118,412 research outputs found
Freda Mohr interview, 1969
Mohr, Freda - Oral History Interview - CSWA ❧ Interviewed by Ben Cohen on November 25, 1969. An interview with Freda Mohr as she discusses California's Jewish Community in the 1920s; education; entrance into the field of social work; work with Bureau of Public Assistance. ❧ Freda Mohr. Interviewed by Ben Cohen. Date of interview: 11-25-69. 1 cassette tape (1 duplicate tape). Length of interview: 53 minutes. Transcript of interview: 22 pp. CD containing interview and transcript
Narrative Functions to Support the Meaning-Making Process During Cancer Traumatic Experience in Pediatric Oncology
The onset of an illness such as acute lymphoblastic leukemia (ALL) in pediatric
oncology is considered a traumatic event, not only for the child, but also for parents
accompanying their child’s difficult therapeutic process; a child’s cancer is
seen as a “family illness” with consequences that affect all its members (Kazak
et al., 2005; Martino, Freda, & Camera, 2013). The well-being of the child is
ensured by the ability of the parents to maintain the stability and cohesion of the
family adapting to a changing environment (Jones et al., 2010).In general, research agrees that parents experience a variety of emotions, such
as shock, disbelief, fear, anxiety, despair, sadness, anger, guilt, loss of control, and
posttraumatic stress, as a result of the diagnosis (Jurbergs et al., 2009; Santacroce,
2002). Parent’s psychological stress, uncertainty, and loneliness can persist even
up to 5 years or more after treatment cessation often resulting in psychopathological
outcomes (Jantien Vrijmoet-Wiersma et al., 2008; Maurice-Stam et al., 2008;
Norberg et al., 2006; Rodriguez et al., 2012)
La narrazione di malattia come mediatore simbolico del rapporto tra continuità e discontinuità del Sé
Nell???ambito degli studi sulla narrazione di malattia (Hillman, 1984; Frank, 1995) il presente contributo discute la relazione tra narrazione di malattia e prospettiva temporale (Brockmeier, 2000). La narrazione è intesa come processo semiotico prodotto a partire dall???emergenza del sistema di significati che la malattia rende salienti (Valsiner, 2005; Freda; 2008; Freda, 2011). Nello specifico si presenta una prospettiva multiassiale di lettura delle narrazioni di malattia al fine di osservare l??????essere nel tempo??? dell???esperienza di malattia. In una prospettiva idiografica (Salvatore & Valsiner, 2009) il lavoro utilizza una lettura multiassiale di 4 narrazioni di malattia di donne in condizione di differente patologia. Per l???analisi dei testi sono stati adottati indicatori linguistici temporali (Brockmeier, 2000) integrati con l???analisi delle strutture metaforiche e articolazioni modali e patemiche al fine di interpretare il processo semiotico narrativo di mediazione del rapporto tra continuità/discontinuità dell???esperienza. La variabile temporale appare significativa quale principio organizzatore dell???esperienza di malattia; le narrazioni propongono una struttura temporale prevalentemente statica in cui il flusso degli eventi è omogeneizzato ???in un eterno presente??? connotato in termini di rottura/discontinuità; l???orizzonte temporale si organizza a partire dal momento puntuale della diagnosi e riduce il futuro da campo delle possibilità ad una dimensione ???già-data??? in termini prescrittivi. Entro questo tempo percepito come omogeneizzante emergono alcune funzioni vitalizzanti che connettono un senso di continuità tra passato e futuro quale ad esempio il ruolo dei figli nell???esperienza di madri malate. Nelle narrazioni di malattia la prospettiva temporale con il suo articolarsi sui diversi aspetti del campo di vita sembra poter essere considerata un importante indicatore del processo di integrazione dell???esperienza traumatic
Costruzione e Validazione del questionario ISCOS: uno studio preliminare sugli Indicatori di Sviluppo del COunselling Scoalstico
