437 research outputs found
Mioni, Alberto
Alberto M. Mioni (Schio 1942 – Padova 2017). Linguista di altissimo valore nel panorama nazionale e internazionale, Alberto M. Mioni si formò con C. Tagliavini a Padova e si specializzò sotto la guida di A. Martinet a Parigi. I suoi interessi scientifici spaziarono dalla fonetica e fonologia alla tipologia, dallo sviluppo delle lingue all’educazione linguistica, dalla morfologia all’analisi testuale. Inoltre, fu precursore e promotore degli studi di sociolinguistica e africanistica in Italia. Insegnò Glottologia, Linguistica Generale, Lingue e Letterature dell’Africa e dell’Asia e Filologia Germanica in vari atenei italiani, diventando ordinario di Glottologia (poi di Linguistica Generale) a soli 36 anni all’Università di Padova. Svolse attività di ricerca e didattica anche in Algeria, Austria, Burundi, Kenya, Somalia, Svizzera e Tanzania. Ricoprì per lunghi periodi importanti incarichi istituzionali nell’ateneo patavino, tra cui quelli di direttore di dipartimento e pro-rettore per la didattica.
Si distinse in ambito professionale per la capacità di interpretare dati empirici alla luce della riflessione teorica, per l’interesse verso le implicazioni socio-culturali delle lingue, per il talento nella divulgazione di questioni complesse, per la rigorosa lucidità nella valutazione di molteplici metodi di ricerca e, più in generale, per il suo acume, la sua erudizione e la sua dedizione alla linguistica. Con il suo entusiasmo, ottimismo e raffinato senso dell’umorismo lasciò il segno anche sul piano personale tra colleghi e allievi.
Tra le sue pubblicazioni più significative si possono menzionare “Fonematica contrastiva. Note ed esercizi” (1973), “Per una sociolinguistica italiana. Note di un non sociologo” (1975), “Gli immigrati in Italia. Considerazioni linguistiche, sociolinguistiche e culturali” (1998), “Futuro delle lingue e dei loro usi” (2005) e “Africa nera. Prospettive storiche, linguistiche e letterarie” (2009).
[Sara Gesuato]
Fonti bibliografiche:
M. G. Busà, “Premessa”, in “Lingue e contesti. Studi in onore di Alberto M. Mioni”, a cura di M. G. Busà, S. Gesuato, Padova 2015, pp. 15-16; Berruto, “Alberto Mioni sociolinguista. Un ricordo”, in “Atti del Convegno ‘In ricordo di Alberto M. Mioni’. Università di Padova, 3-4 aprile 2018”, a cura di S. Gesuato, D. Bertocci, M. Santipolo, «Quaderni di lavoro ASit», 22 (2019, in stampa).Alberto M. Mioni (Schio 1942 – Padova 2017). Linguista di altissimo valore nel panorama nazionale e internazionale, Alberto M. Mioni si formò con C. Tagliavini a Padova e si specializzò sotto la guida di A. Martinet a Parigi. I suoi interessi scientifici spaziarono dalla fonetica e fonologia alla tipologia, dallo sviluppo delle lingue all’educazione linguistica, dalla morfologia all’analisi testuale. Inoltre, fu precursore e promotore degli studi di sociolinguistica e africanistica in Italia. Insegnò Glottologia, Linguistica Generale, Lingue e Letterature dell’Africa e dell’Asia e Filologia Germanica in vari atenei italiani, diventando ordinario di Glottologia (poi di Linguistica Generale) a soli 36 anni all’Università di Padova. Svolse attività di ricerca e didattica anche in Algeria, Austria, Burundi, Kenya, Somalia, Svizzera e Tanzania. Ricoprì per lunghi periodi importanti incarichi istituzionali nell’ateneo patavino, tra cui quelli di direttore di dipartimento e pro-rettore per la didattica.
