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    L'evoluzione dei poteri speciali dello Stato nei settori strategici

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    Il lavoro si occupa dell’evoluzione della disciplina dei poteri speciali esercitabili dallo Stato nei settori strategici, ossia di quei poteri che mirano a proteggere gli interessi pubblici sottesi ad alcune attività e risorse strategiche. L’indagine, condotta in una prospettiva giuspubblicistica e in chiave diacronica, si prefigge l’obiettivo di indagare le vicende che hanno caratterizzato la disciplina dei poteri speciali nel corso della loro ormai quasi trentennale storia. Il capitolo iniziale è dedicato alla prima fase dei poteri speciali, ossia quella relativa alla loro introduzione nel nostro ordinamento, verificatasi nell’ambito dei processi di privatizzazione delle imprese pubbliche. Il secondo capitolo si occupa invece delle censure rivolte dalle istituzioni europee alla normativa italiana (analogamente a quanto avvenuto per le discipline introdotte in altri Stati membri) e ai tentativi di adeguamento del legislatore. Nel terzo e ultimo capitolo si affronta quella che è stata definita la nuova stagione dei poteri speciali, apertasi con una profonda riforma di sistema e caratterizzata, soprattutto negli ultimi anni, da continui interventi correttivi del legislatore, che hanno sensibilmente esteso l’ambito di applicazione di detti poteri

    L'incidenza del Patto di stabilità e crescita sull'equilibrio costituzionale dei poteri

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    Il presente lavoro trova come spunto i temi trattati nel convegno “Euro e Fiscal Compact: quali prospettive per l’Euro” ed in particolare le riflessioni suscitate dalle relazioni del Prof. Guarino e del Prof. Tosato. Il successivo approfondimento, svolto in coerenza con le attività di studio e di ricerca legate al dottorato , ha avuto ad oggetto le riforme apportate al Patto di stabilità e crescita durante il periodo 2011 e 2013. Tali riforme hanno inciso nella poltica economica europea, di coordinamento, di sorveglianza economica multiaterale e di controllo sui bilanci pubblici nazionali. Per tale via le decisioni europee si insinuano anche nella fase di preparazione, approvazione e controllo dei bilanci nazionali e inferiscono nella determinazione delle spese pubbliche parlamentarmente assentibili, manifestando un potere che non appare più contenibile nel quadro previgente di governance economica europea. In quanto la riserva di legge che affida l’approvazione del bilancio al Parlamento non è solo un elemento che caratterizza storicamente la forma dello Stato liberale e che trova indirizzo di sviluppo nello Stato sociale, ma misura anche concretamente l’indice di democraticità di uno Stato. Infatti, “i bilanci generali non sono solo materie di calcoli aritmetici, ma in mille modi vanno alla radice della prosperità delle persone, ai rapporti fra le classi sociali, e alla potenza” degli Stati . Il nuovo quadro europeo più che attuare il rafforzamento della disciplina prevista nei Trattati, manifeta l’emersione di un vero e proprio Potere (sia dal punto di vista soggettivo che procedurale) di governo dell’economia. Sebbene ciò la cooperazione economica verso obiettivi comuni quali crescita e sviluppo è e deve essere ancora il tratto fondante del progetto europeo, il suo valore economico ha ancora oggi bisogno di essere letto attraverso la lente di principi, quali ad esempio l’uguaglianza e la solidarietà, per permettere al processo di integrazione europeo di approfondirsi politicamente. Partendo da queste considerazioni, il presente lavoro approfondisce lo studio della poltica economica europea ancorando tale indagine “ai principi ed ai valori fondanti della costruzione europea” ritrovandoli nelle Costituzioni nazionali, che costituiscono l’architettura su cui si poggia l’equilibrio costituzionale dei poteri in un ordinamento composito. In quanto, sebbene la separazione dei poteri sia un principio originariamente “sconosciuto all’organizzazione istituzionale europea” , tale principio e il suo equilibrio istituzionale in ambito di politica di bilancio appartiene “alla struttura fondamentale, politica e costituzionale” degli Stati membri che le Istituzioni eurpee nel loro agire e nei loro atti devono rispettare ai sensi dell’art. 4, par. 2, TUE . L’inferenza della normativa europea su quella nazionale di bilanicio quindi investe il rapporto tra i poteri in un quadro istituzionale multi livello, che coinvolge oltre all’equilibrio istituzionale anche quello costituzionale nazionale. Rispetto a tale assunto, nel presente lavoro dopo un indagine storico ricostruttiva sulla normativa afferente la politica economica europea (Capitolo I), si approfondisce: il nuovo assetto di coordinamento economico rafforzato dalle riforme al Patto di stabilità e crescita (Capitolo II), l’inferenza di questo nel ruolo democratico di approvazione delle scelte di spesa e di bilancio affidate ai Parlamenti nazionali (Capitolo III), i nuovi equilibri emersi tra le prerogative governative europee e nazionali di governo dell’economia (Capitolo IV), la loro incidenza nell’equilibrio dei poteri e rispetto a questo equilibrio il ruolo assunto dalla Corte costituzionale tedesca nell’affermare la tutela delle prerogative democratiche nazionali sulle decisioni afferenti la spesa pubblica (Capitolo V). Concludendo il discorso con un ragionamento che riporta i difetti dell’attuale costrutto di politica economica europea all’imperfezione del modello originario di fusione a freddo delle competenze nazionali in ambito di politca economica europea, rispetto invece a quello di fusione a caldo adopertato in ambito di politica monetaria unica (Capitolo VI). Si premette che lo scrivente ritiene che tale compromesso raggiunto per fondare l’Unione economica e monetaria è stato inevitabile date le esigenze contrapposte di tutela della sovranità nazionale in ambito economico e di bilancio, rispetto a quella di devoluzione all’ordinamento europeo della politica monetaria. Mentre le successive implementazioni normative hanno dimenticato l’approfondimento dell’integrazione politica dal punto di vista democratico. Il presente lavoro ha quindi un tono critico rispetto alla politica economica europea, ma lo stesso non è un giudizio sul valore dell’Unione economica e monetaria. Tale critica è, invece, lo strumento attraverso il quale si è approfondito lo studio della normativa europea e si conclude sulla necessità di una novella al diritto primario europeo per continuare nel cammino di integrazione politica attraverso un modello Istituzionale e procedurale che legittimi democraticamente le decisioni economiche prese, che contempli un bilanciamento tra interessi economici parziali e tutela di diritti generali (ovvero, per tutti i cittadini europei), e che contemperi la politica di stabilità con gli indirizzi alla crescita

