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    ‘Books on board’ e ‘ No border books’: storie in viaggio per costruire democrazia

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    Il contributo riflette sul rapporto tra cittadinanza globale e locale e sulle forme di partecipazione nate “dal basso”, eleggendo Lampedusa a cantiere pedagogico. L’isola, infatti, terra di sbarchi e di produzione di retoriche e di immaginari sulla migrazione, in questi anni è stata anche laboratorio di nuove pratiche inclusive proprio grazie all’utilizzo delle storie, specie quelle di sole immagini. Le democrazie hanno infatti bisogno di “immaginazione narrativa”, soprattutto sul confine, per smontare le posture securitarie e decostruire i confini immateriali che insidiosamente alimentano le paure dell’altro. Grazie alla biblioteca promossa dall’organizzazione internazionale IBBY (International Board on Book for Young people), si è offerto un primo rifugio a bambine e bambini e si sono dilatati i confini, costruendo ponti e compiendo gesti di incontro e accoglienza, come nei progetti “Books on board” e “No border books” che riaffermano il diritto di vivere un’infanzia sicura e felice.The contribution reflects on the relationship between global and local citizenship and on the forms of participation born “from below”, electing Lampedusa as a pedagogical workshop. The island, in fact, land of landings and production of rhetoric and imagery on migration, in recent years has also been a laboratory of new inclusive practices thanks to the use of stories, especially those of images alone. Indeed, democracies need “narrative imagination”, particularly on the border, to dismantle securitarian postures and deconstruct the intangible frontiers that insidiously feed fears of the Other. Thanks to the library promoted by the international organization IBBY (International Board on Book for Young people), a first refuge was offered to girls and boys and borders were expanded, building bridges and making gestures of encounter and welcome, as in the “Books on board” and “No border books” projects that reaffirm the right to live a safe and happy childhood

    Quando la scuola fa differenza. Formazione e decostruzione degli stereotipi

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    Il contributo intende presentare una panoramica degli stereotipi di genere e culturali che incidono sulla formazione dell'immaginario e dell'identità di bambine e bambini. La panoramica è realizzata presentando rappresentazioni dell'infanzia tratte dall'editoria e dall'illustrazione per l'infanzia di qualità quali possibili strumenti di decostruzione degli stereotipi e di costruzione di immaginari liberi da pressioni normant

    Domande aperte. Albi illustrati e questionamenti di genere ai tempi del Covid-19

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    Il contributo mette al centro i questionamenti come pratica educativa, di riflessione e autoformazione – ancora più necessaria per riprendere le fila durante e dopo l’emergenza sanitaria – da una prospettiva intersezionale e transfemminista. Il ruolo che riconosciamo alla mediazione e ai suoi strumenti ha fatto da sempre identificare a Scosse l’albo illustrato come specchio delle rappresentazioni della realtà offerte a* bambin*, riproduzione di sistemi di valori, modelli culturali, familiari e di società. La pandemia ha visto disgregarsi le dinamiche di relazione tra pari, dove si interrogano e si costruiscono le identità di bambin* e adolescenti. Sostituite da una pluralità di modelli adulti e proposti dai media, venute meno quelle legate alla scuola e alle comunità educative, è rimasto un vuoto educativo importante che chiede di essere colmato innanzi tutto rimettendo al centro i corpi e la percezione di sé, fin dalla primissima infanzia, per prevenire la formazione di nuove marginalità e il dilagare di modelli unici dominanti. Una forte attenzione alla pedagogia dell’ascolto dell'Mce (Ginzburg, 1979), alla pedagogia di Paolo Freire (1985) e alle domande bambine, chiave della nostra metodologia di formazione e ricerca, trova un interessante sviluppo nel progetto Fammi capire. Le rappresentazioni dei corpi e delle sessualità nei libri illustrati 0-18 anni. Il progetto mette al centro la costruzione delle identità di genere, le rappresentazioni di relazioni, corpi e sessualità, la pratica delle domande per questionare e mettere in discussione le norme cis-eteronormative dentro alle cui gabbie crescono bambin* e adolescenti. Le Conversazioni, incontri informali in piccoli gruppi, caratteristiche del nostro metodo di lavoro, possono offrire un setting strategico per superare stereotipi e tabù, interrogare norme e modelli, indagare e immaginare la pluralità del possibile, dei vissuti e delle rappresentazioni riguardo identità, sessualità, piacere e desideri

    Leggere senza stereotipi. Percorsi educativi 0-6 anni per figurarsi il futuro

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    La percezione di sé, del proprio corpo e del proprio genere, i ruoli professionali e in famiglia, e la pluralità dei modelli familiari osservati attraverso la lente dell'albo illustrato. Rivolto a insegnanti, genitori, educatori ed educatrici che operano con la fascia 0-6, il volume analizza gli albi illustrati pubblicati in Italia e all’estero dal punto di vista della presenza o assenza degli stereotipi di genere relativi alla prima infanzia e propone attività pratiche - a partire dall’utilizzo dei libri - dirette al superamento degli stereotipi. Leggere senza stereotipi si articola in vari percorsi, ciascuno legato a un tema chiave per la costruzione dell’identità di genere di bambine e bambini, e declinabili ai diversi livelli scolastici. Una breve trattazione teorica precede le schede dedicate agli albi (italiani ed esteri), le proposte di attività, gli approfondimenti e i suggerimenti bibliografici, per offrire un agile quaderno di lavoro anche a chi si avvicina per la prima volta a questi argomenti

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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