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    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Recensione a B. Vecchi 'Il Capitalismo delle Piattaforme'

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    recensione al testo di Benedetto Vecchi 'Il capitalismo delle piattaforme'

    Ripensare la vulnerabilità attraverso l’immagine digitale. Riflessioni a partire da Judith Butler

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    Nel saggio si indaga il modo in cui l'immagine digitale può, o meno, costituire una tecnologia centrale per lo sviluppo di una politica dell'interdipendenza il cui fondamento etico è individuato nella responsabilità nei confronti della vulnerabilità altrui, la cui percezione scaturisce da una obbligazione etico-estetica, riprendendo e discutendo alcuni nodi concettuali del pensiero di Judith Butler

    Le invenzioni del globo neoliberale. Semantica-politica di un concetto contestato

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    l'articolo ricostruisce la storia del concetto di globalizzazione neoliberale nei principali campi filosofico-politici in cui è stato condotta e conclusa la sua analisi; concetto polisemico, confuso e polemico, la tesi del saggio è che sia un'astrazione utile, benché approssimativa per direzionare oggi le teorie critich

    La rivoluzione neoliberale in Europa: un nuovo oggetto della critica dopo il 1989. Note a margine di Pierre Bourdieu

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    Il crollo del Muro di Berlino è il simbolo di una nuova epoca. In particolare, per la cultura di sinistra – categoria ripresa da Enzo Traverso – rappresenta una sconfitta, che le impone il ripensamento del repertorio concettuale sulla cui base muove la critica all’ordine vigente. La messa a fuoco della dimensione specificatamente neoliberale del capitalismo politico, dopo il 1989, costituisce, a mio avviso, una delle principali espressioni del rinnovamento della critica di sinistra. Pierre Bourdieu è stato fra i primi intellettuali a tematizzarla, indagandone il funzionamento a livello europeo. Nel quadro del ripensamento della critica di sinistra dopo il 1989, la sua analisi rappresenta una tappa importante, la cui interrogazione consente di problematizzare, ancora oggi, due questioni fondamentali: il profilo dell’Europa dopo il 1989 e le condizioni di possibilità, in essa, per una nuova critica di sinistra

    Recensione a "Ragione, desiderio, artificio: Hegel e Hobbes a confronto", saggio di Guido Frilli

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    In questo testo recensisco il saggio “Ragione, Desiderio, Artificio: Hegel e Hobbes a confronto” del filosofo Guido Frilli, pubblicato nel 2017 dalla casa editrice dell’Università di Firenze. L’intuizione che guida la dotta ricerca di Frilli è che il nesso concettuale fra desiderio, ragione e artificio teorizzato nitidamente da Hobbes nelle sue opere, abbia influenzato in modo determinante il pensiero moderno, compreso quello di Hegel. In particolare, secondo Frilli l’intera filosofia hegeliana è concepibile come un tentativo di riarticolare quel nesso, in modo da risolvere la tensione fra “datità” e “costruzione” in esso implicato. Per sviluppare e sciogliere quest’intuizione, Frilli elabora un confronto storico-teorico fra Hobbes e Hegel, articolato in quadri tematici approfonditi nel dettaglio, riguardanti rispettivamente i concetti di ragione, desiderio, riconoscimento, cultura, diritto e sovranità. Nella mia recensione mi sono soffermata soprattutto sulla prima tematica e sull'ultima, mostrando come esse siano strettamente connesse entro l'orizzonte argomentativo di Frilli. Attraverso il confronto storico-teorico fra Hobbes e Hegel, è possibile infatti riconoscere un interrogativo di fondo, che Frilli si pone, riguardante l'ambiguità irrisolvibile della sovranità, al tempo stesso mitica e razionale

    Recensione a "The Faith of the Faithless" di Simon Critchley

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    In questo testo recensisco il saggio intitolato "The Faith of the Faithless: Experiments in Political Theology" del filosofo britannico Simon Critchley, pubblicato nel 2012 per la casa editrice Verso Books. L’ipotesi di Critchley è che la politica non sia praticabile in assenza di un elemento religioso di trascendenza, capace di unificare gli individui in una comunità. La secolarizzazione è interpretata pertanto come sacralizzazione del politico. In quest’orizzonte teorico Critichley sostiene che l’unica possibilità per far fronte al nichilismo dominante nella contemporaneità, debba essere un’etica della responsabilità illimitata nei confronti dell’Altro. Essa può essere incarnata soltanto da una soggettività mossa e attraversata dalla fede nei confronti della giustezza del proprio agire etico e che, tuttavia, è pienamente consapevole della fallibilità, parzialità e precarietà del suo operare. Agire eticamente significa pertanto credere in una giustizia metafisica, irrealizzabile e “indecostruibile”, senza essere metafisici: si tratta della “fede dei senza fede”, idea cardine del saggio di Critichley, fortemente vicina al concetto di “messianico senza messianismo” di Jacques Derrida, uno dei maestri di Critichley. Nella mia recensione illustro l’impianto teorico teologico-politico di Critichley ripercorrendo brevemente le argomentazioni principali di tutti i capitoli del saggio; questi ultimi possono essere intesi come variazioni, assai colte e acute, sul tema della “fede dei senza fede”

    Un'ampia concezione della critica. Nancy Fraser e la questione neoliberale

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    The article reconstructs and investigates Nancy Fraser’s analysis of “neoliberal” capitalism, interpreting it as an attempt to rehabilitate Marxist critique in the face of the historical novelty that emerged in the 1980s, which undermined its conditions of possibility. In particular, the essay shows how the tension between neoliberalism and critique is at the core of Fraser’s reflection, leading the philosopher, over the years, to rethink her conception of critique itself. This marks a shift from a demo-cratic theory of “participatory parity” to what can be called a theory of “class justice”, where the class subject, analysed by Fraser, far from being thought of from an economicist perspective, challenges, and brings to light, the co-dependence between economic and extra-economic realities that defines its condition

    L’intesa demo-fobica all’origine del movimento neoliberale. Nascita di un concetto polemico nell’Europa fra le due guerre mondiali

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    L'articolo indaga la genealogia del movimento neoliberale nell'Europa fra le due guerre mondiali, mostrando in che modo le differenti correnti teorico-politiche che l'hanno costituito (principalmente il marginalismo austriaco e l'ordoliberalismo tedesco) abbiano sviluppato una forte convergenza in nome di una comune avversità nei confronti della democrazia
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