1,720,975 research outputs found
Research on homocysteine: the importance of data communication on the diffusion of clinical research
Intellectual impairment and cerebral lesions in multiple cerebral infarcts. A clinical-computed tomography study.
A visual tool to improve data collection in hospital research
We present the organization of a database aimed to collect information about people affected by various types of dementia. In this project the data are memorized in order to study the correlation between the blood levels of homocysteine and the type, gravity and progression of dementia. The main aims of the project are the following: give the Department of Neurology of Sestri Ponente Hospital, which is outside of the university environment, the possibility of doing research more easily using the actual concept of data interoperability; introduce the HL7 standardization in the daily routine of a general hospital to make communication easier among different departments of different hospitals, this can be particularly significant in a case like the present one in which more severely affected people can decide to move towards a more specialized institution
Nimodipina e riserva vasomotoria: uno studio nelle stenosi carotidee asintomatiche
È noto che soggetti con stenosi della carotide interna extracranica e compromissione della riserva vasomotoria, hanno rischio elevato per episodi cerebrovascolari ischemici ricorrenti o definitivi (1,2,3,4,5). È stato inoltre dimostrato che una ridotta riserva vasomotoria si associa a infarti silenti nei territori di confine delle principali arterie intracraniche (6). Per la facilità nel superare la barriera ematoencefalica (7); e per la capacità di blocco selettivo sui canali del calcio voltaggio-sensibili; la nimodipina è uno dei calcioantagonisti più studiati per il suo ruolo protettivo nella patologia cerebrovascolare ischemica (8,9,10,11,12); avendo inoltre dimostrato un ruolo specifico nella prevenzione del vasospasmo secondario ad emorragia subaracnoidea (13). Sulla scorta di tali premesse, abbiamo valutato l’impatto della nimodipina sulla riserva vasomotoria in un gruppo di soggetti con stenosi asintomatica emodinamicamente significativa della carotide interna extracranica. A dieci soggetti collaboranti (6 maschi e 4 femmine; età 72.1 ± 2.64); con anamnesi neurologica negativa; giunti al nostro laboratorio di Neurosonologia per un controllo ecocolordoppler dei tsa perché portatori di fattori di rischio per malattia vascolare (ipertensione arteriosa; dislipidemia; diabete; fumo); diagnosticata (14) una stenosi della carotide extracranica (74.5% ± 7.25%) e una ridotta riserva vasomotoria (14.56% ± 5.83%) con il test dell’ apnea massimale (15,16); sono stati somministrati per 30 giorni 90 mg di nimodipina p.o. , con successiva, nuova valutazione dei parametri vasomotori. Dieci soggetti, dalle caratteristiche sovrapponibili a quelle del gruppo di studio ai quali non è stato somministrato il farmaco, hanno ripetuto lo studio della riserva vasomotoria dopo trenta giorni per escludere un eventuale “effetto apprendimento” sulle prestazioni. Sono stati esclusi dallo studio soggetti con patologie polmonari o in trattamento con statine (17). La nimodipina ha incrementato la riserva vasomotoria: omolateralmente alla stenosi carotidea +11.72 % ± 3.86% (t=2x10-4) - nell’emisfero controlaterale +10.40 % ± 5.05% (t=3x10-3). Nel gruppo di controllo non si apprezzano modificazioni significative della vasoreattività (omolateralmente +5.15 % ± 5.77%, t=0.11; controlateralmente +2.88 % ± 2.93%, t=0.09). Il confronto fra i due gruppi dimostra che l’entità dell’effetto apprendimento è trascurabile rispetto a quello farmacologico. Lo studio delle modalità con cui il farmaco attua tale fenomeno esula dallo scopo del nostro lavoro, anche se, speculativamente, è possibile ipotizzare un’azione a livello delle funzioni endoteliali, più facilmente compromesse dall’ipertensione e dalla dislipidemia di abituale riscontro nella patologia carotidea (18,19)
Emicrania, FOP e alterazioni RMN
L’emicrania e lo shunt dx/sn da forame ovale pervio (FOP) sono considerati fattori di rischio per lo stroke ischemico giovanile (Lechat, et al., 1988, Webster at al., 1988, Ditullio et al., 1992). Dati recenti suggeriscono che, come per lo stroke giovanile, in una percentuale pari al 40% di emicranici con aura (ECA) è dimostrabile una pervietà del forame ovale (Del Sette et al., 1998, Anzola et al., 1999), il che induce a supporne un possibile ruolo concausale dell’emicrania (Sztajzel et al., 2002). Inoltre in un nostro precedente studio era stata rilevata una maggior frequenza di lesioni della sostanza bianca alla RMN negli emicranici con FOP (Giberti et al., 2002) .Scopo dello studio, oltre alla conferma di questi risultati, è quello di correlare le caratteristiche dell’emicrania (presenza/assenza di aura; alta/bassa frequenza degli episodi) con i reperti RMN e la presenza e tipo di FOP. Sono stati arruolati 63 pazienti emicranici, 32 ECA e 31 senz’aura (ESA), privi di fattori di rischio cerebrovascolare, di età media 36 anni - = 5.89, durata di malattia uniforme (media 8 anni - = 1.5), considerando la frequenza delle crisi, la presenza di shunt dx/sn (rilevata con doppler transcranico e confermata dall’ecocardiografia transesofagea) e la presenza di lesioni iperintense della sostanza bianca alla RMN. La distribuzione del tipo di FOP è significativamente (p = 3.6 * 10^-5) diversa nei pazienti con ECA rispetto a quelli con ESA, indipendentemente dalla frequenza delle crisi (p = 0.21): i soggetti con ECA hanno infatti FOP permanente nel 34% dei casi e FOP latente nel 16%, mentre quelli con ESA hanno FOP permanente nel 10% e FOP latente nel 23% dei casi. Le alterazioni RMN sono a loro volta correlate in maniera più significativa con l’alta frequenza delle crisi (66% di positività tra quelli con alta frequenza, 30% di positività nei casi con bassa frequenza; p = 3.6 * 10^-4) piuttosto che con il tipo di crisi (frequenza lievemente superiore nell’ECA: 47%, rispetto all’ESA: 39%). L’associazione significativa fra FOP permanente e ECA suggerisce un possibile ruolo patogenetico dello shunt nel determinismo della crisi con aura, con meccanismi ancora ipotetici (D’Andrea et al., 1985, Wilmshurst et al., 2000, Pierangeli et al., 2002). Resta da dimostrare il significato delle lesioni alla RM nel follow-up a lungo termine dei pazienti con alta frequenza di crisi, in particolare per quanto concerne l’eventuale sviluppo di disabilità neurologic
Further evidence for asymmetry of point localization in normals and unilateral brain damaged patients.
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
- …
