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Il dopo terremoto nell'alto Polesine
Nel precedente numero dei «Quaderni» sono stati illustrati i vari aspetti
dell’operatività del Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo
e, in particolare, della Soprintendenza per i beni architettonici e
paesaggistici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza nei territori di
pertinenza, colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012. Nel presente numero
Massimiliano Furini, architetto incaricato dalla diocesi di Adria-Rovigo,
illustra l’attività condotta dalla suddetta diocesi, per il recupero degli
edifici ecclesiastici danneggiati dal sisma
Improving the Approximated Projected Perspective Reformulation by Dual Information
We propose an improvement of the Approximated Projected Perspective Reformulation (AP^2R) of [Frangioni, Furini, Gentile, Computational Optimization and Applications, 2016] for the case in which constraints linking the binary variables exist. The new approach requires to solve the Perspective Reformulation (PR) once, and then use the corresponding dual information to reformulate the problem prior to applying AP^2R, thereby combining the root bound quality of the PR with the reduced relaxation computing time of AP^$R. Computational results for the cardinality-constrained Mean-Variance portfolio optimization problem show that the new approach is competitive with state-of-the-art ones
Metodologie esplicative di analisi dei meccanismi di collasso post-sisma della facciate di edificio di culto : Individuazione e schematizzazione degli interventi di consolidamento e riduzione della vulnerabilità sismica
Di Antonella Cecchi - introduzione
Il testo Metodologie esplicative di analisi dei meccanismi di
collasso post-sisma delle facciate delle chiese: individuazione e
schematizzazione degli interventi di consolidamento e riduzione
della vulnerabilità sismica scritto dall’arch. Massimiliano Furini
e frutto di un’attività ampia che contempla anche l’ambito accademico.
Un’attività sviluppata all’interno di un percorso di dottorato
presso l’Università IUAV di Venezia, Scuola di Dottorato
di Ricerca: “Dottorato in Architettura, Citta e Design”, curriculum
“Innovazione per il costruire e per il patrimonio culturale”,
XXXIV ciclo - 2019-2021 , del quale ho avuto il piacere di essere
relatore. Piacere non solo per il risultato accademico raggiunto,
che e la tesi di dottorato, ma anche piacere e soddisfazione
personale, dal momento che l’arch. Furini, ora PhD (Physical
doctor), ha dimostrato la capacita di combinare in modo simbiotico
competenza professionale e di studioso. Come docente
universitario sono consapevole che tale risultato non e facile da
raggiungere, e difficile conciliare attività accademica e attività
professionale, metodologie teoriche e metodi pragmatici.
Il testo, qui proposto, studia alcuni edifici di culto, e propone
con consapevolezza l’idea che per conservare un manufatto
storico e necessaria una grande sensibilità che va dalla conoscenza
del sottosuolo, alla storia e alle vicissitudini costruttive
che sottendono l’attuale stato di fatto del manufatto stesso. In
quest’ottica il testo proposto ha come obiettivo la proposizione
di una metodologia e di uno strumento speditivo utilizzabile in
ambito professionale e di ricerca per la valutazione di vulnerabilità
e sicurezza di alcune facciate di edifici di culto. L’intento
e di “anticipare” le verifiche in fase di attivazione del fenomeno
di collasso.
Gli edifici selezionati per lo studio sono situati nell’area
dell’Alto Polesine di Rovigo in quanto rappresentativi delle casistiche
edificatorie dei luoghi di culto del Territorio Nazionale
i cui danni rilevati sono riconducibili ai tre esempi esplicativi di
facciate inserite nella scheda A-DC, “Rilievo danno chiese - abaco
dei meccanismi di collasso”, delle Linee Guida del MIBAC per
la riduzione della vulnerabilità sismica del Patrimonio Culturale.
Il riferimento e all'oratorio della Beata Vergine del Carmine
a Ficarolo, alla chiesa di Sant’Antonino Martire a Ficarolo, alla
chiesa di San Rocco Confessore a Calto.
L’anamnesi dei casi selezionati, a partire dalla mappa delle verifiche
effettuate e degli interventi di messa in sicurezza realizzati
sugli edifici ecclesiastici colpiti a seguito del sisma 2012, prevede
la conoscenza storica degli edifici, con particolare riferimento
alle loro facciate, e alla loro evoluzione edificatoria con individuazione
di alcune variabili costruttive che vengono parametrizzate.
