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Multidisciplinary Aspects of Design. Objects, Processes, Experiences and Narratives
This book is the result of a long research process. The work started in 2020 with an
exhibition held in Parma (Design! Oggetti processi esperienze, CSAC Università degli
Studi di Parma), and a book of the same title, edited by F. Zanella (with essays by
G. Bosoni, E. Di Stefano, G.L. Iannilli, G. Matteucci and R. Trocchianesi) and published
in 2023 (Electa Milano) centered on the role of archives as memory repositories
and agents for contemporary design. This first period of reflection was followed by an
international conference: Design! O.P.E.N. (https://www.designopen.it) held in Parma
on May 5–6, 2022. The present volume contains most of the papers presented at the
conference
La dimensione cognitiva dell’attenzione estetica
La nozione di “percezione estetica” è spesso affrontata attraverso dicotomie che
oppongono la percezione alla cognizione come la dimensione del sensibile a quella
del concettuale. Dal momento che una nozione del genere non riesce a render conto
della specificità delle esperienze estetiche, si propone qui un’analisi del nodo percezione-
cognizione nei termini di una continuità non dicotomica, appoggiandosi alle più
recenti teorie di filosofia della percezione e agli apporti sperimentali delle scienze cognitive.
Obiettivo dell’articolo è dunque quello di affermare da una parte la pertinenza
delle indagini percettive nelle esperienze estetiche, dall’altra di osservare come la messa
in opera di un programma simbolico all’interno di una relazione estetica non solo non
sia contraddittoria ma al contrario ne costituisca un momento essenziale
Verbum: il linguaggio tra evento e riflessione in Gadamer
Analisi critica di un passaggio concettuale cruciale per la prospettiva ermeneutica gadameriana
Roger Caillois e il biancospino di Proust
A partire dal saggio di Roger Caillois, “Esthétique généralisée”, si cerca di delineare i tratti fondamentali di un’estetica naturalistica che riesca a pensare la continuità di arte e natura. Una volta individuato nell’uso ambiguo da parte di Caillois delle nozioni di “forma” e “intenzione” il momento aporetico che inficia ogni possibile naturalizzazione dell’estetica, l’analisi si estende ad una definizione del progetto di un’estetica naturalistica in opposizione ad una estetizzazione della natura. Con l’elaborazione della nozione di “campo morfogenetico” e in considerazione della complessità di alcune produzioni animali, l’arte viene a definirsi più generalmente come una pratica tecnica intenzionata all’attivarsi di un’attenzione estetica
Observations of electrostatic field by electron holography: the case of reverse-biased p-n junctions
The technique of electron holography is applied to the investigation of microelectric fields such as those associated with reverse-biased p-n junctions. Suitable electron-optical conditions were adopted in order to minimize the effect of the electrostatic fringing field on the reference wave. The electron holograms were optically processed by the method of differential interferometry
Processi formativi e ontologia dell'arte
Il titolo duale di questo saggio non è casuale. Lo scopo del mio intervento è infatti di mostrare come una sorta di antinomicità determini, almeno in parte, l’andamento non conclusivo del pensiero di Gadamer. In primo luogo, si tratta di capire in quali termini Gadamer non metta del tutto a fuoco l’opzione tra processualità formativa e statuto ontico dell’opera d’arte, e tenda quindi a sovrapporre con una certa schematicità al piano dei rilievi fenomenologici griglie di matrice ontologica. Questo perché, malgrado le aperture dichiarate al vivo movimento della pratica dell’arte, in Gadamer agisce pur sempre la fedeltà a un residuo punto d’ancoraggio sostanzialista ed essenzialista. In tal modo egli finisce addirittura per travisare in senso ontico(-metafisico) la dimensione processuale e pienamente verbale delle stesse nozioni cruciali coniate da Heideg-ger cui egli fa esplicito riferimento nel corso delle sue analisi. Già parlare di «ontologia dell’opera d’arte» significa far scadere inavvertitamente il progetto iper-ontologico heideggeriano in una ontologia formale circoscritta alla dimensione ontica. In secondo luogo, e di conseguenza, si vorrebbe contribuire a comprendere quale genere di ontologia sia quella di Gadamer e perché essa si prospetti come analisi ontica centrata sul valore della Sebstdarstellung dell’ente-testo. Rispetto a ciò la regione dell’arte costituisce una sorta di nucleo germinale. È infatti secondo cerchi concentrici – che si diffondo-no ampliando il nucleo dell’esperienza dell’opera d’arte dapprima in orizzonte della storicità e infine in universo onnicomprensivo della linguisticità – che appare strutturata l’opera più celebre di Gadamer, Wahrheit und Methode, come rivela la semplice considerazione delle tre parti di cui essa si compone
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