Il seguente lavoro si propone di costruire e validare un nuovo questionario, denominato ISCOS (Indicatori di Sviluppo del COunselling Scolastico), volto a misurare specifici profili di utilizzo del counselling a scuola. Tali profili, definiti del Provocare, Diffidare, Temere e Affidarsi al servizio, così come emersi in ricerche esplorative precedenti (Freda et al., 2009; Esposito et al., 2010), sono stati concettualizzati quali modelli simbolici e culturali (Carli, Paniccia, 2003, 2011) di rappresentazione del servizio. Si è cercato altresì di indagare le possibili associazioni tra tali modelli di utilizzo e l’influenza di variabili come l’età e il genere degli studenti. ISCOS è stato somministrato a 241 studenti (F=115; M=126) di età compresa tra i 13 e i 20 anni (M=16.23; ds = 1.81), frequentanti una Scuola Media di II grado della città di Napoli in cui è attivo da diversi anni il servizio di counselling. L’analisi fattoriale esplorativa ha evidenziato la stabilità di due fattori (Tipo di Investimento e Ritiro) che spiegano il 43,27% della varianza totale. Infine, per entrambi i fattori si è riscontrata una significativa differenza solo per quanto riguarda la variabile genere. Il questionario ha mostrato buone qualità psicometriche. Esso si presenta come uno strumento innovativo volto ad analizzare specifiche dimensioni emozionali sottese ai modelli di uso individuati. Tuttavia, si ritengono necessarie ulteriori indagini diversificando e ampliando ulteriormente il campione per quanto riguarda la provenienza e l’indirizzo scolastic
The Health Relationship in the context of genetic Counselling: The communication of risk and decision making processes
The prenatal or preconception genetic counseling may represent a key step for those who cope with reproductive choices in genetic risk situations (Kessler, 1997; Uhlmann, Schuette and Yashar, 2009; Freda, Zaccaro, Gleijeses and Politano, 2010). Over the last four decades, advances in genetic knowledge and the opportunities for geneticist to learn about their genetic risk have led to renegotiate notions, such as health and illness and, specifically, the conception of life and procreation which have several implications in ethical issues and in clinical practice.
The current investigation focuses on ultimate experience of genetic counselling in prenatal or preconception setting. The aim is to explore the processes of significance about the consequences of communication of risk within one month to the end of genetic counseling intervention in order to hypothesize research-intervention projects which involve medical and psychological profession in a joint setting. Participants are all attending Cardiomyology and Medical Genetics counseling in Naples (Italy) for the first time. Transcripts of 18 semi-structured interviews were conducted and then analysed by Interpretative Phenomenological Analysis (Smith, 2004; Smith, Flowers and Larkin, 2009).
Through this approach, three super-ordinate themes were identified: the familiar outcomes of genetic counselling; the representation of risk and the vicissitudes of decision-making. In prenatal and reproductive scenarios, we hypothesize the sole choice to request genetic counseling can have several consequences on family and inter-/intra-generational ties. In such context, the counselor???s task is to introduce the information as a new source of sense-making and to accompany the use of this information so that the proband???s personal sense of control became more powerful, in managing the decision-making processes. In our opinion, the psychological function can play a central role in an integrated perspective with the medical function. As discussed in other articles (Zaccaro and Freda, 2011; 2012), we wish that the psychologist could take part in the whole temporal context of the process of genetic counseling (pre-test, test, post-test, follow-up) (Laurent, Croupier and Pujol, 2006; Léger, Dauchy and Chompret, 2006) and that, from the pre-counseling step to the follow-up, could contribute to the achievement of protecting and promoting health (Bertini, 2004)
La Magna Carta e lo jus commune: il difficile "dialogo" tra common law e diritto continentale
Il saggio mette in discussione il dogma storiografico che, a partire da Maitland, ha dato per assodata l' "anglicità" pura del diritto inglese, costruendo così la sua storia sulla sua eccezionalità rispetto alla tradizione europea, dalla quale non sarebbe stata in alcun modo contaminata. L'analisi della storiografia anglosassone del più importante documento costituzionale inglese mira a rispondere alla provocatoria domanda: Quanto è inglese la Magna Carta? Che ruolo ha giocato lo jus commune nella sua redazione? In che rapporto sta con il diritto romano-canonico dell'epoca? Attraverso un esame delle sue radici culturali, il saggio mostra non solo l'influenza sostanziale del diritto romano-canonico sulla Carta, ma anche più in generale le affinità e gli elementi comuni che caratterizzano in principio il rapporto tra la tradizione continentale e quella inglese
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