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Lucilla Calfus Antonelli
La voce illustra la vita le opere della scrittrice per ragazzi Lucilla Calfus AntonelliThe headword explains the biography and the contribution of the author Lucilla Calfus Antonelli to the children's literatur
Giacomo Casanova e gl'inquisitori di stato : ricerche / del prof. Rinaldo Fulin Venezia : G. Antonelli, 1877
Giacomo Casanova e gl'inquisitori di stato : ricerche / del prof. Rinaldo Fulin
Venezia : G. Antonelli, 1877
35 p. ; 22 cm
Estr. da: Atti del R. Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, ser. 5., v. 3
Retribuzioni e potere d’acquisto dei laureati
Il contributo è frutto di due lavori coordinati tra loro. Gli autori hanno discusso le premesse e le implicazioni più interessanti della banca dati di AlmaLaurea sull’argomento a loro affidato ed hanno poi concordato la ripartizione dei compiti che viene utilizzata nel saggio. Il primo paragrafo è di Gilberto Antonelli; il secondo paragrafo è di Luigi Campiglio
Public policies for development in an era of economic emergencies and rising inequality
The relevance of equity assessment and the perception of inequality as a vital problem in political, social and economic life has increased after the third wave of the global crisis. This situation, however, is not original: it is curious to recall that already at the beginning of the XXI century the perception that economic inequality was increasing within DCs as well as between them and LDCs was high. The same applies for gender and inter-generational inequality.
This is why in 2000 the UN launched the ‘Millennium Development Goals’, a strategy for fighting poverty and inequality. The strategy is split in 8 Goals and 18 Targets: Goal 1 Eradicate extreme poverty & hunger; Goal 2 Achieve universal primary education; Goal 3 Promote gender equality & empower women; Goal 4 Reduce child mortality; Goal 5 Improve maternal health; Goal 6 Combat HIV/AIDS, malaria & other diseases; Goal 7 Ensure environmental sustainability; Goal 8 Develop a global partnership for development.
Afterwards conflicts, international shocks, booming globalization and the consequent development of emerging powers, encouraged a different attitude towards this issue. In particular the main forums of the global governance were less concerned with inequality trends. Several economic indicators seemed to support this view (Sala-i-Martin, 2002). Among them: (A) global trade (and what's more South-South trade), travel and communications have boomed since 1970; (B) in the period 1970-1998 the one-dollar-a-day poverty rate has fallen from 20% to 5%, while the two-dollar-a-day rate has fallen from 44% to 18%; (C) in the same period the number of poor people has fallen by between 300 million and 500 million.
The mainstream view goes after the ‘conventional wisdom’ according to which insecurity is a central tenet of the market system: “rewards and punishments beget efficiency, so take away or mitigate the punishments and the system is compromised ... the threat of unemployment is necessary to maintain incentives to high productivity...” (Galbraith, 1969).
This brings about a radical view of economic incentives.
No matter what street protesters and the ‘do-gooders’ in the UN and EU were doing, globalisation was always thought good for the poor, the unemployed and the middle-class. In this respect our references are: (a) the s.c. ‘Washington consensus’ view; (b) the Davos World Economic Forum, especially in the 1971-2004 editions; (c) the mainstream approach in economic theory.
The impact of the global crisis is challenging this view, fostering new interest for inequality in policy makers, citizens and social scientists.
However, our judgement of inequality is extremely diverse for at least four reasons. Economies are going through deep transformations that are affected by outsourcing/unboundling and networks/value chains restructuring. Economic and social classes are at the same time more and more fragmented, but less and less identified by a specifics role in economic systems (and society in general). A range of income sources is available for the average worker, but these sources are not anymore necessarily linked to the factors of production the individual is endowed with. Welfare perspectives vary according to the position held by the single agent in the household, in the society and in the networks in which she/he lives. Different social and economic models of capitalism score rather different final results.
Therefore, different dimensions of inequality are altogether relevant in spite of many predictions:
(i) intra and inter generations;
(ii) within and between genders;
(iii) intra and inter countries (especially DCs, Emerging Powers, LDCs);
(iv) within and between local economic systems;
(v) within and between employment categories (e.g., unions, professional associations);
(vi) within and between social groups (e.g., ethnic, religious groups);
(vii) income vs. wealth inequality.
In a recent essay published in Boike (2011), Antonelli (2011b)..
