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    A Comparison of Socially Responsible and Islamic Equity Investments

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    Defining social investing and its boundaries is a challenging task, since no general consensus exists about the ‘ideal’ characteristics that socially responsible investments (SRIs) should possess. Some faith-based investments, for instance, Islamic funds, are often associated with SRIs, even if there are some inconsistencies in the investment decisions. This paper explores whether Islamic investments can be included into the category of SRIs or whether they exhibit characteristics that would more fittingly classify them in a separate investment family. To answer this research question, we focus on equity investments from both a qualitative and a quantitative point of view. The first part of the study discusses and compares the screens generally used to build socially responsible (SR) and Islamic portfolios, while the quantitative section of our study analyses portfolios’ characteristics using relevant European indices as a proxy for SRI and Islamic funds. Covering the period from 2001 to 2011, we use style analysis to investigate the sector and country composition of SR and Islamic portfolios. In addition, through a cointegration analysis on FTSE indices, we show that the econometric profile of the FTSE Islamic series exhibits peculiar portfolio characteristics compared to conventional and SRI indices. Although the academic literature has extensively analysed SRIs and some authors have focused on Islamic investments, to the best of our knowledge, this is the first paper to investigate the qualitative and econometric differences between SRIs and Islamic investments

    Urbanità porosa

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    Il progetto parte dall’osservazione del luogo, da cui emergono le strategie operative proposte per riqualificare il centro storico di Bisceglie: svuotare, dare vita ad una città più porosa, rifunzionalizzare e riconfigurare i vuoti esistenti con una serie di dispositivi spaziali e formali in modo da creare una nuova struttura di connessione tra le parti, un sistema relazionale di vuoti, pubblici, privati, semipubblici, artificiali o naturali, capaci di accogliere attività ed eventi permanenti e provvisori. stratificare trasformare quella struttura porosa da bidimensionale a tridimensionale, inserendo, sovrapponendo, scavando i vuoti a quote diverse all’interno della orografia articolata che definisce il centro storico. In questo modo spazi di natura differente possono convivere nella stessa area in quanto sovrapposti. innestare una serie di attività produttive, culturali e di servizio alle diverse quote negli edifici abbandonati che valorizzino le risorse locali, il patrimonio storico-artistico e le potenzialità di una struttura morfologica così unica. connettere creare una stretta relazione tra gli spazi, sia quelli sovrapposti che quelli sparsi all’interno del tessuto del centro storico configurare trasformare le diverse situazioni spaziali e le relative suggestioni prodotte dai crolli in figura, mediante una serie di dispositivi, il cui principio formale nasce dalla volontà di ridare senso alle tracce lasciate dai crolli che attraverso operazioni di estrusione, calco e ricucitura ci riconsegnano l’immagine del nuovo

    Food Academy. Ex Cartiera Civale

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    La proposta di riconversione della ex cartiera Civale in Food Academy si basa sulla conservazione della sua struttura e la reinterpretazione della sua figura mediante due nuovi involucri che definiscono due diversi volumi: quello verso la strada di pannelli di pietra scura, in memoria delle reti nere che ricoprono e proteggono i limoneti, l’altro verso il fiume in vetro u-glass in modo che lo spazio interno sia in relazione con il paesaggio esterno e con il fiume. La loro intersezione è pensata come uno spazio a tutta altezza nel quale si fondono e relazionano i diversi livelli e dove viene collocata la scala e l’ascensore, reinterpretando ed esaltando quella concatenazione di spazi e livelli che la cartiera già possedeva nella sua configurazione originaria. Il tetto del volume verso il fiume diviene una grande terrazza coperta da una pergola, uno dispositivo bioclimatico che insieme ai pannelli solari, il doppio rivestimento in u-glass con interposto materiale isolante e la realizzazioni di pareti ventilate permette di ridurre il surriscaldamento degli ambienti interni in estate e il loro raffreddamento in inverno

    Europan 9- Urbanità europea, città sostenibile e innovazione degli spazi pubblici progetto "Urbanità porosa"

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    Il progetto parte dall’osservazione del luogo, da cui emergono le strategie operative proposte per riqualificare il centro storico di Bisceglie: svuotare, dare vita ad una città più porosa, rifunzionalizzare e riconfigurare i vuoti esistenti con una serie di dispositivi spaziali e formali in modo da creare una nuova struttura di connessione tra le parti, un sistema relazionale di vuoti, pubblici, privati, semipubblici, artificiali o naturali, capaci di accogliere attività ed eventi permanenti e provvisori. stratificare trasformare quella struttura porosa da bidimensionale a tridimensionale, inserendo, sovrapponendo, scavando i vuoti a quote diverse all’interno della orografia articolata che definisce il centro storico. In questo modo spazi di natura differente possono convivere nella stessa area in quanto sovrapposti. innestare una serie di attività produttive, culturali e di servizio alle diverse quote negli edifici abbandonati che valorizzino le risorse locali, il patrimonio storico-artistico e le potenzialità di una struttura morfologica così unica. connettere creare una stretta relazione tra gli spazi, sia quelli sovrapposti che quelli sparsi all’interno del tessuto del centro storico configurare trasformare le diverse situazioni spaziali e le relative suggestioni prodotte dai crolli in figura, mediante una serie di dispositivi, il cui principio formale nasce dalla volontà di ridare senso alle tracce lasciate dai crolli che attraverso operazioni di estrusione, calco e ricucitura ci riconsegnano l’immagine del nuov

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    La rilevanza per il mercato delle misure di «EMBEDDED VALUE»: un'analisi empirica sul mercato europeo

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    La stima di misure di tipo EV (EVM), specie in assenza di un sistema di regole standard, rimane discrezionale e difficilmente controllabile per gli analisti esterni. Per ovviare a questa criticità l’European Insurance CFO Forum, già a partire dal 2005, ha individuato una serie di best practices per la stima delle misure di EV, poi riviste e meglio specificate nel 2008; in tal senso, si parla di European Embedded Value (EEV) per le misure di EV stimate in applicazione dei principi emanati dal CFO Forum nel 2005 e di European Market Coinsistent Embedded Value (MCEV) per quelle stimate applicando i principi emanati dal 2008 in poi. L’obiettivo principale di questa ricerca è verificare empiricamente se le EVM (EV e EVEAR) pubblicate dalle principali compagnie di assicurazione europee operanti nel ramo vita siano rilevanti per il mercato e se abbiano un potere esplicativo dei prezzi di borsa supplementare rispetto alle normali informazioni contabili. I risultati dello studio suggeriscono che le EVM sono rilevanti per il mercato, infatti, presentano un potere esplicativo dei prezzi di borsa rilevante e incrementale rispetto alle analoghe misure contabili. In particolare, l’EV sembra dominare il BV, mentre l’EVEAR e l’EAR appaiono entrambi rilevanti, ma con caratteristiche differenti; l’EVEAR è più tempestivo nel recepire l’informazione, ma risulta una misura meno prudente dell’EAR. Questi risultati confermano a livello europeo le evidenze presentate per il mercato inglese da Horton (2007) e sono coerenti con i risultati di Serafeim (2011)
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