Si distinse in ambito professionale per la capacità di interpretare dati empirici alla luce della riflessione teorica, per l’interesse verso le implicazioni socio-culturali delle lingue, per il talento nella divulgazione di questioni complesse, per la rigorosa lucidità nella valutazione di molteplici metodi di ricerca e, più in generale, per il suo acume, la sua erudizione e la sua dedizione alla linguistica. Con il suo entusiasmo, ottimismo e raffinato senso dell’umorismo lasciò il segno anche sul piano personale tra colleghi e allievi.
Tra le sue pubblicazioni più significative si possono menzionare “Fonematica contrastiva. Note ed esercizi” (1973), “Per una sociolinguistica italiana. Note di un non sociologo” (1975), “Gli immigrati in Italia. Considerazioni linguistiche, sociolinguistiche e culturali” (1998), “Futuro delle lingue e dei loro usi” (2005) e “Africa nera. Prospettive storiche, linguistiche e letterarie” (2009).
[Sara Gesuato]
Fonti bibliografiche:
M. G. Busà, “Premessa”, in “Lingue e contesti. Studi in onore di Alberto M. Mioni”, a cura di M. G. Busà, S. Gesuato, Padova 2015, pp. 15-16; Berruto, “Alberto Mioni sociolinguista. Un ricordo”, in “Atti del Convegno ‘In ricordo di Alberto M. Mioni’. Università di Padova, 3-4 aprile 2018”, a cura di S. Gesuato, D. Bertocci, M. Santipolo, «Quaderni di lavoro ASit», 22 (2019, in stampa)
RIVALUTAZIONE DEL DOSAGGIO, DELLA PRODUZIONE ED ELIMINAZIONE DEGLI ACIDI NEL DIALIZZATO
Bar
Alien Travel Companies: The Case of Two Sea Slugs and One Bryozoan in the Mediterranean Sea
Mediterranean marine fauna is constantly changing due to the entry of non-indigenous (NI) species and the loss of endemic biodiversity. In this framework, it is very important to monitor this constant change and investigate possible new pathways of dispersion. Marinas and ports are considered key stations to detect and study some important ecological aspects, such as NI and invasive species, the effects of climate change, and pollution. Here, we reported the case of a group of NI species that presumably reached the Mediterranean Sea together, each of them being ecologically associated with one another. The bryozoan Amathia verticillate and the sea slugs Favorinus ghanensis and Polycerella emertoni were found in the shallow waters of Fezzano’s marina in the gulf of La Spezia (Ligurian Sea, Mediterranean Sea). Molecular analyses were carried out to exclude cryptic diversity and to investigate the phylogenetic relationships occurring between closely related taxa. The spreading of these two NI sea slugs into the Mediterranean Sea was confirmed and the first record of P. emertoni from the Ligurian Sea reported. These findings shed some light on the poorly known ecology of these species that could be useful for future monitoring and conservation strategies
Why are damped sounds perceived as shorter than ramped sounds?
Hearing is the most accurate sense for perceiving duration. However, rarely it produces inaccurate estimates of duration, for example when it compares the subjective duration of tones that are increasing in intensity over time (i.e., ramped) with that of tones that are decreasing in intensity over time (i.e., damped). The literature reports that the damped tones are perceived as much being shorter than the ramped tones of the same length. The short subjective duration of damped tones may originate from a decay suppression mechanism that parses the source-informative part of many natural sounds (i.e., the beginning) from the less informative part of them (the decay): listeners may interpret the tail of damped tones like an echo or like the decay portion of an impact sound and exclude it from the account of the duration of the tone. In the natural soundscape, the tail of sounds produced in reverberant environments and the tail of impact sounds have a frequency content that is constant throughout the sound’s duration. Here, the carriers used for ramped and damped sounds were a tone constant in frequency and a tone modulated in frequency. The frequency modulation was introduced to prevent the listener from interpreting the tail of these tones as the result of reverberation or the decay portion of an impact sound. Frequency constant damped tones were largely underestimated in duration whereas frequency modulated ones were not (or were only slightly), demonstrating that the decay suppression mechanism is a worthy explanation for the short subjective duration of damped tones
[Analysis of the body distribution of calcium in patients with kidney diseases with and without renal insufficiency].
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