1,721,025 research outputs found
“Refleksija P’er-Čezare Bori o chudožestvennych proizvedenijach L. N. Tolstogo v stat’e “Vmesto smerti byl svet: o nekotorych finalach v proizvedenijach Tolstogo”
Pier Cesare Bori’s reflections on Tolstoy’s fiction in the article “In place of death there was light: about some endings in Tolstoy’s fictional writings”
This paper presents Pier Cesare Bori’s reflections on Tolstoy’s fiction. The research which the Italian historian of religions has carried out on Tolstoy is part of his work on universalistic interpretations of Christianity as well as the search for common ethics.
Bori noted that the events described in the endings of Tolstoy’s fiction, which invariably involve the death of one of the main characters, often shed light on their entire lives. The historian of religions identifies some recurring patterns, characterized either by what he calls “self-realization” of the hero (often preceded by illumination), or the absence of it. When illumination and self-realization does not take place at the point of death, but during life, illumination marks the beginning of a new life.
The topic of Eros plays a main role in those works where self-realization does not occur. According to Bori, the absence of self-realization can be explained by the way Tolstoy perceived Eros as an obstacle to a character’s spiritual life, in contrast with the radical idea of love as a defenceless force.
Lastly, some points of contact between the quest characterizing Bori’s studies and Tolstoy’s work are highlighted
Aspetti linguistici della traduzione tra l’italiano e il russo: il caso della segmentazione del testo in enunciati
The aim of this paper is to show how a rigorous linguistic-theoretical framework
can shed light on some of the central aspects that characterise interlingual translation.
The impact on translation of the differences between language systems, of the
so-called grammar of options and of the variations in language use is considered. Then,
the central role played by corpus linguistics in investigating the preferences of individual
languages for specific forms in usage is highlighted.
Theoretical aspects are applied to the study of a specific phenomenon, namely text
segmentation in utterances in Italian and Russian, carried out by means of 2 subcorpora
created within the Italian-Russian parallel corpus of the Russian National Corpus.
The analysis reveals the prevalence of simple utterances in Russian as opposed to
complex utterances formed of two or more information units in Italian. A higher frequency
of relative clauses and implicit gerundial, participial or infinitive clauses is observed
in Italian, as well as a tendency towards explicitation of logical-argumentative relations
and coreference of the subjects of the informative units included in complex utterances
Quanto manca alla sera
Il romanzo “Quanto manca alla sera”, pubblicato nel 2018 e subito entrato nella short list di diversi premi prestigiosi, è la prima opera di Evgenija Nekrasova a essere tradotta in Italia. Si tratta di una autrice che sin dal suo esordio ha ricevuto importanti riconoscimenti: “Nesčastlivaja Moskva” (“Mosca infelice”) è stato infatti insignito nel 2017 del secondo posto del premio “Licej”.
La prosa di Nekrasova ha immediatamente attirato l’attenzione dei critici per un tratto peculiare, definito “realismo magico”: l’intreccio tra descrizione della realtà post-sovietica ed elementi tipici del folclore slavo. Lo scrittore D. Bykov ha individuato in lei l’erede diretta di Platonov proprio per la malinconia che pervade il mondo platonoviano, perché attraverso la vicenda di Katja “ha saputo cogliere la vera sostanza delle periferie e dei sobborghi di Mosca, scalcinati, malserviti, un tempo in attesa di qualche intervento e ora paralizzati, perché non arriverà mai” (https://sobesednik.ru/dmitriybykov/20180803-knizhnaya-polka-dmitriya-bykova-tri-glavnyh-knigi-iyul ya-2018?fbclid=IwAR25x9nCT4k5TGrJm6vYbDat2Z_PymBrWa9885uPey8CPqu7-fZbKwVig). La stessa autrice ha dichiarato il suo interesse a mostrare una persona in una condizione psicologica di massima fragilità e in riferimento al suo stile ha quindi parlato di “realismo magico sociale”. Nella prosa fortemente sperimentale di Nekrasova, capace di operare una ardita sintesi persino linguistica tra sfera dell’immaginazione e aderenza alla realtà, sono stati inoltre individuati richiami a Gogol’, Remizov e Petruševskaja.