Solo un’analisi colta e raffinata, cosi come proposta in questo
testo, consente un intervento consapevole sull’edificato. L’approccio
proposto e legato al fatto che talvolta criteri e metodologie utilizzate
pre e post eventi sismici in talune situazioni si sono dimostrate
inadeguate e troppo semplicistiche rispetto ai problemi di
cui si chiede una soluzione. La metodologia proposta per le facciate
degli edifici ecclesiastici in muratura, Simplified Speedy Seismic
assessment of masonry church FACade (S3FAC), permette
una stima dell’accelerazione di collasso per le facciate in funzione
delle varie combinazioni possibili di parametri geometrici e
meccanici, in grado di evidenziare quali variabili maggiormente
influenzano il valore dell’accelerazione di collasso. Questo consente
una gerarchizzazione delle priorità nella valutazione delle variabili della facciata e guidare rilievi ed indagini sperimentali
preventivi rispetto all’evento eccezionale.
≪Se vogliamo realizzare una guida per gli interventi sugli edifici
storici dobbiamo limitarci ad un’area geografica ben definita
[...] evitare danni per i terremoti più frequenti e vittime per le
massime intensità. E tutto ciò che una sana politica di prevenzione
possa desiderare, e può essere ottenuto mantenendosi correttamente
all’interno del lessico costruttivo che si intende conservare
≫ (in Sicurezza e conservazione dei centri storici. Il caso di
Ortigia, a cura di A. Giuffre, Roma, Laterza, 1993).
Anticipare e prevenire conoscendo l’edificio, essendo in grado
di capire la sensitività ai vari parametri. In quest’ottica il testo qui
presentato può essere, nella dicotomia tra teoria e prassi, sia un
testo di studio sia una guida per gli interventi
≪C'è inadeguatezza sempre più ampia, profonda e grave tra i
nostri saperi disgiunti, frazionati, suddivisi in discipline e realtà
o problemi sempre più polidisciplinari, trasversali, multidimensionali
≫ (Morin E., 2000)
Situazione degli edifici religiosi: il progetto della parrocchiale di Ficarolo
A seguito del sisma del maggio 2012 che ha colpito principalmente i territori dell’Emilia Romagna e marginalmente quelli delle vicine regioni della Lombardia e del Veneto, l’Alto Polesine di Rovigo si è risvegliato soffocato da una sensazione di impotenza indotta dall’impreparazione mentale a fronteggiare una delle calamità naturali più devastanti e distruttive. Siamo cresciuti in una terra disegnata da tre corsi d’acqua quali il Po, l’Adige, il Tartaro-Canalbianco con la consapevolezza, quasi una certezza, che un terreno alluvionale e soffice fosse immune dal terremoto in quanto capace, per la sua consistenza e natura, di ammortizzare e attutire le onde sismiche distruttive. Al più abbiamo imparato a leggere i segnali di piena del Grande Fiume e in diverse occasioni a prepararci anche ad allontanarci precauzionalmente dalle nostre case perché le acque avevano superato ben oltre il livello di guardia.
L’oratorio della Beata Vergine del Carmine di Ficarolo, sede naturale dell’Associazione Culturale, da un anno restituito alla Comunità dopo più di un trentennio di chiusura per mancanza di fondi per il completamento di un radicale intervento di consolidamento e restauro in atto, ha subito numerosi danni che lo hanno reso completamente inagibile. L’Associazione, fatta di uomini e di idee scindibili “dall’essenza del luogo”, non si è abbattuta e a sei mesi dalla prima scossa ha presentato il compendio Sisma 2012 - la paura, l’emergenza, la speranza. Le immagini significative dei primi sessanta giorni a Ficarolo, raccontando, come un cronista privo di audio, quei momenti drammatici che ci hanno resi all’improvviso “fragili”.
