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Studenti on the road: universitari e giovani migranti insieme nella classe di italiano L2
Il contributo illustra la realizzazione di un percorso formativo in italiano L2 che vede interagire e lavorare insieme giovani migranti richiedenti asilo e studenti universitari di diverse nazionalità. Il progetto chiamato “Studenti on the road” è nato dall’esigenza di colmare un gap esistente tra i due diversi profili di apprendenti. Infatti, se da una parte il profilo di studente universitario di italiano L2 è stato oggetto di numerose ricerche (Fragai, Fratter, Jafrancesco 2017) dall’altra invece il profilo di studente migrante resta ancora piuttosto nebuloso e sfaccettato (Beacco, Little, Hedges 2017). Il percorso formativo qui presentato è nato in seno ai corsi dei corsi di italiano L2 presso il Centro Linguistico dell’Università di Padova. Le domande a cui il contributo desidera rispondere sono le seguenti: Come superare nella classe di lingua la distanza di background culturali, formativi e di bisogni linguistici oggettivi (Van Avermaet, Gynsen 2006)? Quali sono le metodologie di insegnamento più efficaci? Come insegnare indirettamente le competenze trasversali, quali le competenze digitali, necessarie a muoversi nell’universo giovanile?
Attraverso la realizzazione di un concorso fotografico basato sulla metodologia Task Based Language Teaching è stato possibile superare alcune importanti criticità iniziali che riguardavano non solo alcuni aspetti della competenza linguistica ma anche alcune delle competenze trasversali. Agli studenti sono state offerte occasioni di contatti interpersonali più diretti al di fuori della classe di lingua favorendo al contempo la conoscenza e la fiducia reciproche.
Dopo una prima introduzione sull’analisi dei profili di apprendenti e dei rispettivi bisogni, il contributo illustra gli obiettivi del progetto, le fasi di sviluppo, le scelte metodologiche e ne evidenzia i benefici emersi attraverso alcuni esempi di materiale linguistico e fotografico realizzato dagli apprendenti che hanno partecipato al progetto. Il progetto è presentato nella sua struttura generale e fornisce l’indicazione dei quadri teorici di riferimento per permetterne una eventuale riproduzione
PREFERENZE PER I MATERIALI DI STUDIO IN ITALIANO L2: LA CARTA O IL DIGITALE?
Secondo alcune recenti indagini gli studenti del XXI secolo, pur avendo familiarità con le tecnologie, non possono essere definiti digital learnes, ovvero studenti che utilizzano la tecnologia anche per la formazione, e in particolare essi prediligono l’utilizzo di materiali cartacei per lo studio delle lingue. Con il presente contributo si intende fornire un ulteriore aggiornamento del profilo digitale degli studenti universitari stranieri confrontandolo con quello di studenti universitari italiani, al fine di verificare eventuali variazioni dipendenti sia dalla variabile tempo sia dall’ulteriore diffusione delle tecnologie nel campo della formazione. In generale i risultati emersi dal presente studio, pur rilevando una maggiore permeabilità della tecnologia nel settore della formazione linguistica, confermano la preferenza del tipo di supporti tradizionali e sono anche in linea con diversi studi di tipo cognitivo relativi alla comprensione del testo e ai supporti digitali secondo i quali gli apprendenti, indipendentemente dall’età, e anche dalla nazionalità, per il loro studio preferiscono l’utilizzo di supporti cartacei. Italian l2 study materials preferences: paper or digital? According to some recent surveys, although students in the 21st century are familiar with technology, they cannot be defined as digital learners, i.e. students who also use technology for studying, and in particular they prefer using paper materials to study languages. The purpose of this contribution is to provide a further update of the digital profile of foreign university students in comparison to Italian university students, in order to verify possible differences depending on both the time variable and the further spread of technology in the field of education. In general, the results of this study, while noting a greater presence of technology in the field of language training, confirm the preference for traditional media,. This is in line with several cognitive studies related to the understanding of texts and digital media according to which learners, regardless of age, and nationality, prefer the use of paper resources to study language
Lo sviluppo delle life skills nella classe di lingua
Empatia, problem solving, decision making, comunicazione efficace sono alcune delle competenze menzionate nei principali documenti europei che si occupano di educazione e formazione (Unione Europea, 2018; Competenze chiave per l’apprendimento permanente, 2019; LifeComp, 2020). Per quanto concerne in modo specifico la formazione linguistica nel Volume Complementare (QCER-Vc 2020) sono presenti alcuni descrittori nei quali si fa riferimento a competenze, abilità e strategie che possono essere ricondotte alle cosiddette life skills, ovvero le competenze per la vita.