La descrizione in termini realistici delle figure femminili nel contesto post-sovietico da parte di Nekrasova ha infine portato alcuni studiosi a inscrivere la sua opera nel discorso femminista; al di là di questa interpretazione, nel panorama russo contemporaneo Nekrasova è da molti riconosciuta come una tra le più talentuose rappresentanti della cosiddetta “prosa femminile”, intesa come sguardo femminile sul mondo, che mostra uno sviluppo fiorente e ha già prodotto opere di notevole valore letterario. Queste le motivazioni alla base della scelta di proporre “Quanto manca alla sera” ai lettori italiani
I verbi naest’sja, napit’sja e doždat’sja e i loro equivalenti italiani nel corpus parallelo italiano-russo: interazione tra semantica della base verbale, valore dei circonfissi e contesto
The Verbs naest’sja, napit’sja and doždat’sja and their Italian Equivalents in the Russian-Italian Paral-lel Corpus: Interaction among Verbal Stem Semantics, Circumfixes and Context in the Expression of Intensification in Russian
The primary aim of this work is to analyse the Italian equivalents of some common Russian intensive-resultative verbs (naest’sja, napit’sja, doždat’sja), in order to highlight the role of interac-tion among verbal stem semantics, circumfixes, and context in the expression of intensification in Russian. Data from the Russian-Italian Parallel Corpus show that the verbs naest’sja and napit’sja are sometimes used with meanings which are absent or scarcely represented in dictionaries. One of the reasons for this is that in some contexts the forms obtained by adding a circumfix to aspectually hybrid verbs, such as est’ and pit’, function as ‘pure’ perfectives and the circumfix is partially emptied of its meaning. The verb doždat’sja/dožidat’sja expresses the reaching of a limit, which may consist in the realization or non-realization of an expected event, or the intention or possibility of waiting coming to an end. Particularly interesting are those examples in which the Italian equivalents are verbs which differ from aspettare and express the state resulting after the waiting process and whose semantics depends on the context. In some cases, a perception verb is added in Italian.On the whole, Italian translations make it possible to highlight how the verbs interact differ-ently with the context on the basis of the verbal stem semantics. As underlined by Tatevosov (2010), for verbs with the circumfix na-...-sja, the verbs analysed herein introduce a result state whose de-scriptive proprieties are underspecified, leaving a considerable amount for context and world knowl-edge to determine what exactly this state is
La verità profonda della finzione
Molti critici hanno individuato nella prosa di Nekrasova un carattere fiabesco (skazočnaja proza), legato sia alle funzioni dei personaggi principali, che possono pienamente rientrare tra quelle descritte da Propp, sia alla visione della protagonista che si conforma al modo in cui i bambini percepiscono la realtà, cioè al pensiero animistico, in cui i rapporti con il mondo inanimato ricalcano quelli con il mondo animato delle persone.
Oltre che per i tratti formali, il romanzo di Nekrasova può senza dubbio richiamare le fiabe per l’essenza stessa della storia narrata: si tratta infatti del racconto di una trasformazione, del superamento di una prova che, a rischio della vita stessa della protagonista, le permette di accedere al mondo degli adulti, ricalcando le tappe di un “rito di passaggio” secondo la descrizione di Van Gennep a cui si rifa Propp quando, in “Le radici storiche dei racconti di fate”, identifica nelle fiabe le tracce di questi riti.
Molti critici hanno tuttavia sostenuto che la peculiarità del romanzo sia da attribuire piuttosto, come emerge dalla trama, a uno sguardo disincantato, quindi apparentemente non fiabesco, capace di raccontare la noia e il grigiore della vita quotidiana caratteristici degli scenari delle periferie della Russia post-sovietica.
Sulla scorta di una definizione proposta dalla stessa autrice (“realismo magico sociale”), di alcune riflessioni di D. Bykov sul punto di vista dei bambini, l’unico paradossalmente in grado di offrire attraverso il linguaggio una percezione straniante, veritiera e “disautomatizzata” della realtà, e infine della prospettiva critica che inserisce Nekrasova nel novero delle migliori voci della “prosa femminile” contemporanea, in questo saggio viene argomentata la tesi di una sintesi felice tra dettagliato realismo e dimensione magica della narrazione.
