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La ricerca continua...per un museo dinamico
La guida al nuovo allestimento del MArE - Museo Nazionale Archeologico di Egnazia ‘Giuseppe Andreassi’ è pensata con diversi livelli di approfondimento, come introduzione esplicativa per gli studiosi e al contempo come supporto utile alla visita per i non addetti ai lavori. Nel capitolo conclusivo del volume, l'intervento di G. Mastrocinque vuole avviare la condivisione anche delle ultime acquisizioni, maturate con le indagini svolte dopo il riallestimento del Museo e recepite nel Museo attraverso approfondimenti mirati, esposizione di nuove scoperte e ampliamento dei supporti multimediali, in una esposizione che si alimenta continuamente delle novità della ricerca, grazie all'interazione efficace tra Università e Direzione del Museo
Egnazia nel Medioevo
La guida al nuovo allestimento del MArE - Museo Nazionale Archeologico di Egnazia ‘Giuseppe Andreassi’ è pensata con diversi livelli di approfondimento, come introduzione esplicativa per gli studiosi e al contempo come supporto utile alla visita per i non addetti ai lavori. In questo volume, il capitolo di G. Mastrocinque su Egnazia nel Medioevo racconta, sulla base dei risultati delle indagini più recenti, la fase conclusiva della vicenda dell'insediamento che interessa in particolare l'acropoli e il territorio, sottoposto negli ultimi anni a ricognizione sistematica coordinata dall'autore
Egnazia in età romana - Spazio IX
La guida al nuovo allestimento del MArE - Museo Nazionale Archeologico di Egnazia ‘Giuseppe Andreassi’ è pensata con diversi livelli di approfondimento, come introduzione esplicativa per gli studiosi e al contempo come supporto utile alla visita per i non addetti ai lavori. In questo volume, il capitolo di G. Mastrocinque, dedicato alla città romana, si concentra sul rapporto tra i materiali in esposizione e gli spazi monumentali e residenziali della città da cui provengono, con l'obiettivo di far dialogare museo e Parco archeologico per una fruizione integrata, potenziata attraverso i risultati delle ricerche più recenti, condotte dallo stesso autore
La stipe di località Bosco della Rocca (Garda)
L'esame dei numerosi reperti rinvenuti in una stipe scoperta presso la Rocca di garda (Verona) consente di identificare la presenza di un santuario "polifunzionale": qui, infatti, oltre a venerara la de Fortuna, si ponevano ex voto anche per numerose altre divinita
High-power electron beam preiozed CO2 cw laser modelling. III. Kinetic and fluid-dynamic model
In this paper, which is the third part of a work devoted to modelling high-power CO2 lasers, the kinetic and fluid- dynamic model of the investigated device is presented. The kinetic model takes into ac¬count intermode vibrational exchange and vibrational-energy transfer among different molecular species (C02, N2 and CO). The fluid-dynamic equations have been reduced to a single equation coupled to kinetic and discharge equations via gas flow velocity in the discharge chamber. Effects of temperature, density and velocity variations in the flowing mixture on laser small signal gain have been investigated by using a numerical code based on the above theoretical model. Profiles of sustainer current, small signal gain and fluid-dynamic parameters in the discharge chamber have been obtained. The output power has been calculated by using a simplified model for the optical cavity. Finally, numerical and experimental results are compared
Modelli culturali e acquisizioni archeologiche di età borbonica alle origini del Museo Provinciale di Bari
Anche se ufficialmente costituito nei primi anni del regno d’Italia, la ‘missione’ didattica e culturale del Museo Provinciale di Bari e la sua originaria relazione con altre istituzioni formative riflettono fedelmente l’idea borbonica del museo e in particolare il profilo dei Musei Provinciali disegnato dal Piano di Michele Arditi che, nel ‘Rapporto’ del 10 febbraio 1822, introduce come valore strategico il collegamento tra Musei Provinciali e Licei, in termini di risorse e di strutture e pone quello di Bari tra gli esempi più facilmente praticabili.
Per quanto riguarda il progetto espositivo, la rilettura dei carteggi di archivio e della documentazione fotografica, molto significativa a questo riguardo, permette di scorgere nella selezione dei materiali, nella maniera in cui per la prima volta vengono organizzati, negli arredi, la trasposizione in forma pubblica di un altro modello eccellente di età borbonica, il museo privato degli Jatta a Ruvo, prima e fondativa esperienza di una rete museale che, nel corso dell’Ottocento, conta in Puglia ben quattro esposizioni, caso unico in tutto il territorio del Regno e conseguenza diretta della ricchezza archeologica che rese la regione nota in tutta Europa. Tra gli effetti del ‘modello Jatta’ emerge anche il legame con un nuovo contenitore architettonico del cui progetto il Museo diviene componente essenziale, per Bari il Palazzo degli Studi, nato con lo stesso nome e con la medesima funzione dell’edificio sede del Real Museo Borbonico, che anche del Museo Jatta rappresenta il canone. In questa linea di tradizione museografica colpisce che, nel novembre 1882, l’autore della proposta al Consiglio Provinciale per la nascita del Museo barese nel Palazzo degli Studi in fase di edificazione sia Antonio Jatta, figlio di Giovanni Jatta junior, primo artefice dell’esposizione ruvese e autore del notissimo Catalogo.
La ricerca in corso sulle origini del Museo di Bari, parte di un più ampio progetto di studio, didattica e valorizzazione, per cui l’Ateneo barese con il Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica e la Città metropolitana di Bari a cui il Museo afferisce hanno siglato una convenzione nel 2021, oltre a recuperare i modelli sta cercando di verificare tra le prime acquisizioni la presenza anche di materiali provenienti da scavi condotti negli anni conclusivi del Regno borbonico, il cui metodo continua per diversi decenni nella pratica archeologica della Puglia
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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