Obiettivo di questo articolo è illustrare come l'insegnante di lingua possa sviluppare le life skills, solo attraverso una gestione consapevole del gruppo classe (dinamica di gruppo) e grazie alla conoscenza di alcune teorie della personalità quale è l’Analisi Transazionale (Berne 1961; 1964), che può fornire all'insegnante strumenti specifici per favorire la creazione di una efficace piattaforma comunicativa nel gruppo classe. In questo articolo si illustreranno alcuni suggerimenti di gestione delle classi di lingua per lo sviluppo delle life skills negli apprendenti giovani adulti e adulti sulla base dei descrittori del QCER-Vc e il Framework LifeCom
Composizionalità delle 'locuzioni congiuntive' con significato finale: tedesco, francese e italiano a confronto
In questo contributo si illustra a livello comparativo, con riferimento al tedesco, al francese e all'italiano, la composizionalità delle “locuzioni congiuntive” che introducono frasi finali, fenomeno sostanzialmente non descritto nelle grammatiche tradizionali e nei dizionari. Sulla base di alcuni studi fondamentali esistenti sulle locuzioni congiuntive con significato finale nelle lingue sunnominate, si definisce dapprima il fenomeno in oggetto e successivamente si descrivono alcune occorrenze rappresentative di locuzioni congiuntive appartenenti alle classi semantiche che esprimono la finalità. La descrizione metterà in luce che le locuzioni congiuntive con valore finale del tedesco, del francese e dell'italiano sono strutture libere, in quanto le frasi complesse in cui esse occorrono sono passibili di ristrutturazioni, per lo più analoghe nelle tre lingue comparate, quando le frasi complesse originarie hanno del pari struttura simile. Nella fattispecie, l'applicabilità delle trasformazioni ai costrutti considerati si basa sulla possibilità di attualizzare il predicato nominale presente nella locuzione congiuntiva originaria tramite verbi che mantengono il valore predicativo del nome presente nella locuzione, la quale risulta quindi una riduzione di frase.EN
This paper presents a comparative analysis of the compositionality of the conjunctive phrases that introduce final clauses in German, French and Italian, a phenomenon that is seldom described in dictionaries and traditional grammars. Based on several fundamental studies on conjunctive phrases of purpose in the abovementioned languages, the phenomenon in question is first defined and then several representative examples of conjunctive phrases belonging to semantic classes that express purpose are described. This description highlights the fact that in German, French and Italian, the conjunctive phrases of purpose are free structures, as the complex sentences in which they occur can be restructured, largely analogously in the three compared languages, when their complex sentences of origin have equally similar structures. In this case, the applicability of the transformations to the constructions considered is based on the possibility of actualizing the nominal predicate present in the conjunctive phrase by means of verbs that maintain the predicative value of the noun within the phrase, which therefore turns out to be a sentence reduction
LE LIFE SKILLS NEL VOLUME COMPLEMENTARE DEL QCER
Il presente contributo focalizza l’attenzione sulla dimensione relazionale e interpersonale dell’apprendimento linguistico attraverso una lettura di tipo trasversale dei descrittori di Mediazione del Volume complementare del QCER (2020). Un’attenta analisi dei descrittori “Mediare a livello concettuale” e “Mediare a livello comunicativo” ha permesso di evidenziare come in essi si faccia riferimento a competenze non solo strettamente linguistiche ma anche a competenze più generali, le life skills, come illustrato nel documento dell’Organizzazione Mondiale della Salute Life Skills Education for children and adolescents in Schools (OMS, 1997). «Assumere diversi ruoli in funzione dei bisogni dei partecipanti», come recita uno dei descrittori di mediazione del QCER Volume complementare (2020: 121), implica anche che gli apprendenti siano in grado di usare la lingua in modo efficace in relazione al ruolo da loro assunto in contesti sociali differenti. Usare la lingua efficacemente chiama in causa una competenza più ampia che riguarda la capacità di usare una comunicazione efficace (effective communication), e sapere usare una comunicazione efficace è anche una delle dieci life skills richieste dall’OMS (1997). Dunque, passando dai descrittori del QCER Volume complementare e alle life skills del documento dell’OMS, nel presente contributo si farà riferimento ad alcuni possibili percorsi trasversali che danno il giusto peso alla formazione linguistica nella sua dimensione più ampia del termine.
