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Orizzonti di senso e riflessioni pedagogiche
La presentazione muove da una valutazione del bisogno di riflessioni pedagogiche attorno al tema della ricerca di senso e di significato dentro l'orizzonte culturale del nostro tempo e illustra sinteticamente il contributo dei saggi contenuti nel volum
Alain Goutal et Joe G. Pinelli : Bartok. BD MUSIQUE (1 BD + 2 CD)
Weber Edith. Alain Goutal et Joe G. Pinelli : Bartok. BD MUSIQUE (1 BD + 2 CD). In: Cahiers de sociologie économique et culturelle, n°46, 2008. p. 110
L'ascolto riflessivo. Musica per conoscere e da conoscere
L'articolo distingue fra una comprensione dell'arte musicale in relazione ad altri campi del sapere (musica per conoscere) e una comprensione mirata alla comprensione specifica delle strutture e dei significati intrinseci. L'argomentazione si appoggia a tre esempi desunti da composizioni di alta levatura (Beethoven; Schubert; Verdi)
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
La valenza formativa della religiosità nell'orizzonte cristiano
Il tema della valenza formativa della religiosità è riemerso nel dibattito internazionale in forza del mutamento socioculturale delle società europee e si lega strettamente con le tematiche interculturali e con il fenomeno della globalizzazione. Riemerso perché, per tutto il Novecento, il tema della religiosità è stato ampiamente inabissato da prospettive ideologiche e scientiste dentro un paradigma evoluzionista e/o riduzionista sostanzialmente negazionista di un qualsiasi riconoscimento positivo alla dimensione religiosa, vista come residuo arcaico nel processo della modernità. Per un altro verso, buona parte del pensiero religioso si è attardato in un arroccamento nostalgico di una forma mitizzata di cristianità e/o in una riduzione ideologica di una ortodossia definita in termini sistematico-deduttivi astratti, spesso disancorati dalla concretezza esistenziale del nostro tempo, un pensiero religioso posto sulla difensiva rispetto ai cambiamenti moderni. Le due polarità maggiori non esauriscono un più ampio ventaglio di posizioni sulle questioni richiamate ma di certo rappresentano gli esiti e i propositi più diffusi.
In questo quadro i processi educativi (e in essi la scuola e le altre agenzie educative) hanno rappresentato un luogo simbolico dove si è svolto (e tuttora si svolge) il conflitto delle differenti tensioni che hanno animato (e animano) le diverse visioni antropologiche maturate in Occidente. Paradigmatico in questa direzione è il tema della “laicità” nelle sue diverse accezioni maturate sul piano culturale e politico nei sistemi giuridici contemporanei, in quanto il tema della laicità mette a fuoco il rapporto tra cittadinanza e appartenenza religiosa, definisce lo spazio pubblico dell’esperienza religiosa e la sua qualità, e assieme alle forme di convivenza sociale possibili tra le diverse appartenenze religiose. Nel quadro della società multiculturale la religiosità rappresenta una risorsa nel percorso formativo delle giovani generazioni, come emerge da alcune ricerche recenti in cui abbiamo analizzato narrazioni relative alla formazione dell’identità religiosa (Caputo, Pinelli 2014). Chi cresce si trova in un orizzonte dove sono disponibili risorse simboliche e religiose con le quali fare i conti e dalle quali attingere ciò che corrisponde al bisogno religioso, al bisogno di senso delle nuove generazioni. Il riconoscimento della dimensione intima e personale del rapporto con Dio può aiutare a costruire luoghi di “custodia” della libertà del rapporto uomo - Dio. Ed è questo il contenuto più alto e positivo che possiamo attribuire al termine “laicità” e che può essere la base per incontrarci nelle differenze
La percezione del sacro nell'arte medievale e rinascimentale ieri e oggi: esempi
Il saggio si occupa della percezione odierna di alcuni fatti dell'arte religiosa medievale e rinascimentale. Si prendono in esame Maso di Banco e Masaccio nelle loro stratificazioni devozionali e percettive
Indagini su giovani in ricerca
Sempre più le nuove generazioni si stanno allontanando la comunità cristiana e le forme tradizionali della pratica religiosa: nel 2013 i giovani italiani che si dichiaravano cattolici erano il 56,2%; nel 2023 il 32,7%; quelli che si dichiarano atei sono passati dal 15% al 31%.
Dalle recenti ricerche promosse dall’Istituto Toniolo emerge che ai giovani si è insegnato a “recitare preghiere”, ma non a “pregare”; non si è colta l’esigenza di un’esperienza interiore per connettersi al Mistero. Concluso il percorso formativo dell’iniziazione cristiana - con la Cresima, diventata il sacramento del “ciao ciao alla Chiesa” - , prendono le distanze dall’esperienza religiosa, che per loro risulta fatta di riti, obblighi e divieti. Ciò che hanno acquisito a catechismo, per lo più ridotto all’aspetto conoscitivo di verità puramente intellettuali, quasi non è in grado di entrare in relazione con le domande della vita di oggi.
Così, a partire dall’adolescenza, molti rifiutano la Chiesa, le sue scelte soprattutto in campo morale. Ma aver abbandonato la Chiesa non significa rinunciare a una personale ricerca spirituale. Avvertono in maniera forte un’inquietudine, un interesse, una domanda di autenticità che non si accontenta di risposte facili, scontate, a basso prezzo. Cercano nella propria interiorità un Dio vicino, da incontrare. Si tratta di una fede fortemente caratterizzata sul piano individuale, solitaria, senza comunità; una fede che non conosce la ricchezza e la fatica del confronto con altri e il valore di un cammino comunitario, con tutti i rischi di un cristianesimo “fai da te”, di un “Dio a modo mio”, di un modo del credere deciso soggettivamente. Arrivano a Dio per lo più per un’esplorazione personale che si compie dentro il proprio mondo interiore.
A tale metamorfosi del credere, non esente dal rischio del narcisismo, non possono sottrarsi gli educatori
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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