Torino Vanchiglia: l'architettura della città secondo Alessandro Antonelli
In un bello scritto del 1957, Vittorio Gregotti e Aldo Rossi delineano con grande chiarezza i caratteri fondamentali del lavoro di Antonelli come "urbanista" e il significato della sua opera architettonica rispetto alla città di Torino. Se il suo lavoro di pianificatore "si arresta a un onesto impegno professionale senza toccare un più profondo studio o una più meditata comprensione della capitale piemontese", di fatto, attraverso i suoi progetti per la città, Antonelli dimostra di avere una grande consapevolezza del carattere straordinario del tessuto urbano torinese e di lavorare nelle sue proposte architettoniche la ricerca di una risposta avanzata ai problemi funzionali e tipo-morfologici della realtà urbana in trasformazion
Un economista politico: tematiche, metodo e implicazioni di politica economica
In questo volume sono raccolti i contributi di trentadue economisti che di Alberto Quadrio Curzio1 sono stati allievi e successivamente colleghi, o che con lui hanno condiviso una parte del suo straordinario percorso intellettuale e accademico, o comunque hanno a lungo interagito con lui nel confronto di idee o nella realizzazione di iniziative di ricerca scientifica in una posizione che in qualche modo li ha resi, anche per differenza di età, suoi «allievi o collaboratori».
Con questi saggi, tutti elaborati per il presente volume, gli «allievi o collaboratori» desiderano perciò rendere testimonianza di amicizia ad AQC. Nella tradizione accademica vengono spesso elaborati «studi in onore» ai quali contribuiscono diversi autori tra cui colleghi coetanei o anche più seniori dello studioso a cui si rende omaggio. Tale impostazione non viene adottata in questo lavoro, pur nella consapevolezza che AQC ha molti cari amici, ai quali lo legano rapporti di reciproca stima, fra i colleghi suoi coetanei e che essi avrebbero contribuito volentieri a questo volume. In diversi punti di questa introduzione citeremo alcuni di questi amici, ma abbiamo preferito mantenere l’opera tra «allievi o collaboratori» secondo la precedente accezione.
Sempre in difformità dalla tradizione accademica più diffusa, in questo volume non è presente una biografia di AQC, se non per cenni, che possono essere integrati da alcuni scritti indirettamente autobiografici dello stesso AQC3. Alla fine del volume viene pubblicata, invece, una bibliografia delle sue opere fino all’anno 2011, alla quale spesso si rimanda in questa introduzione.
Se il grande numero e la varietà di contenuti dei lavori pubblicati in questo volume testimoniano la ricchezza e la peculiarità del pensiero di AQC, queste note introduttive intendono evidenziare alcuni profili più definiti, che si ricollegano alla prospettiva dell’«economia come scienza sociale». Parliamo di «alcuni profili» poiché non abbiamo l’ambizione di inquadrare in modo conclusivo nella teoria economica il contributo del nostro maestro e amico, né intendiamo tracciare una sua biografia intellettuale, mentre egli lavora ancora con grande passione. Falliremmo, infatti, nell’intento, non solo per l’oggettiva complessità dell’impresa, ma anche perché su vari dei percorsi di ricerca di AQC è lecito attendersi da lui nuovi contributi significativi. Detto in altri termini, con questo volume non vogliamo prendere congedo da AQC, ma desideriamo testimoniargli l’interesse e la speranza che egli continui a lavorare.
Con questa nostra opera vogliamo anche affermare l’utilità del pluralismo delle correnti di pensiero nelle scienze sociali e politiche di cui l’economia politica è parte. Tener conto del fatto che in Italia hanno operato, e operano, studiosi come AQC, che hanno avuto come maestri, diretti o indiretti, personalità quali Federico Caffè, Giorgio Fuà, Siro Lombardini, Paolo Sylos Labini e che si rifanno anche al pensiero di economisti italiani ben più lontani nel tempo (ad esempio, Cesare Beccaria, Carlo Cattaneo e Luigi Einaudi, Ezio Vanoni ai quali spesso AQC si richiama), tutti uniti dalla concezione dell’economia come strumento per la promozione, non solo del benessere, ma anche delle persone nel bene comune, ovvero dell’incivilimento, non significa pretendere una superiorità di queste ascendenze. Significa però disporre di un diritto di cittadinanza a fianco di altre correnti di pensiero che possono essere collocate con più evidenza nella professione internazionale. Significa anche sottolineare l’importanza di tenere viva una linea di pensiero che si rifaccia alla tradizione storico-politica del sapere economico italiano sensibile all’umanesimo e aperto all’Europa e al contesto internazionale.
Su due profili ci concentreremo perciò in modo particolare rinviando per altri all’introduzione di Gilberto Antonelli e di Mario A. Maggioni sulla Parte prima («Economia liberal-sociale, istituzioni e sviluppo ») e all’intro..
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