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    L'architettura - I protagonisti

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    Riedizione della collana MINIMUM edita da Motta Architettura in diversa veste editoriale per la distribuzione in allegato al quotidiano “La Repubblica” e al settimanale “L’Espresso” nel periodo tra maggio e agosto 2007. Titoli: M. Agnoletto, Renzo Piano; S. Suma, Le Corbusier; T. Contri, Antoni Gaudi; L. Gelmini, Frank Lloyd Wright; M. Guccione, Zaha Hadid; A. Esposito, Tadao Ando; D. Brogi, Peter Eisenman; L. Gelmini, Alvar Aalto; A. Coppa, Mario Botta; G. Leoni, David Chipperfield; A. Cavani, Massimiliano Fuksas; G. Leoni, Norman Foster; S. Suma, Gae Aulenti; A. Coppa, Vittorio Gregotti; G. Leoni, Mies van der Rohe

    Cosmopolitismo vs Internazionalismo

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    Il saggio inquadra la figura dell'architetto Eduardo Souto de Moura nella cultura architettonica della Scuola di Porto da un lato e, dall'altro, nel rapporto con la scena internazionale focalizzando l'attenzione sui temi dell'internazionalismo e del cosmopolitismo

    Sistemi di controllo interno nel contesto intercomunale: aspetti critici e potenzialità informative nelle Unioni di comuni in Emilia-Romagna

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    Il contributo intende esplorare le modalità con le quali le Unioni di comuni stanno rispondendo ai fabbisogni informativi di controllo interno alla luce del D.lgs. 174/2012. L’articolo riferisce di una ricerca di tipo qualitativo rivolta alle sette Unioni più grandi della Regione Emilia-Romagna (con popolazione > 100.000 abitanti), basata sull’analisi della letteratura, della documentazione prodotta dagli enti così come richiesta dalla normativa vigente e da interviste semi-strutturate volte a 1) comprendere le modalità organizzative; 2) le percezioni di utilità informativa ai fini decisionali; 3) i livelli di integrazione dei sistemi di controllo interno implementati nelle Unioni e quali i relativi punti di forza e di debolezza

    Lo sviluppo del controllo di gestione nelle Unioni di Comuni: riflessioni alla luce del nuovo vademecum sul controllo di gestione della Regione Emilia-Romagna

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    Introdotto già negli anni ’90 del secolo scorso come obbligatorio per le autonomie locali, il controllo di gestione non ha mai trovato quella naturale ed estesa diffusione come ci si poteva attendere. Alla base di tale deludente risultato vi è sempre stata una radicata carenza di cultura organizzativa improntata al conseguimento di specifici risultati; al contempo, si è ravvisata una scarsa consapevolezza, ravvisata specie tra gli amministratori, nel comprendere che l’assunzione delle scelte decisionali si debba basare su riflessioni prevalentemente di tipo politico o anche emergenziale e non dipendere in buona parte (come dovrebbe essere) da un’approfondita valutazione tra alternative sostenibili e fondate su una dettagliata analisi di misure di performance, come da sempre viene richiesto ad un’organizzazione che si prefigge di essere innovativa ed attenta alle dinamiche territoriali. Il presente contributo intende focalizzarsi su alcuni spunti di riflessione inerenti al “Vademecum Controllo di Gestione” appena pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna, da sempre ente protagonista in tema di Unioni di Comuni “virtuose”. 1. Premessa Il controllo di gestione venne introdotto nel nostro Ordinamento già durante la metà degli anni ’90 quando il Legislatore emanò il lungimirante testo del d.lgs. n. 77/1995, che poi finì per confluire nella struttura portante del TUEL del 2000 arrivato ai giorni nostri. Per chi allora si profuse per una rapida diffusione della logica sottostante il controllo e si aspettava a distanza di quasi trent’anni di potersi raffigurar