Gli attori che avevano messo in scena il coordinamento dell’emergenza e reso attuativi i primi interventi di messa in sicurezza
dei beni architettonici danneggiati, dopo avere aderito al lavoro Massimiliano Furini Presidente Associazione Culturale “Il Carmine”, Coordinatore unico per l’emergenza post-sisma per gli edifici religiosi colpiti nella Provincia di Rovigo
concedendo il proprio patrocinio culturale, si sono ritrovati alla serata di presentazione del quaderno fotografico tutti attorno ad un tavolo, facendo il punto della situazione su quanto fatto e su quanto ancora da fare. Presenti erano i funzionari e rappresentanti della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Verona, Rovigo e Vicenza, della Regione del Veneto, della Provincia di Rovigo e della sua Protezione Civile, del Comune di Ficarolo, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, della Diocesi di Adria-Rovigo e della Delegazione di Rovigo del FAI. Alla fine della serata, in un momento conviviale, la ripromessa di ritrovarsi per una rendicontazione definitiva a un anno dal 20 maggio 2012.
Nasce da queste basi, e dall’incontro di condivisione sull’importanza della tutela del nostro patrimonio artistico e culturale, l’idea di realizzare il convegno “Un anno dopo il sisma. La salvaguardia e gli interventi sul patrimonio storico-architettonico in Polesine”.
Il ruolo dell’Associazione “Il Carmine” quale ideatrice e organizzatrice dell’evento ruota attorno ad una volontà del direttivo di
ribadire e rafforzare l’importanza e il valore di fare accrescere la sensibilità nelle persone verso quanto c’è di bello nei “giochi di
ombre e chiaroscuri” del nostro territorio e nei nostri edifici di spicco, ossia in tutte quelle pieghe della storia e della cultura nelle quali ci si riconosce, in una “particolare identità” di un luogo, nel suo Genius Loci. Dobbiamo iniziare a pensare che il Polesine non è più una “terra di confine” o “terra di conquiste” come è accaduto per tanti anni attraverso la storia: è una terra ricca di cultura, tradizioni, e capace, con la caparbietà e lo spirito dei suoi abitanti, di lavorare a testa bassa e di profondere le proprie capacità in risultati immediati e di prim’ordine
Un componimento poetico per Francesco Furini
pubblicazione e discussione di un inedito componimento letterario dedicato a Francesco Furini, inquadrato nel contesto dei rapporti pittura-letteratura della Firenze seicentesc
Plants and Heavy Metals.
This title focuses on the many aspects of the interaction between plants and heavy metals. Not only it describes the effects of heavy metal toxicity on the plant cell and its organs but it also examines the mechanisms that plants adopt to scavenge heavy metals at cellular, physiological, and metabolic level. Plants and Heavy Metals also analyses Hyperaccumulator plants and shows their potential role in phytoremediation technologies in light of the recent research results
Francesco Furini: "Paintings of Exceeding Beauty" in Seicento Florence
Thesis (Master's)--University of Washington, 2016-12Francesco Furini, one of the most intriguing artists to emerge from Seicento Florence, is primarily remembered for his depictions of the female nude. A discussion of his use of the model and citation of antique sculpture will reveal insight into the relative eroticism of Furini’s mythological and devotional works. It will be argued that Furini used citations of sculpture in an attempt to desexualize scenes with potentially erotic connotations. Simultaneously, he worked to alleviate the “hardness” that came to be negatively associated with the concept of “statuino” during this period through a use of a painterly technique that synthesized the artistic interests of various Italian cities. Conversely, Furini’s devotional works become more erotically charged due to the more visible presence of the model. A discussion of Furini and his works offers valuable insight into the role of the female model and sculpture in Seicento Florentine artistic culture
Users Behavior in Location-Aware Services: Digital Natives versus Digital Immigrants
Location-aware services may expose users to privacy risks as they usually attach user’s location to the generated contents. Different studies have focused on privacy in location-aware services, but the results are often conflicting. Our hypothesis is that users are not fully aware of the features of the location-aware scenario and this lack of knowledge affects the results. Hence, in this paper we present a different approach: the analysis is conducted on two different groups of users (digital natives and digital immigrants) and is divided into two steps: (i) understanding users’ knowledge of a location-aware scenario and (ii) investigating users’ opinion toward location-aware services after showing them an example of an effective location-aware service able to extract personal and sensitive information from contents publicly available in social media platforms. The analysis reveals that there is relation between users’ knowledge and users’ concerns toward privacy in location-aware services and also reveals that digital natives are more interested in the location-aware scenario than digital immigrants. The analysis also discloses that users’ concerns toward these services may be ameliorated if these services ask for users’ authorization and provide benefits to users. Other interesting findings allow us to draw guidelines that might be helpful in developing effective location-aware services
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