    Sostenibilità Finanza Mercati Ambiente. Spunti di riflessione.

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    Il volume raccoglie le relazioni del convegno: Sostenibilità Finanza Mercati Ambiente. Spunti di riflessione, tenutosi a Bari il 16-17 maggio 202

    Presentazione del volume: Sostenibilità Finanza Mercati Ambiente. Spunti di riflessione.

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    La presentazione descrive le tematiche oggetto del Convegno tenutosi a Bari il 16-17 maggio 202

    Il mercato dei dati: dall'ecosistema separato alla regola trasversale

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    Lo studio parte dall'indiscusso rilievo che caratteristica sempre più marcata dei mercati finanziari è costituita dal ruolo che i dati assumono nella confezione delle prestazioni caratterizzanti. A fronte della pervasività del fenomeno – che viaggia alla velocità dell'innovazione tecnologica caratterizzante l'evoluzione dei mercati finanziari globalizzati - sta però una costruzione giuridica che tratta il mercato dei dati come ecosistema separato, facendone autonomo polo di aggregazione di discipline, che seguono logiche distinte da quelle che governano i fenomeni produttivi intessuti dall'uso dei dati. Ciò ha determinato crescenti criticità discendenti dallo sfasamento fra realtà effettuale e norme giuridiche discendenti da tale separatezza. Si assiste infatti, sui mercati finanziari, non solo al cumularsi affannato e quasi casuale di corpi regolatori, ma anche a ricadute sull'intrinseca qualità della regolamentazione, che tende ad assumere carattere reattivo-repressivo e a replicare moduli ideati in precedenti contesti, senza operare una valutazione del permanere della loro idoneità a regolare fenomeno nuovi salvaguardando la tutela delle finalità proprie di ciascuna componente disciplinare. Basti pensare al principio, ritenuto basilare, della neutralità tecnologica a fronte dei servizi di robo advisory, che dovrebbero essere 'neutralmente' parificati ai servizi di consulenza finanziaria face-to-face, mentre i profili di tutela dell'integrità del mercato e della correttezza delle relazioni contrattuali sono, in realtà, diversamente strutturati. Meno affannato e casuale appare invece il disegno che anima la modifica di sistema della disciplina del mercato dei dati introdotta dal GDPR, regolamento che sdogana a tutto tondo la profilazione. Lo studio si dedica quindi ad individuare i legami che s'intrecciano fra previsioni del GDPR e disciplina di tutela dell'utente di mercati finanziari, per mostrare come tale tutela sia riconfigurata e ristretta perchè strumenti in parte già usurati non reggono la prova della cultura della profilazione. ..

    Sovranità economica e crisi finanziaria

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    Il lavoro descrive la curva dei mutamenti dell'azione dello Stato che dall’essere soggetto giuridico ed attore politico è diventato sempre più strumento dell’economi

    Finalità ambientali e imprese sostenibili

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    Il saggio evidenzia come attualmente l'ambiente sia diventato il fulcro delle politiche economiche europee. Viene, in particolare, esaminato il ruolo delle imprese nella realizzazione della transizione green e nel dare attuazione alla sostenibilità intesa a trecentosessanta grad

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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