La chiave di volta di questa operazione di integrazione tra sfere apparentemente antitetiche può ritrovarsi proprio nella visione fantastica ma contemporaneamente “non inquinata” di Katja, la protagonista, e nel funzionamento stesso del genere fiabesco. Come sostiene Bettelheim, infatti, le fiabe, benché irreali, non sono false, poiché quanto vi è narrato avviene realmente come esperienza interiore e sviluppo personale. La verità offerta dalla letteratura è sempre, non solo quando appaiono elementi fiabeschi, la verità della nostra immaginazione, dunque manifesta una logica fantastica, simile anche a quella dei sogni. Lungi dal rappresentare una fuga consolatoria, essa costituisce al contrario un elemento del reale, “una chiave interpretativa che permette di ‘mettere a fuoco’ questioni fondamentali”, altrimenti diluite e disperse in una descrizione puramente cronachistica dei fatti. Una storia è vera perché, tramite la finzione, contribuisce alla comprensione della realtà da parte del lettore, ha qualcosa di illuminante da dirgli riguardo alle principali questioni dell’esistenza
Gli equivalenti russi della perifrasi verbale imminenziale italiana stare per
The aim of this paper is to analyse the expression of imminentiality in Russian by collecting equivalents of the Italian periphrasis stare per using the Italian-Russian parallel corpus of the Russian National Corpus. Firstly, the way in which imminentiality is expressed through verbal aspect is considered, and it is shown that with non-durative telic verbs the present imperfective (such as umiraet) and future perfective forms with an adverb expressing imminentiality (such as skoro umrët) are both frequent and interpreted as quasi-synonimic. Subsequently, constructions are investigated in which imminentiality is semantically coded by means of modal verbs and those of intention, where constructions with sobirat’sja-sobrat’sja are the most frequent in the corpus. Lastly, past perfective forms with an approximative adverb (such as edva ne, čut’ ne), or with the particle bylo expressing the so called “past with no present relevance” or “discontinuous past” are taken into account and conclusions are drawn.The aim of this paper is to analyse the expression of imminentiality in Russian by collecting equivalents of the Italian periphrasis stare per using the Italian-Russian parallel corpus of the Russian National Corpus. Firstly, the way in which imminentiality is expressed through verbal aspect is considered, and it is shown that with non-durative telic verbs the present imperfective (such as umiraet) and future perfective forms with an adverb expressing imminentiality (such as skoro umrët) are both frequent and interpreted as quasi-synonimic. Subsequently, constructions are investigated in which imminentiality is semantically coded by means of modal verbs and those of intention, where constructions with sobirat’sja-sobrat’sja are the most frequent in the corpus. Lastly, past perfective forms with an approximative adverb (such as edva ne, čut’ ne), or with the particle bylo expressing the so called “past with no present relevance” or “discontinuous past” are taken into account and conclusions are drawn
I costrutti preconcessivi in italiano e in russo: primi risultati di una ricerca sul corpus parallelo del NKRJa
L’articolo presenta parte delle opzioni disponibili in italiano e russo per esprimere un costrutto preconcessivo, tipicamente costituito da una struttura correlativa paratattica che codifica un contrasto tra gli elementi testuali connessi. I dati sono stati ottenuti dal corpus parallelo italo-russo del Corpus nazionale della lingua russa (NKRJa), cercando la traduzione russa di alcuni connettori preconcessivi italiani tipici.This paper presents some of the options available in Italian and Russian to express a pre-concessive construction, typically formed by a paratactic correlative structure coding a contrast between the connected textual elements. Data were obtained from the Italian-Russian parallel corpus of the Russian National Corpus (NKRJa), by looking for the Russian translation of some typical Italian pre-concessive connectives
I costrutti preconcessivi in italiano e in russo: uno studio sul corpus parallelo del NKRJa
L’articolo presenta alcune opzioni disponibili in italiano e russo per esprimere un costrutto preconcessivo, tipicamente costituito da una struttura correlativa paratattica che codifica un contrasto tra gli elementi testuali connessi. I dati sono stati ottenuti dal corpus parallelo italo-russo del Corpus nazionale della lingua russa (NKRJa), cercando la traduzione russa di alcuni connettori preconcessivi italiani tipici.This paper presents some of the options available in Italian and Russian to express a preconcessive construction, typically formed by a paratactic correlative structure coding a contrast between the connected textual elements. Data were obtained from the Italian-Russian parallel corpus of the Russian National Corpus (NKRJa), by looking for the Russian translation of some typical Italian pre-concessive connectives
