1,720,990 research outputs found
I living arrangements delle seconde generazioni di immigrati europei negli Stati Uniti all'inizio del XX secolo
Although theory underlines that immigrants usually tend to acquire the behaviors and norms of the receiving countries quickly, some researches have focused on how individual characteristics and the values and norms of the origin area determine different paths of this process. Moreover, the speed of the assimilation of the new social norms is usually interpreted as a clear indicator of immigrant integration into host societies. At the same time, literature has markedly underlined the role of strong or weak family ties in modelling the transition to adulthood especially when leaving or remaining longer in the parental home is taken into consideration. This study intends to use the 1910, 1920, and 1930 IPUMS census samples to analyze how the country of origin linked to different contextual factors affects the age of still leaving in the parental home among European second generations immigrants in the United States by comparing them with other immigrant groups. Results suggest that children of immigrants tend to live longer with their parents and thus to delay family formation compared to US white population. However, relevant differences emerge between different countries suggesting the potential effect of cultural maintenance among children of European second generations
Demographic Research Perspectives on the Developing Countries. An Editorial Note
We collect and present five research articles on some urgent demographic issues affect-ing the population in the global south. The studies focus on child mortality, fertilitytendencies, migration and the aging process, considering countries such as Egypt, Tanzania and Bangladesh, while one article measures the effects of inequality on early lifesurvival in 79 developing countries
La famiglia tra mutamenti demografici e sociali
Per molti decenni, sotto l'influenza degli studi pionieristici di Laslett, l'attenzione degli studiosi della famiglia si è concentrata soprattutto sugli aspetti più strettamente legati alle strutture familiari e alle modalità di coabitazione. Se da una parte si è fornita una base per interpretare le più ampie trasformazioni sociali e demografiche avvenute tra età moderna e contemporanea, dall'altra, si è forse perso di vista il più articolato sistema di relazioni tra famiglia, individui e contesto socioeconomico. A seguito del cambiamento nell’approccio allo studio storico-demografico della famiglia, passato dall’analisi statica delle classificazioni strutturali all’esame dinamico e longitudinale dei gruppi familiari, l’interesse si è focalizzato sulle nuove tematiche relative al ruolo della famiglia all’interno dei processi e dei meccanismi demografici, richiedendo una molteplice prospettiva disciplinare.
Gli interventi raccolti in questo volume testimoniano la multidisciplinarietà del nuovo approccio allo studio della famiglia, esplorando non solo le aree d'indagine tipiche della ricerca storico-demografica, ma estendendo ulteriormente il campo di indagine ad altre possibili accezioni di famiglia
Le fonti per lo studio del colera: il caso dell’epidemia di Bologna nel 1855
Le fonti per lo studio del colera: il caso dell’epidemia di Bologna nel 1855
Questo articolo descrive le fonti disponibili per lo studio dell’epidemia di colera che colpì la città
di Bologna nel 1855. Si mettono in evidenza le profilassi attivate dall’amministrazione e dal sistema
sanitario locale e la produzione di relazioni, indagini e registri che seguivano l’evolversi del morbo
e il decorso della malattia in città. Nell’articolo si presenta il contesto della città di Bologna, le sue
caratteristiche urbane, sociali e sanitarie. Viene descritta l’ondata epidemica che la colpì a metà
del XIX secolo. Sono messe in rilievo le potenzialità delle fonti dell’epoca e in particolare le attenzioni dei sanitari del tempo, volte a registrare informazioni, quanto più di dettaglio sui contagiati
e l’esito della malattia. Sono illustrate anche le fonti di supporto che consentono di integrare le
informazioni disponibili, quali i classici registri di sepoltura. In conclusione, si illustrano le potenzialità delle fonti per una più approfondita indagine su questa epidemia.This article outlines the resources for studying the cholera outbreak that affected Bologna in
1855. It focuses on the preventive measures implemented by the local government and healthcare
system, as well as the creation of reports, surveys, and registries that track the progression and
impact of the illness within the city. The piece also provides an overview of Bologna’s urban,
social, and health landscape during this period. It details the epidemic wave that hit the city in the
mid-19th century, emphasising the significance of contemporary sources, especially the meticulous
records kept by health workers about the infected individuals and the outcomes of the disease.
