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1968 L'anno degli studenti
Mostra fotografica organizzata dall'Università di Bologna e la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, con il patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, presso gli spazi della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
La mostra raccoglie gli scatti di 13 grandi fotografi, tra cui Graziano Arici, Cesare Colombo, Rodrigo Pais, Giorgio Salomon, Francesco Radino e Mauro Vallinotto, a cui si aggiunge una selezione di volantini e manifesti d’epoca conservati presso la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. L'esposizione mostra i principali avvenimenti accaduti in Italia: sono ritratti i volti dei protagonisti della contestazione al sistema e la ricostruzione degli avvenimenti nelle principali città italiane (Torino, Milano, Trento, Venezia, Roma, Pisa, Bologna) e nella città di Praga, per l'influenza che ebbe, con la sua Primavera, nella politica del nostro paese
1968: l'anno degli studenti
Catalogo della mostra "1968: l'anno degli studenti" realizzata da Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e Fondazione Gramsci Emilia Romagna, in collaborazione con Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, con il patrocinio dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. Il catalogo narra, attraverso l'immagine fotografica, il Movimento studentesco del ’68 e i suoi protagonisti negli scatti di tredici grandi fotografi tra i quali Graziano Arici, Cesare Colombo, Rodrigo Pais, Giorgio Salomon, Francesco Radino e Mauro Vallinotto
Roma in libertà, fotografie di Rodrigo Pais
Mostra fotografica realizzata presso Complesso Monumentale del Vittoriano - Ala Brasini, dal 2 ottobre al 5 novembre 2017. A dieci anni dalla scomparsa del fotografo reporter Rodrigo Pais, la mostra "Roma in libertà" rende omaggio alla sua preziosa e attenta attività fotogiornalistica che documenta e testimonia le trasformazioni della capitale nella seconda metà del '900
Roma in libertà: fotografie di Rodrigo Pais
Catalogo della mostra "Roma in libertà: fotografie di Rodrigo Pais" tenutasi a Roma, al Museo centrale del Risorgimento, dal 2 ottobre al 5 novembre 2017
Abitare a Roma in periferia
La mostra, promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Lazio, è stata ideata e prodotta dall’Università di Bologna.
La mostra è organizzata in tre sezioni. La prima, affidata all’architetto Stefano D’Amico, ricostruisce lo sviluppo edilizio pubblico e privato con i suoi difetti, ma anche gli innegabili pregi a partire dagli anni ’50 con il Piano INA-CASA, o Piano Fanfani, dal nome di Amintore Fanfani, allora Ministro del lavoro e della previdenza sociale, fino agli anni ’90 del secolo scorso. La seconda, affidata al professor Francesco Sirleto, illustra le lotte per il diritto alla casa di una popolazione emarginata in una situazione abitativa costituita da baracche precarie costruite con materiali di fortuna, partendo dalle prime manifestazioni spontanee ai movimenti più consapevoli e organizzati da enti come il Sunia. La terza, non può che essere riferita al sociologo Franco Ferrarotti che fin dagli anni ’70 si è occupato delle periferie di Roma e, in particolare, delle condizioni di vita dei baraccati andando ad abitare per un certo periodo in una baracca al Borghetto Latino
Il Sessantotto attraverso l’obiettivo di Rodrigo Pais
Il saggio, all'interno del volume realizzato in occasione della mostra "E tutto sembrava possibile: il Sessantotto in Italia fra realtà e utopie" organizzata presso la Biblioteca Centrale di Firenze, descrive il materiale fotografico presente all'interno dell'archivio Rodrigo Pais correlato a eventi succeduti in Italia nel 1968. Il ricco corredo d'immagini presente nel volume descrive il vivace periodo di contestazioni, occupazioni, manifestazioni, lotte e nuove mode giovanili
Il fotografo in borgata: scatti dall’archivio di Rodrigo Pais
Dalla seconda metà degli anni '50 il fotografo reporter Rodrigo Pais è molto presente nelle borgate e nei borghetti di Roma e con la sua macchina fotografica testimonia la situazione sociale e abitativa che caratterizzerà la periferia della capitale per i successivi decenni. La narrazione per immagini del fotografo è una documentazione visiva delle parole scritte e messe in scena da Pier Paolo Pasolini nei suoi romanzi e nelle opere cinematografiche
Poveri ma belli
Mostra promossa da Les Ateliers de CriBeau, con il patrocinio de Mairie de 1er arrondissement de Paris e prodotta da Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Mostra fotografica che raccoglie circa cinquanta fotografie prodotte dal fotografo Rodrigo Pais nel suo primo decennio di attività (1955-1964). Anni che coincidono con l’incalzante sviluppo economico e sociale, dell’Italia uscita dalle miserie del secondo dopoguerra e percorsa da un fremito di rinnovamento che la cambierà profondamente. Un’Italia in cui la capitale diviene un punto nevralgico di situazioni ed eventi. L’obiettivo fotografico di Pais raccoglie il clima di cambiamento e la voglia di trasformazione che si mescola inevitabilmente alla condizione di sofferenza ed inadeguatezza che ha investito il tessuto sociale italiano negli anni della grande rinascita. Un’Italia rurale e provinciale che in molti casi si riversa nelle aree urbane in cerca di lavoro e fortuna, caratterizzata da una forte spinta verso la modernizzazione ma allo stesso tempo ancora profondamente radicata al passato. Sono gli anni delle gite domenicali sulle nuove auto appena acquistate e della voglia di spensieratezza, in un clima di brulicante fermento e di boom economico
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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