1,720,967 research outputs found

    Śivadharma Database CMS. HTML and graph as a starting point for digital editions

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    Sivadharma Database is a Content Management System (CMS) for creating, publishing, and updating Digital Scholarly Editions. By entering the textus constitutus first, scholars can annotate it via user-friendly tools to provide their editions with additional components, such as apparatus, notes, translation, parallels, and citations. The annotation system is based on HTML and graph data structure. The textus corresponds to an HTML file ready to be displayed. Textual fragments annotated in HTML are the atomic unit of multiple relationships organized in a graph database, allowing the formal representation of complex and overlapped textual phenomena. These methodological and practical approaches result in good annotation expressiveness and a minimum effort to learn technologies during the editing workflow by scholars

    Soavissime ariette: impiego di repertori digitali per lo studio della tradizione delle arie d'opera

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    Le arie assolvono una funzione strutturale nel melodramma: sono il luogo deputato all’espressione delle emozioni e degli stati d’animo dei personaggi. Questa specifica funzione, la loro natura lirica contrapposta ai recitativi, l’essere il momento di massimo impegno vocale per gli interpreti, sono gli elementi che contribuiscono a determinarne il particolare fenomeno del riuso. Il contributo presenta i risultati ottenuti nello studio del fenomeno nella prima metà del Settecento attraverso una repertoriazione estensiva delle arie dei libretti d’opera a stampa. Grazie allo spoglio sistematico, alla descrizione analitica dei contenuti e alla trascrizione del testo completo è stata allestita una base informativa che consente l’analisi delle relazioni tra le diverse varianti. Per tracciarne la tradizione è stata proposta una classificazione della natura degli interventi attuati dai poeti e un modello descrittivo in grado di rappresentarla in forma stemmatica. A partire da questa base dati è stato realizzato un sistema di consultazione per consentire il confronto sistematico delle opere complete o delle singole arie. Il risultato è uno strumento utile ad avviare indagini sistematiche per l’attribuzione delle responsabilità autoriali in grado di restituire plasticamente le dinamiche del fenomeno del riuso del testo poetico per il melodramma su una scala ad oggi mai sperimentata

    I dati della ricerca: gestione, diffusione e preservazione nei Next generation repositories

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    Data la crescente varietà dei dati prodotti dalle comunità di ricerca, la gestione di queste informazioni “granulari” non può prescindere dall’implementazione di piattaforme in grado di garantire la loro conservazione, visibilità e riuso, orientate verso il modello dei Next generation repositories. Tra le soluzioni disponibili, il software open source Dataverse, pensato specificatamente per i dati della ricerca, permette di strutturare i contenuti in archivi virtuali all’interno dei quali i dati possono essere gestiti a tutto tondo, grazie alla disponibilità di metadati descrittivi generali e specifici, di un sistema codificato di citazione e di formati diversi di visualizzazione ed esportazione. Un’analisi condotta presso l’Università di Pisa, attraverso una versione demo del software in locale denominata DataversePI, ha mostrato le potenzialità dello strumento e i vantaggi che porterebbe all’istituzione in termini di conservazione, preservazione, accesso e valorizzazione delle informazioni create durante tutte le fasi della ricerca. I Next generation repositories delle diverse istituzioni possono formare, inoltre, una rete distribuita in cui i diversi archivi interagiscono tra loro, pur mantenendo ognuno le proprie specificità

    Verso una "volontà d'archivio" digitale

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    La "volontà d'archivio" è un concetto che si riferisce alla volontà di conservare e tramandare il proprio archivio. Nel mondo analogico si possono ricercare tracce di “volontà d’archivio” nelle modalità in cui i documenti sono stati organizzati, conservati e postillati dall’autore. Se per il cartaceo l’intenzione conservativa è stata per secoli agevolata dalla stabilità del supporto scrittorio, il digitale ha modificato drasticamente il rapporto dell’autore con la produzione e la gestione documentaria. Dall’analisi di interviste e sondaggi, emerge come la maggior parte degli scrittori trascurino o diano poca importanza ai propri archivi digitali, in un’epoca in cui, al contrario, la “volontà d’archivio” risulta assolutamente cruciale per la preservazione futura. Per questo motivo, le istituzioni individuate per la conservazione del digitale d’autore devono assumersi più responsabilità rispetto al passato per salvaguardare questo patrimonio. Gli sforzi istituzionali dovrebbero concentrarsi, in particolare, su ricerca e sviluppo di tecniche informatiche, archivistiche e filologiche in grado di gestire lo spettro di complessità di questi archivi, dall’acquisizione alla consultazione, nel rispetto della normativa vigente

    L'applicazione del digitale alla valorizzazione della lingua come patrimonio culturale immateriale

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    La questione della conservazione del patrimonio culturale intangibile è diventata, a partire dagli anni ’90, un tema centrale per le istituzioni culturali. Una volta superata la rigida dualità tra patrimonio tangibile e intangibile si è giunti alla consapevolezza della necessità di operazioni concrete per la salvaguardia del patrimonio linguistico come espressione chiave del patrimonio culturale immateriale. In questa direzione le tecnologie del digitale offrono una serie di strumenti innovativi per la conservazione del patrimonio linguistico e, non secondariamente, per una sua fruizione da parte di una comunità che si spera sempre più ampia. A tal fine si è partiti dalla definizione della specificità del materiale linguistico come parte dell’Intangible Cultural Heritage, arrivando a trattare le sfide, le opportunità e le soluzioni offerte dal digitale per il trattamento del materiale linguistico

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Frédéric Brenner e i Romanus Judaeus

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    Il saggio ricostruisce il soggiorno del fotografo francese Frédéric Brenner a Roma all'inizio degli anni Novanta del Novecento. In particolare analizza l'impatto che la specificità della città e della comunità ebraica ivi residente eserciterà sul lavoro del fotografo, inizialmente approdato a Roma per una più generale ricerca sull'identità ebraica in terra italiana
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