Additionally, the article discusses supplementary supporting sources, like traditional burial
registers. Finally, it demonstrates the value of these historical sources for a more comprehensive
analysis of the epidemic
Mortalità infantile e condizione dell’infanzia in Veneto fra XIX e XXI secolo
Mortalità infantile e condizione dell’infanzia in Veneto fra XIX e XX secolo
In questo articolo, in sintesi descrittiva che scende alla dimensione territoriale
delle province, si presentano le dinamiche di mortalità infantile in Veneto fra il
XIX e il XXI secolo. La regione comprende situazioni disomogenee: dai borghi
spopolati delle Alpi fino ai centri industriali, arrivando a territori malarici e paludosi. Tutto questo si riflette sulla mortalità infantile fino ad almeno gli anni Settanta del Novecento, quando migliorano in tutte le aree gli standard di assistenza
ostetrica, grazie anche ai progressi scientifici e alla disponibilità di nuove strumentazioni nelle terapie intensive dedicate. Osservando le dinamiche di mortalità nel periodo neonatale nel primo mese di vita e in quello post-neonatale fra
un mese e un anno di vita, si nota che sono più persistenti le mortalità endogene
di tipo biologico. Sono descritte anche le prevalenti cause di decesso nel primo
anno di vita e si riportano alcune informazioni sulla mortalità negli istituti per
bambini esposti o ammalatiThis article examines infant mortality trends in the Veneto region from the 19th
to the 21st century. Situations in the different provinces ranged from depopulated
villages in the Alps to industrial centres and even malarial marshlands. All this
was reflected in the infant mortality rate at least until the 1970s, when obstetric care standards improved in all areas following scientific advances and newly
equipped infant intensive care units. The data show that endogenous mortality
(due to biological factors) accounted for most deaths during the neonatal (first
month of life) and post-neonatal (from one month to one year old) phases. The
article outlines the main causes of death in the first year of life and provides information on deaths in institutions for abandoned or sick children
Introduzione
Per molti decenni, sotto l’influenza degli studi pionieristici di Laslett, l’attenzione degli studiosi si è concentrata soprattutto su aspetti più strettamente riguardanti le strutture delle famiglie e le modalità di coabitazione. Se da una parte si è fornita una base per interpretare più ampie trasformazioni sociali e demografiche avvenute tra età moderna e contemporanea, dall’altra si è forse perso di vista il più articolato sistema di relazioni tra famiglia, individui e contesto socio-economico. In questi termini, un approccio interdisciplinare allo studio della famiglia nel passato risulta auspicabile e necessario. Gli interventi raccolti in questo volume indagano l’evoluzione della famiglia esplorando non solo le aree d’indagine tipiche della ricerca storico-demografica, ma ne estendono ulteriormente il campo di indagine ad altre possibili accezioni di famiglia. In questa breve introduzione presentiamo gli interventi raccolti ripercorrendone il filo conduttore
La fragilità demografica della montagna emiliano-romagnola: le politiche regionali per il sostegno al territorio
L’area montana emiliano-romagnola si caratterizza per essere un territorio geograficamente variegato, offrendo un significativo patrimonio in termini di bellezze paesaggistiche, biodiversità e ricchezza culturale.
Nonostante i progressi registrati negli ultimi decenni in diverse aree montane dell’Emilia-Romagna, ancora permangono ostacoli strutturali che impediscono un maggiore equilibrio tra le zone più sviluppate e quelle più vulnerabili della regione. Queste difficoltà includono un perdurante declino demografico, la fragilità del sistema socio-economico, il diffuso dissesto idrogeologico. Le difficoltà di accessibilità e una distribuzione disomogenea delle risorse per l’educazione e la conoscenza rappresentano ulteriori sfide.
Il declino demografico nelle aree appenniniche della regione si manifesta attraverso un progressivo invecchiamento della popolazione, una diminuzione dei giovani residenti e una conseguente riduzione della forza lavoro. Questo processo di impoverimento demografico è stato ulteriormente aggravato dalla bassa natalità, portando a una graduale erosione del tessuto sociale e culturale locale. Per questo motivo, il fenomeno della fragilità demografica nei comuni montani emiliano-romagnoli è in tempi recenti diventato centrale nella definizione delle politiche per lo sviluppo regionale (Regione Emilia-Romagna 2021) che mirano, non solo a contrastare il declino della popolazione, ma anche a promuovere lo sviluppo sostenibile, valorizzando le risorse locali.
A conferma della centralità dei problemi della montagna nello sviluppo delle politiche regionali, la ‘Strategia regionale Agenda 2030’ ha previsto linee di sostegno diretto alla montagna emiliano-romagnola, enfatizzando la manutenzione del territorio, il potenziamento dei servizi essenziali, il rafforzamento del trasporto pubblico locale e il supporto al lavoro, alla permanenza dei giovani e alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale (Regione Emilia-Romagna 2021).
Queste linee di intervento, da un lato riflettono un approccio proattivo verso lo sfruttamento delle potenzialità locali e la promozione di uno sviluppo sostenibile, mentre, dall’altro lato, affrontano sfide più complesse e multidimensionali, come la protezione dai rischi naturali e la gestione di servizi essenziali e infrastrutturali.
Nel paragrafo seguente, muovendo dall’esame della situazione demografica delle aree montane emiliano-romagnole, ci interrogheremo sulla gravità del declino e sulle sue concause. Successivamente, pur fornendo un quadro non esaustivo
data la quantità dei provvedimenti, esamineremo criticamente le principali politiche
regionali attuate in risposta alla crisi demografica. In particolare cercheremo
di riflettere sull’efficacia di queste strategie
Il declino della fecondità in prospettiva storica e internazionale: un'analisi comparativa basata su dati censuari dell'archivio NAPP-IPUMS
In questa contributo riportiamo una sintesi dei risultati di un ampio progetto internazionale sul declino storico della fecondità in Svezia e in altri paesi dell’Europa mediante l’utilizzo di dati individuali di censimento. Il progetto ha riguardato lo studio delle differenze di fecondità in termini socio-economici prima e dopo il declino storico della fecondità iniziato nel XIX secolo. Si è dunque adottata una prospettiva storica di lungo periodo che, proprio per l’utilizzo di grandi database di informazioni censuarie, ha reso il progetto unico nell’ambito della ricerca internazionale. In particolare, abbiamo fatto uso del grande database internazionale di micro dati censuari costruito nell’ambito dei progetti North Atlantic Population Project (NAPP) ed Integrated Public Use Microdata Series (IPUMS)
La lotteria dell'estinzione
L’estinzione dell’umanità è quasi avvenuta un milione di anni fa, ma è stata immaginata dalla fantascienza nel corso degli
scorsi decenni in modi diversi, accomunati dalla responsabilità umana. Del futuro,
anche apocalittico, come qualcosa che è
già nel presente parla il cyberpunk e il suo
autore più noto, William Gibson
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