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Wiener Criteria and Energy Decay for Relaxed Dirichlet Problems
Dal Maso, G.; Mosco, Umberto. (1985). Wiener Criteria and Energy Decay for Relaxed Dirichlet Problems. Retrieved from the University Digital Conservancy, https://hdl.handle.net/11299/4023
Prefissi, frequenza e acquisizione
Il lavoro presenta alcune considerazioni sull’acquisizione di parole prefissate da parte di apprendenti spontanei l’italiano L2 di livello avanzato e molto avanzato1. I dati discussi sono elicitati tramite l’utilizzo di un questionario sottoposto oralmente a 20 soggetti di L1 diversa. La sezione del questionario oggetto dell’indagine focalizza le modalità con le quali gli apprendenti producono parole prefissate e parasintetiche a partire dalla base lessicale proposta dall’intervistatore nativo.
La produzione del lessico documentata dai nostri dati è analizzata in relazione alla frequenza degli elementi lessicali e sub-lessicali in italiano. Il risultato più evidente delle nostre analisi è la limitata incidenza della frequenza della base sulla produzione di derivati da parte degli apprendenti considerati. Questo dato naturalmente non è di per sé è interpretato come prova del fatto che il prefissato frequente è recuperato nel lessico mentale nella sua forma e non è quindi il risultato di un processo morfologico messo in atto dal parlante, benché sia innegabile che il numero di esperienze che il parlante ha con un determinato stimolo linguistico nell’uso favorisce la sua acquisizione, perchéogni occorrenza dell’elemento lessicale rafforza la sua rappresentazione rendendolo più disponibile nella memoria a lungo termine, più facilmente accessibile e maggiormente discriminabile da altre forme e rappresentazioni simili. D’altra parte, i prefissati frequenti rendono disponibili al parlante degli schemi derivazionali, cioè dei modelli a cui il parlante può ricorrere per formare parole mai prima incontrate e non registrate nel suo lessico mentale. Sembra che anche l’effetto della numerosità del prefisso possa essere interpretato in questa prospettiva e rafforzi l’ipotesi secondo la quale l’apprendente procede nella produzione attraverso la realizzazione di costruzioni analogiche, sulla base dei modelli derivazionali che egli inferisce a partire dall’input. L’incidenza della numerosità appare legata al fatto che i modelli derivazionali si rafforzano in base al numero di parole che partecipano a quello schema e tanto più essi si rafforzano tanto più sono disponibili per usi ulteriori e quindi effettivamente produttivi
Patologie del linguaggio e ricerca linguistica
Il saggio descrive e discute il ruolo che la ricerca sui disturbi del linguaggio ha avuto nello sviluppo degli studi linguistici nella prima metà del Novecento: i materiali provenienti dall’esperienza clinica (soprattutto nel caso delle afasie traumatiche dei soldati feriti al fronte nei due conflitti mondiali) hanno rappresentato infatti il ‘luogo’ per l'applicazione e la verifica delle ipotesi sul funzionamento dei meccanismi linguistici che, proprio in quegli anni, gli studiosi stavano elaborando, soprattutto nel quadro dello strutturalismo. Partendo dai fondamentali lavori di Jakobson, ricostruendo le sue collaborazioni e analizzando la tipologia e la provenienza dei dati sui disturbi afasici alla base della sua riflessione, il testo analizza le modalità attraverso le quali le osservazioni provenienti dalla neurologia, dall’anatomia e dalla psicologia, sono state integrate negli studi linguistici.
Il saggio sottolinea anche come, d’altra parte, l’intervento dei linguisti abbia determinato una migliore comprensione dei disturbi della parola non solo perché ha fornito la ‘strumentazione’ per la loro descrizione (soprattutto a livello fonologico), ma soprattutto perché ha messo in luce la complessità delle strutture linguistiche e della loro organizzazione sistematica su livelli diversi, rendendo evidente l’inadeguatezza dell’induzione patologico-funzionale, ossia la corrispondenza diretta tra deficit del comportamento linguistico, area cerebrale danneggiata e funzione di cui tale area sarebbe responsabile.
