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    L’industria e gli oggetti ornamentali in materia dura animale dell’Epigravettiano di Riparo Tagliente (Verona)

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    I manufatti in materia dura animale di Riparo Tagliente rappresentano il complesso più importante di strumenti e oggetti ornamentali attualmente presenti nell’Epigravettiano italiano, per cui sia disponibile uno studio non solo tipologico ma anche tecnologico. Infatti il buono stato di conservazione della maggior parte dei manufatti ha permesso di effettuare osservazioni di superficie utili all’analisi tecnologica e funzionale dei reperti. Le loro superfici sia a livello macroscopico che microscopico hanno messo in evidenza la presenza di tracce di lavorazione, e in qualche caso sono stati identificati anche segni di utilizzo. Sul totale dei reperti, di particolare importanza risultano le zagaglie a punta doppia e gli oggetti ornamentali che presentano un’ampia gamma di forme. Questi ultimi sono stati realizzati a partire da differenti supporti anatomici, quali coste e diafisi di ossa lunghe; nessun manufatto in avorio è stato rinvenuto. Per alcuni reperti che presentano segni di tipo ornamentale, rimangono ancora dubbi interpretativi, vista l’assenza di materiali di confronto. La scelta del tipo di materia dura animale, mirata alle funzioni del manufatto (es. palco di cervide per armi da getto), e la fabbricazione di strumenti ed elementi ornamentali con morfologie variate suggeriscono una grande padronanza tecnica e una buona conoscenza dei materiali sfruttati dagli uomini epigravettiani del Riparo Tagliente

    Osso, palco, dente, conchiglia: i supporti in materia dura animale dei manufatti dei primi Uomini moderni a Fumane (Verona)

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    Gli Aurignaziani di Fumane hanno dunque utilizzato, per confezionare zagaglie, spatole, punteruoli, punte, oggetti decorati e qualche oggetto ornamentale (denti di cervo), materie dure animali facilmente reperibili nel territorio circostante il sito. Va sottolineato l’utilizzo del palco di cervo o megacero per la fabbricazione delle zagaglie, ricavate in quasi tutta l’Europa da palchi di renna, cervide assente tra la fauna del sito. Viceversa si sono procurati da considerevoli distanze (oltre un centinaio di km) un gran numero di conchiglie marine utilizzate come oggetti ornamentali. L’approvvigionamento delle conchiglie potè essere realizzato mediante apposite spedizioni lungo le coste mediterranee oppure mediante reti di scambio. L’associazione malacologica risulta indicativa della fauna vivente durante lo stadio isotopico 3, ma non rappresentativa dal punto di vista della frequenza, in quanto appare fortemente influenzata dalla scelta dell’uomo. Tutte le specie sono compatibili con l’ipotesi di una provenienza mediterranea. Risulta però problematico circoscrivere l’area di provenienza: alcune delle specie rappresentate sono tipiche di substrati rocciosi, altre di fondali sabbiosi; qualche esemplare è oggi esclusivo della parte sud-orientale del Mar Mediterraneo (Nassarius circumcinctus), mentre altri (Gibbula pennanti, Gibbula cineraria, Littorina obtusata) sono particolarmente frequenti lungo le coste dell’Oceano Atlantico e rare nel Mar Mediterraneo. È necessario comunque segnalare che le stesse specie si trovano in alcuni siti aurignaziani prossimi alla costa mediterranea francese

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Le conchiglie perforate aurignaziane della Grotta di Fumane

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    Le conchiglie marine del deposito aurignaziano della Grotta di Fumane (Verona) rappresentano una delle colle-zioni più numerose e meglio conservate trovate in siti abitati dai primi uomini moderni. L’interesse dei cacciatori aurignazia-ni era rivolto verso specie con colorazioni vivaci come Homalopoma sanguineum, la più rappresentata all’interno dell’asso-ciazione; la raccolta è stata effettuata tra il detrito conchigliare presente lungo le spiagge. Le conchiglie, che in base alle data-zioni radiometriche su tre campioni di specie diverse risultano contemporanee all’occupazione, rappresentano una testimo-nianza importante della malacofauna vivente nel Mediterraneo durante l’Interpleniglaciale würmiano, in una fase di relativa trasgressione marina. L’approvvigionamento delle stesse può essere avvenuto mediante raccolta diretta oppure tramite una rete di scambi tra gruppi diversi. La distribuzione spaziale delle conchiglie relativa alla più antica superficie abitata aurigna-ziana evidenzia la presenza di una riserva di conchiglie intere non forate nella zona orientale dell’atrio della grotta. I rimon-taggi tra frammenti appartenenti al bivalve Glycymeris insubrica hanno permesso la ricostruzione di qualche esemplare intero, offrendo indicazioni utili per una corretta lettura della serie stratigrafica. Alcune conchiglie forate recano sui margini del foro tracce evidenti di abrasione e lucidatura, dovute allo scorrimento della conchiglia su cordame o laccio; si può perciò affermare generalizzando che esse venissero impiegate con funzione di oggetti ornamentali, come pendagli singoli o elementi di collana, di bracciale, di cavigliera o di cuffia

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università di Modena e Reggio Emilia testimone di biodiversità attuale e passata.

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    La nascita del Museo di Zoologia ed Anatomia Comparata dell’Università di Modena e Reggio Emilia risale al 1776 e si deve al Duca Francesco III d’Este. Tra le collezioni quella riguardante la “fauna modenese”, inaugurata da Antonio Carruccio nel 1880, rappresenta il primo esempio provinciale di conservazione di vertebrati locali per la regione dell’Emilia. Ne fanno parte esemplari di specie attualmente estinte nel territorio modenese (lontra, grifone e lupo). La collezione fa tuttora parte di apprezzati percorsi tematici rivolti alle scuole, per far conoscere gli animali che vivono intorno a noi, in particolare la biodiversità dei nostri boschi, delle zone umide e dei giardini delle nostre case. In tali percorsi, attraverso attività ludiche e laboratori, gli studenti conoscono gli animali del territorio. La collezione viene anche utilizzata per laboratori didattici durante le aperture straordinarie che il Museo offre al pubblico ed è stata protagonista nell’allestimento di una mostra tenuta a Modena dal titolo “Educare a pensare: Alberto Manzi e l’educazione scientifica”

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods
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