    Pianificazione strategica di area vasta: il caso di Romagna Next

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    Da tempo sviluppatasi in buona parte di Europa, la pianificazione strategica sta trovando un deciso e nuovo impulso anche nel nostro Paese. Grazie ad un’azione incentivante volta a far collaborare i territori, tradizionalmente alquanto frammentati e spesso in sterile competizione tra loro, al fine di coniugare lo sfidante conseguimento di rilevanti obiettivi strategici su aree vaste, vengono messi insieme asset, risorse, competenze e knowhow, sfruttando fattori di successo caratterizzanti ambiti geografici con evidenti potenzialità ancora da esplorare. Il contributo, primo di una serie, intende evidenziare le finalità del Progetto MediAree- Next Generation City per poi entrare nello specifico delle caratteristiche organizzative del processo di pianificazione strategica di area vasta avviato di recente in Romagna

    La ricerca nell’area del disegno, restauro e storia dell’architettura: temi, problematiche, potenzialità

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    Analisi dello stato dell'arte e degli aspetti problematici del Dottorato di Ricerca nell'ambito della Storia dell'Architettura, del Restauro e del Disegn

    Necessary and sufficient conditions for the chain rule in W^{1,1}_{loc}(R^N;R^d) and BV_{loc}(R^N;R^d)

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    We prove necessary and sufficient conditions for the validity of the classical chain rule in the Sobolev space Wloc1,1(RN;Rd)W_{loc}^{1,1}(R^N; R^d) and in the space BVloc(RN;Rd)BV_{loc}(R^N; R^d) of functions of bounded variation

    Earnings management research: Italian convergence towards US

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    Facing the current convergence of Italian accounting research towards American accounting research, with specific reference to the stream of earnings management, the present paper aims at verifying if this convergence can be read as such institutional homogenization theorized in new institutional sociology (DiMaggio & Powell, 1983). Since accounting research can be viewed as an organizational field, immersed in the institutional setting of universities, the paper analyses the homogenization path of Italian EM research towards American one and detects the isomorphic mechanisms that drove such homogenization. To achieve its aims, the paper develops an historical comparison to highlight differences and similarities in the evolution of Italian and American EM research, according to international comparative accounting history. Such a comparison allows detecting those coercive, mimetic and normative pressures that drove the convergence of Italian EM research towards the dominating American EM research

    (non) Essere Eduardo Souto de Moura

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    Saggio interpretativo dell'opera quarantennale di Eduardo Souto de Mour

    Il risk management nelle società italiane quotate

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    Da lungo tempo la letteratura, sia nazionale sia internazionale, si interroga su quali siano le modalità di governo che garantiscono all’azione imprenditoriale le migliori performance in termini di efficacia e di efficienza, oltre che di soddisfazione delle legittime attese degli stakeholder. Negli ultimi anni la “svolta regolamentativa” diretta a rafforzare i sistemi di corporate governance ha stimolato numerosi studi dedicati a misurare l’impatto dei mutamenti nei modelli e delle regole di corporate governance sia sull’accountability dell’impresa, sia sulle performance economico-finanziarie. Tali studi si fondano sull’idea – tanto latamente diffusa quanto lontana dall’aver trovato una risposta conclusiva – secondo cui una buona corporate governance consente il miglioramento delle performance. In questo ambito, assume particolare rilievo la componente di risk management, e in particolare di Enterprise Risk Management (ERM), quale processo da gestire in modo continuativo e formalizzato mediante soluzioni organizzative riconosciute e condivise dall’intera azienda. Nel contesto delineato, il capitolo mira a contribuire agli studi incentrati sull’Italia offrendo un’analisi descrittiva sullo stato di implementazione dell’ERM nell’ambito delle società italiane quotate, al fine di mettere in luce sia gli organismi all’uopo improntati, sia i meccanismi di risk management definiti nel quadro del complessivo sistema di corporate governance societario. In particolare, la presente analisi intende eseguire una mappatura dei caratteri salienti delle strutture e dei meccanismi di risk management e consentire così l’individuazione di profili di omogeneità o, viceversa, di disomogeneità nella configurazione delle strutture di governance per il controllo dei rischi e nelle procedure di risk assessment. Inoltre, si intende verificare se vi siano delle relazioni tra le strutture e i meccanismi di risk management, da un lato, e le caratteristiche societarie e di corporate governance, dall’altro lato. Infine, l’analisi conduce alla formulazione di alcune proposte in ordine ad ulteriori auspicabili approfondimenti empirici relativamente al contesto nazionale
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