Il lavoro lascia ampio spazio alla descrizione di alcuni casi clinici, non solo perché rappresentano le tappe essenziali della riflessione sui disturbi della parola, ma soprattutto perché esemplificano il tipo di materiale sul quale hanno lavorato i linguisti interessati alle patologie linguistiche
Stopping Times and G-Convergence
Baxter, J.; Dal Maso, G.; Mosco, Umberto. (1986). Stopping Times and G-Convergence. Retrieved from the University Digital Conservancy, https://hdl.handle.net/11299/4386
The wave equation on domains with cracks growing on a prescribed path: existence, uniqueness, and continuous dependence on the data
Given a bounded open set \Omega \subset \re^d with Lipschitz boundary and an increasing family , , of closed subsets of , we analyze the scalar wave equation in the time varying cracked domains . Here we assume that the sets are contained into a \textit{prescribed} -manifold of class .
Our approach relies on a change of variables: recasting the problem on
the reference configuration , we are led to consider a hyperbolic problem of the form in . Under suitable assumptions on the regularity of the change of variables that transforms into , we prove existence and uniqueness of weak solutions for both formulations. Moreover, we provide an energy equality, which gives, as a by-product, the continuous dependence of the solutions with respect to the cracks
Quasistatic evolution for Cam-Clay plasticity: properties of the viscosity solution
Cam-Clay plasticity is a well-established model for the description of the mechanics of fine grained soils. As solutions can develop discontinuities in time, a weak notion of solution, in terms of a rescaled time s, has been proposed in Dal Maso, DeSimone and Solombrino (Calc Var Partial Equ 40:125–181, 2011) to give a meaning to this discontin- uous evolution. In this paper we first prove that this rescaled evolution satisfies the flow-rule for the rate of plastic strain, in a suitable measure-theoretical sense. In the second part of the paper we consider the behavior of the evolution in terms of the original time variable t. We prove that the unrescaled solution satisfies an energy-dissipation balance and an evolution law for the internal variable, which can be expressed in terms of integrals depending only on the original time. Both these integral identities contain terms concentrated on the jump times, whose size can only be determined by looking at the rescaled formulation. © 2011 Springer-Verlag
Quasistatic evolution for Cam-Clay plasticity: a weak formulation via viscoplastic regularization and time rescaling
Cam-Clay nonassociative plasticity exhibits both hardening and softening behaviour, depending on the loading. For many initial data the classical formulation of the quasistatic evolution problem has no smooth solution. We propose here a notion of general- ized solution, based on a viscoplastic approximation. To study the limit of the viscoplastic evolutions we rescale time, in such a way that the plastic strain is uniformly Lipschitz with respect to the rescaled time. The limit of these rescaled solutions, as the viscosity parameter tends to zero, is characterized through an energy-dissipation balance, that can be written in a natural way using the rescaled time. As shown in Dal Maso and DeSimone (Math Models Methods Appl Sci 19:1–69, 2009) and Dal Maso and Solombrino (Netw Heterog Media 5:97–132, 2010), the proposed solution may be discontinuous with respect to the original time. Our formulation allows us to compute the amount of viscous dissipation occurring instantaneously at each discontinuity time
Compactness for a class of integral functionals with interacting local and non-local terms
We prove a compactness result with respect to G-convergence for a class of integral functionals which are expressed as a sum of a local and a non-local term. The main feature is that, under our hypotheses, the local part of the G-limit depends on the interaction between the local and non-local terms of the converging subsequence. The result is applied to concentration and homogenization problems
A capacity method for the study of Dirichlet problems for elliptic systems in varying domains
The asymptotic behaviour of solutions of second order linear elliptic systems with Dirichlet boundary conditions on varying domains is studied by means of a suitable notion of capacity
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