografica, relative l’una al rapporto tra monarchia spagnola e processi di modernizzazione in Europa, e l’altra alla specificità dell’economia di antico regime, del mondo pre-industriale, rispetto all’economia capitalistica contemporanea

    Introduzione : L'economia come cultura: dinamiche e contaminazioni tra Castiglia e Lombardia asburgica

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    I saggi che si introducono utilizzano un metodo che valorizza a pieno le diversità e le specificità dell’oggetto di studio, perseguendo il fine ultimo di restituire una immagine delle attività produttive, commerciali e finanziarie d’età moderna più attinente alla realtà storica. L’obiettivo principale è, quindi, quello di osservare la storia economica dell’età moderna attraverso le categorie concettuali che le sono proprie, senza distorcerle, senza curvarne la genealogia per aggiustarla con il punto di arrivo, ma apprezzando la materia nel suo concreto svolgersi, nel suo divenire. È necessario a questo proposito fare alcune precisazioni. La prima, e forse più importante, incomprensione nella quale la storiografia è più volte inciampata sembra essere la separazione della scienza economica dal resto delle conoscenze, una scissione che appare tanto più artificiosa se riferita a epoche, come appunto quella moderna, in cui i confini disciplinari e i profili teorici dei saperi non erano calligrafici ma si sovrapponevano alimentandosi reciprocamente. Tra questi saperi, la scienza economica d’ancien régime, lontana dall’autonomia epistemologica che avrebbe ottenuto solo nel XIX secolo, partecipava ad un campo del sapere privo di quelle delimitazioni settoriali specialistiche tipiche della contemporaneità: matematica, diritto, etica e morale formavano un unicum omogeneo, che diveniva cultura in senso ampio, un insieme da comprendere in tutta la sua originalità per afferrare pienamente le specificità dell’economia e dei saperi economici in età moderna. Appare, quindi, necessario operare all’interno della riflessione storiografica un rovesciamento della relazione tra teoria economica e storia: non deve essere la prima a informare la ricostruzione storica, come a lungo è accaduto, ma un’accurata ricerca storiografica delle complesse cause e delle motivazioni degli agenti deve dare forma alla futura teoria. I processi economici d’età moderna se liberati dal paragone con l’industrializzazione inglese e con il capitalismo ottocentesco – sollevando, quindi, il passato dal peso del futuro che esso avrebbe generato – cessano di essere espressione del mondo dell’immobilismo e della staticità, mostrandosi agli occhi dello storico come un universo complesso, al cui interno germogliano tra XV e XVIII secolo, molteplici fattori di crescita, portatori di una originale modernità economica. La sperimentazione di praiche economiche e commerciali è, inoltre, uno dei temi che emerge con maggiore importanza dall’analisi della cultura economica d’età moderna, facendo emergere un primato della pratica sulla teoria, dell’esperienza concreta sull’ideologia. Nei diversi campi dell’agire e del pensare economico, la risoluzione pratica di problemi quotidiani e concreti sembra infatti essere la premessa per la formulazione di sistemi di idee e non la sua conseguenza; la teoria, quando emerge, si sviluppa come effetto di un’esperienza diretta, sul campo, in un mondo dove il saper fare precede e prepara i sistemi teorici

    Growing in the shadow of an empire : how Spanish colonialism affected economic development in Europe and in the world (16.-18. cc.)

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    Including contributions by authors from six different countries and profoundly interdisciplinary in nature, this conference collection seeks to answer a very basic question: did the countries under Spanish dominion experience a particular developmental course that may have led them to a common, yet distinct, type of modernization? In order to answer this question, the authors ex-amine the interplay between institutional and social frameworks on the one hand, and economic patterns on the other. Employing both quantitative and qualitative methods, they analyse issues such as commercial networks, production, and fiscal and monetary policies in order to identify the factors that allowed long-term economic growth and modernization. The findings they reach are extremely suggestive and are relevant not only to early mod-ern historians but also to economic historians who reject the New Institutional Economics’ nar-rative, which maintains that Spanish institutions were extremely inefficient when compared to the Anglo-American ones. The conclusions shed a completely new light on developments not only in Spain, Portugal, Italy, and the Americas, but also in other areas that failed to experience them. Not only do they question (and indeed reverse) existing assumptions, they also make some very important methodological points. They demonstrate that areas, which currently are considered marginal to economic development, economic theory, and economic modernization, may be central to our understanding of the past. They remind us that comparisons must be respectful of what was meaningful to contemporarie

    «Qui de più conti voglio ti mostrare / Purché la volontà sia de imparare» : Formazione e cultura mercantile nella Milano spagnola

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    This article gives an outline of teaching patterns and mercantile handbooks, which constituded the educational basis for Milanese merchants and financiers during the Spanish Era. After tracing out a map of commercial arithmetic schools in Milan, the paper takes into account the teaching contents, thanks to the perusal of manuals and treatises used in the city at that time. A clear problem-based learning approach emerges. The theorethical degree is reduced while major emphasis is devoted to the practice and the moral construction of young businessmen. Rhymes are used to memorize calculation rules, arithmetic games to learn principles while drawings are adopted to give practical examples. Starting from the first decades of the 17th century, the initial linkage to the Genoese merchant education faded away and the local training system became fully autonomous, getting more strenght from the interplay with the florishing life of Milanese economy. Trade and financial knowlegde and skills, along with the rethinking of the use of money, helped settle a conceptual and operative framework where commerce and finance rooted concrete institutions, instruments and innovations enabling higher yields and enhancing the overall development of such activities

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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