L’utilizzo del corpus parallelo italiano-russo del NKRJa per la didattica del russo L2 ai discenti italiani: il caso dei costrutti preconcessivi
In questo lavoro verrà descritto un esempio di utilizzo del corpus parallelo italiano-russo del Corpus Nazionale della Lingua Russa (NKRJa) nella didattica del russo L2 a discenti italiani di livello avanzato, in particolare nella presentazione dei costrutti cosiddetti ‘preconcessivi’. Innanzitutto, agli studenti viene fornita un’introduzione teorica sulle relazioni transfrastiche e sui costrutti preconcessivi sulla base delle forme italiane. I costrutti preconcessivi sono costituiti da una struttura correlativa paratattica con un anticipatore cataforico (come è vero, sì) e una ripresa anaforica (come ma, però). Gli anticipatori cataforici vengono suddivisi in due classi a seconda che indeboliscano il peso argomentativo della prima frase direttamente o indirettamente (come il futuro ‘concessivo’ del verbo essere). Dopo l’introduzione teorica gli studenti procedono alla ricerca sul corpus di alcuni anticipatori cataforici. I risultati permettono di individuare analogie e differenze tra le due lingue. In particolare la ricerca del secondo tipo di anticipatori mostra come in russo il distanziamento epistemico venga reso attraverso marche linguistiche avverbiali quali požaluj e možet byt’. Emerge come l’utilizzo del corpus parallelo si possa applicare alla didattica delle relazioni transfrastiche e dei costrutti preconcessivi agli studenti di russo L2, poiché favorisce l’analisi metalinguistica sulla lingua materna e il confronto interlinguistico nell’uso.The aim of this paper is to describe how the Russian-Italian parallel corpus of the Russian National Corpus can be used as a tool for teaching Russian as a foreign language to advanced Italian students, particularly in order to present “pre-concessive constructions”. Students are first provided with a general introduction to inter-clausal relations and pre-concessive constructions based on the forms existing in their native language. In Italian pre-concessive constructions typically consist in paratactic correlative structures which code a contrast between the connected textual elements by means of cataphoric expressions such as è vero, sì, certo and anaphoric elements like ma, però, del resto. Cataphoric expressions can be split into two different classes depending on whether they weaken the argumentative strength of the sentence content directly or indirectly. Students can then begin to look for cataphoric expressions on the corpus. Differences and similarities between the two languages can be deduced from the results. The work shows how use of the parallel corpus can help students of Russian as a foreign language to learn new constructions by analysing the various forms in bilingual parallel contexts
"Al posto della morte c'era la luce". Alcuni finali nella narrativa di Tolstoj
ll volume contiene la riedizione di un saggio di Pier Cesare Bori originariamente pubblicato su "Lo straniero" (105, 2009). Si tratta di un lavoro in cui Bori oltre ai temi etici che hanno caratterizzato i suoi studi, tocca delle questioni legate alla produzione artistica di Tolstoj. Infatti l’autore riflette sul pensiero di Lev N. Tolstoj analizzando i passaggi conclusivi di alcune delle sue opere letterarie più significative, spesso caratterizzati dalla morte di un personaggio e dalla chiarificazione del senso della sua intera esistenza. L’interpretazione di Bori evidenzia la ricchezza e la potenza artistica di questi testi, che, sebbene talvolta generati da intenti didascalici, finiscono per rappresentare tutta la complessità dell’animo umano. Ma ciò che più coinvolge è l’idea stessa di lettura applicata da Bori a queste opere. L’accostarsi al testo si avvicina a un esercizio spirituale senza essere però un atto di fede. Pur nascendo da una consonanza tra chi scrive e chi legge, questo incontro lascia infatti l’ultima parola al discernimento dell’individuo e può avere come esito finale la trasformazione interiore del lettore. Il saggio curato è preceduto da una introduzione (pp. 7-24) sugli studi di Bori dedicati al pensiero religioso di Tolstoj; sugli scritti teorici di Tolstoj che trattano i temi oggetto del saggio e sul loro rapporto con i testi letterari
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