1,721,012 research outputs found
The Ambivalence of Attitudes Toward Urban Green Areas: Between Proenvironmental Worldviews and Daily Residential Experience
The ambivalence of attitudes toward urban green areas is investigated through a cross-sectional survey carried out in the city of Rome (N = 500). First, the dimensional structure, and then the personal tendency to hold ambivalent attitudes were analyzed in relation to: (a) broader human values and environmental worldviews (such as biospheric value orientations, ecocentrism vs. anthropocentrism) and (b) specific daily residential experience about urban green areas (perceived quality of neighborhood green areas and self-reported frequency of use of green areas). Results show two separate dimensions (moderately correlated) for attitudes toward urban green areas. The two dimensions are interpreted as measuring appreciation and devaluation of the presence of nature in the city, respectively. They showed different patterns of correlations with the other social-psychological factors considered. Moreover, people with more anthropocentric and apathic worldviews and with egoistic values manifested higher degrees of ambivalence in attitudes toward urban green areas, whereas a less straightforward relationship was found with daily residential experience. The implications of these results for the understanding of people's relationship with urban green areas are discussed
La comprensione linguistica fra i 2-3 anni di età: l’uso del test “Parole in Gioco” in modalità cartacea e computerizzata
I cambiamenti dei comportamenti religiosi ai tempi della pandemia
Quanto sta accadendo in questo periodo pandemico cambia il modo di vivere la fede e il rapporto con la religione? È questa la domanda alla quale si cerca di dare una risposta nel saggio. Si affrontano perciò alcuni aspetti sulle modalità del ‘sentire religioso’, nel periodo del Covid 19, dal 2020 fino ad oggi. In particolare si riconosce il ruolo di Papa Francesco, figura di riferimento nella prima fase della pandemia e il valore simbolico dei suoi gesti per i cattolici, le altre religioni e il mondo. Un altro aspetto riguarda il significato della solitudine del morente di Covid 19, privato della celebrazione di un rito, e del conforto dei suoi cari, incapaci di “elaborare il lutto”. I dati di una ricerca empirica, condotta nel periodo della pandemia, sono significativi per comprendere le dinamiche della religiosità e per ridisegnare il futuro della religione nel post-Covid.If and how it has changed the way in which people live their relationship with religion and faith in this pandemic time? This is the main question of this essay that try to analyse some aspects related to the modalities of ‘religious feeling’, in Covid-19 period, from 2020 to present time. In particular we refer to the significant role of Pope Francis both in the first phase of pandemic and in his relation with Christians beleviers, other religions and the entire world.
Another relevant aspect regard the ‘solitude of the dead’ of Covid-19, that die alone and without celebration, and the ‘consolation of the loved ones’, unable to mourn. The results of an empirical research, conducted during this pandemic, will help us to understand religious dynamic and its redefinitions in post-covid period
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Promuovere lo sviluppo di competenze strategiche e prospettive temporali in ambito universitario
Formazione e processi innovativi sostenibili nei contesti non formali e informali di apprendimento: uno studio sulle competenze strategiche nel Forum Nazionale del Terzo Settore
Sebbene ormai da tempo l’Unione europea consideri l’attività di terza missione delle Università di fondamentale importanza per la crescita, lo sviluppo economico e la coesione sociale, le prime disposizioni normative in materia di terza missione sono state introdotte in Italia in tempi relativamente recenti (Boffo & Moscati, 2015).
La terza missione viene intesa come la propensione delle strutture di ateneo all’apertura verso il contesto socio-economico attraverso la valorizzazione e il trasferimento delle conoscenze (ANVUR, 2016; Boffo & Moscati, 2015).
Nel rispondere ai questionari sulla valutazione della terza missione gli atenei hanno indicato numerosi ed eterogenei prodotti e attività, mostrando, da una parte, un loro forte impegno sul tema ma, da un’altra parte, la mancanza di una piena concordanza su cosa debba essere davvero incluso nelle attività di terza missione (ANVUR, 2016).
In questo senso si può sostenere che, a fronte di un’accezione ampia di terza missione che deriva da una prospettiva di significato appartenente al concetto di apprendimento permanente (Carlot, Filloque, Osborne & Welsh, 2015), tuttavia, il percorso, che a livello istituzionale è stato avviato, e la relativa valutazione, che di essa è avvenuta, mettono in luce un’interpretazione della terza missione schiacciata su determinanti legate alla valorizzazione economica delle conoscenze e all’imprenditorialità accademica (ANVUR, 2016). La dimensione formativa viene ricondotta riduttivamente alla sola formazione continua (ANVUR, 2015; 2017) e non invece sul concetto di apprendimento permanente di carattere più ampio e ritenuto più adeguato per rispondere ai processi di innovazione dei sistemi universitari (Morgan-Klain, & Osborne, 2007).
L’apprendimento permanente nella formazione superiore si pone infatti come nuovo topos di indubbio rilievo, nel panorama internazionale e nazionale, che sollecita un rinnovamento dei paradigmi di riferimento - in particolare per quanto attiene al sistema universitario, (Alberici, 2008; EUA, 2008; Frabboni & Pinto Minerva, 2003; Loidice, 2004; Morgan-Klain, & Osborne, 2007; Margiotta, 2014).
Ciò comporta, tra l’altro, la necessità, in capo alle università, di dare risposte adeguate a potenziali utenti con domande di formazione del tutto inedite, anche rispetto a un passato recente, e in particolare di dare applicazione al principio della continuità dell’apprendimento lungo l’intero arco della vita, soprattutto rispetto alle competenze che si acquisiscono nei contesti non formali e informali di apprendimento.
Lo sviluppo delle competenze - a partire dall’emersione e la messa in valore di quelle che nonostante siano definite strategiche, perché preziose e trasferibili, tuttavia spesso rimangono invisibili - costituisce un fattore cruciale per mettere nelle condizione gli individui di rispondere in modo significativo alle continue sfide personali, sociali e professionali, cui sono sottoposti, con il rischio di essere coinvolti entro dinamiche di marginalizzazione e di esclusione (Di Rienzo, 2014).
Le competenze strategiche sono risorse chiave per ogni individuo in una società basata sulla conoscenza (UE, 2018). Esse costituiscono un valore aggiunto per l’occupazione, la coesione sociale e la cittadinanza attiva, poiché offrono flessibilità e capacità di adattamento, soddisfazione e motivazione e dovrebbero essere acquisite da tutti, sono necessarie per la realizzazione e lo sviluppo personali e l’inclusione sociale (Alessandrini & De Natale, 2015)
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