Life skills in the CEFR Companion volume
This paper focuses on the relational and interpersonal dimension of language learning through a transversal reading of the CEFR Companion volume (2020). A careful analysis of the “Mediating concepts” and “Mediating communication” underlying the new descriptors highlights how they are not limited to language skills, but also include more general skills, namely life skills. These are set out in the Document by the World Health Organization entitled Life Skills Education for children and adolescents in Schools (WHO, 1997). One of the objectives of mediation in the CEFR Companion volume descriptors (2020: 121) is the ability to assume different roles corresponding to individual needs within a given social context. They require that learners be able to use the language effectively in different social contexts. Using language effectively underlies the need for boosting overall communication ability, one of the ten life skills set out in the WHO document (1997). Starting from the CEFR Companion volume descriptors and Life Skills in the WHO document, this contribution will refer to interconnecting paths that give due weight to language training in the broadest sense
Insegnamento linguistico ed emergenza sanitaria: riflessioni sulla DaD
La prima fase di emergenza sanitaria determinata dal COVID-19 ha avuto come effetto l’avvio esteso di pratiche di didattica a distanza (DAD) nel settore educativo a ogni grado di istruzione e di formazione. Durante questa fase i docenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi, in modo più o meno consapevole, con ambienti di apprendimento non sempre familiari, affinando o sperimentando in alcuni casi per la prima volta approcci e-learning focalizzati sull’uso di risorse digitali per l’apprendimento a distanza. Il presente lavoro intende proporre alcune riflessioni sull’insegnamento dell'Italiano L2 online, maturate dall’analisi dei dati di un questionario elaborato attraverso lo strumento Moduli di Google Suite e somministrato online nel mese di maggio 2020 a docenti con profili professionali diversificati. L’esame delle risposte ai quesiti del questionario ha restituito informazioni quantitative e qualitative su atteggiamenti e comportamenti degli insegnanti. Tali informazioni sono state trattate nel contributo focalizzando l’attenzione su tre macroaree di interesse: modalità di interazione online e gestione della classe “virtuale”, formazione degli insegnanti e approcci adottati nell’e-learning, pratiche tradizionali e nuove modalità di valutazione.The first phase of the COVID-19 health emergency had a widespread effect on the start of distance learning practices (DL) in the educational sector at every level of education and on training. During this phase, teachers had the opportunity to deal, more or less consciously, with learning environments that were not always familiar, refining or experimenting in some cases for the first time with e-learning approaches focused on the use of digital resources for distance learning. The aim of this work is to offer some reflections on the teaching of Italian L2 online. These reflections are based on the analysis of data from a questionnaire developed using the Google Suite Modules tool, and conducted online in May 2020 with teachers with different professional profiles. The answers to the questionnaire returned quantitative and qualitative information on teacher attitudes and behaviors. This information presented in the article focuses on three macro areas of interest: online interaction methods and “virtual” classroom management, teacher training and e-learning approaches, traditional practices and new evaluation methods
Integrated forms of self-assessment and placement testing for Italian L2 aimed at incoming foreign university exchange students at the University of Padua
Abstract
The growing number of internationally mobile students who present Italian L2 language certificates on entry has led the University of Padua Language Centre (CLA) to reflect on whether it should maintain an online placement testing as a means of placing students in the relevant classes (Fratter, Ivana & Altinier. Micol 2015. Gli apprendenti di italiano L2 all’Università e le loro abitudini tecnologiche. In Francesca Helm, Linda Bradley, Marta Guarda & Sylvie Thouësny (eds.), Critical CALL – Proceedings of the 2015 EUROCALL Conference, 177–180. Dublin & Ireland: Research-publishing.net.). As of Academic Years 2014–2015 and 2015–2016, a research project has been underway at the CLA, involving the experimentation of a new integrated system of assessment comprising self-assessment and placement testing. An initial review of the placement test results carried out at the CLA combined with an examination of language certificates presented by the students has raised some critical issues related to incongruous data among the various tests/certifications. Other situations have shown different results regarding language skills within the same test, which has underpinned the decision to introduce a system of self-assessment so as to grant greater autonomy and responsibility to the students when choosing their class. This study sets out to analyze whether exchange students at the CLA are in a position to assess their own level of competence in L2 Italian, and then choose the Italian language class most suited to their language needs, thereby making class formation procedures easier. To this end, two different self-assessment tools were assigned to the students who, in turn, revealed the difficulties they encountered when self- assessing their language level without guidance. This has led to a new approach for self-assessment. This study highlights the process and initial results of research carried out in two phases of experimentation involving a new self-assessment proposal with integrated tools.</jats:p
Uni.Italia: didactic procedures and innovative proposals for teaching Italian L2 to foreign university students
This chapter presents the Uni.Italia project for teaching Italian L2 in university language centres, winner of the 2010 European Label
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