16,105 research outputs found

    A problematic zygopleuroid gastropod Acanthostrophia revisited

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    SEM examination of the type series of Acathostrophia acanthica CONTI & FISCHER, 1984 from Middle Jurassic of Italy has shown that this gastropod most likely belongs to the family Protorculidae as previously suggested by NÜTZEL (1998). It is also similar to some Jurassic species of Polygyrinidae, which might also be related to Protorculidae. The supposition of KAIM et al. (2008) that Acanthostrophia is an early member of Abyssochrysidae could not be confirmed

    Angelo Conti lettore di Dante

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    Il saggio costituisce l'introduzione a carattere critico e filologico all'edizione di un testo inedito di Angelo Conti (1860-1930), "Nel Paradiso di Dante"

    Rivoluzioni finanziarie e industriali

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    Dopo la pace di Vestfalia la finanza internazionale si sviluppa in Europa nel solco delle pratiche tradizionali fino a circa la metà del XIX secolo, cioè fino alla prorompente diffusione sul continente dell’industria moderna. Da allora si può far iniziare il tentativo, condotto dalle maggiori potenze, di “nazionalizzare” in maniera sistematica la moneta e, attraverso essa la finanza, definendo gli spazi di pertinenza, legittimando la loro regolazione. La cambiale e le accettazioni restano fino a quel momento gli strumenti privilegiati nei pagamenti internazionali e nelle operazioni bancarie interne fino, appunto, all’avvento nei finanziamenti industriali di nuove forme tecniche che tengono conto di scadenze più lunghe, di altri tipi di garanzie, di attività finanziarie dotate, ad un tempo, di mobilità e di diritti di controllo più sicuri per i creditori riguardo alla destinazione del credito e alle responsabilità dei debitori

    Commercio, finanza e stati

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    Come le antiche cosmologie, anche la storia monetaria non può che iniziare dal caos. L’evoluzione della moneta e dei modi di regolazione dei pagamenti commerciali è molto complessa, discontinua, a volte incerta. Per uscire dal caos “originario” occorre che gli scambi monetari, o i pagamenti differiti, si formino dentro un sistema a rete. Il primo problema e il più difficile è, appunto, creare una rete di scambi; la seconda difficoltà è che gli scambi possono interrompersi, la rete cedere, facendo riprecipitare tutto nuovamente nel caos finché, per tentativi, non si sviluppano percorsi alternativi e si allacciano nuovi rapporti. I sovrani e gli stati non sono sensibili al problema almeno finché non percepiscono vantaggi fiscali e di ordine interno. Di questo ci occuperemo in questo capitolo

    Prefazione all’edizione italiana

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    Il potere politico e la ricchezza economica sono i due poli entro i quali si sviluppa la storia del commercio nelle sue dimensioni geografiche e nelle varie forme di organizzazione aziendale e sociale. C’è però un altro polo che si confronta e si interconnette con i due precedenti per formare una relazione triadica: la finanza. Su di essa si concentrano le pagine seguenti con l’obiettivo di mostrare come la storia della moneta, della banca e, più in generale, della finanza legano tra loro i poli del potere e della ricchezza molto strettamente. La triangolazione è imprescindibile. Tenerli separati è utile purché non rientri in una visione riduttiva che presuppone la “neutralità” della finanza. La moneta e la finanza non sono solo strumenti che oliano le transazioni dell’economia reale. La metafora della leva si presta meglio a descrivere quel che la moneta e la finanza sono e sono state. Con tutto ciò, le “introduzioni” non ambiscono a interfacciarsi con il testo di Findlay e O’Rourke, ma solo a fornire alcuni punti di riferimento e spunti di riflessione su quel terzo “polo” per permettere una comprensione più piena di processi storici molto complessi. Solo così si può tentare di gettare qualche linea di raccordo tra l’economia “reale” e quella finanziaria, troppo spesso tenute distinte, anche per buone ragioni anzitutto di tipo scientifico-analitico

    Potere e ricchezza. Una storia economica del mondo

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    Il potere e l’economia sono ingranaggi fondamentali per comprendere la logica di uno sviluppo storico su scala planetaria dall’anno 1000 fino a oggi. C’è però un altro polo che si confronta e si interconnette con i due precedenti per formare una relazione triadica: la finanza. La triangolazione è imprescindibile. Potere e ricchezza è una storia di globalizzazione, di integrazione dei mercati, di liberalizzazione per abbandono di una serie di vincoli posti dalle politiche alla libera attività d’impresa. Il potere è essenzialmente inteso come potere politico, potere delle armi e di logiche di egemonia di una classe dirigente su gruppi subordinati, di un’organizzazione sociale politica su altre. L’economia riguarda essenzialmente la produzione di beni e servizi e la distribuzione dei medesimi e del reddito realizzato. Il potere dell’economia è quello della logica di mercato in base alla quale un produttore vende i prodotti che i consumatori domandano

    L’evoluzione storica e l’organizzazione dei mercati attraverso moneta e finanza

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    Fin dalle origini l’economia politica è la scienza sociale che studia la formazione della “ricchezza delle nazioni” basandosi essenzialmente sull’individuazione dei meccanismi della distribuzione del reddito. Oggi prevale una corrente di pensiero, detta mainstream economics. Per molti economisti l’economics è qualcosa di molto di più di una “cassetta di strumenti” alla quale attingere per interpretare la realtà economica (l’economy). Il mainstream si fonda sulla cosiddetta scuola neoclassica dell’economia e sul rendere “assoluto” il concetto di mercato. Ciò, da un punto di vista storico, presenta aspetti ideologici, gli stessi che sono espressi dall’eliminazione dell’aggettivo (l’economia non è più “politica”) per rafforzare la scientificità dell’approccio. La scientificità consiste appunto nel mettere in ombra gli aspetti storici e politici dei fenomeni sociali ed economici. Quel che ci interessa in questa sede è mostrare che gli assunti del mainstream hanno importanti implicazioni per l’analisi storica, perché, necessariamente, anche il paradigma del mainstream non può far a meno della storia e della politica, ma deve poterle “ricatturare” dentro il proprio paradigma interpretativo dei fenomeni sociali. Vedremo come

    The radical right in Europe, between slogans and voting behavior. IHS Political Science Series No. 123, July 2011

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    The paper analyzes the radical right‘s attitudes toward the EU focusing in particular on the level of congruence between the programmatic statements of the central office and the voting behavior of their MEPs. It shows that although radical right parties represent a source of opposition to the EU, within the EP they express their dissent making use of the rules of the game, voting with the opposition more than the other forces do, but voting almost as much with the majority. The party public office in the EP is inserted in the legislative process and even more collusive with the other parties of both sides of the political spectrum than the Eurosceptical rhetoric and statements of central office makes the public believe
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