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    Transition cow: interaction with fertility

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    Linee guida per esaltare l’uso di foraggi nell’alimentazione delle bovine che producono latte per il Parmigiano Reggiano.

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    Sono descritte le principali caratteristiche qualitative dei fieni e dei foraggi verdi e le migliori modalità di produzione e utilizzazione con la finalità di esaltare le caratteristiche qualitative del latte da trasformare in Parmigiano Reggian

    Il controllo del bilancio energetico per il contenimento delle patologie mammarie nella bovina ad inizio lattazione

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    Il bilancio fra la quantità di energia apportata dalla razionee fabbisogni di produzione è di fondamentale importanza per prevenire l’insorgenza di numerosi eventi morbosi che minano la salute ed il benessere della bovina da latte.Le tecniche più diffuse di razionamento solo di rado soddisfano questa esigenza: più di frequente, all’interno dello stesso allevamento, si hanno animali per i quali gli apportisono eccedenti, oppure inferiori rispetto alle necessità di mantenimento e di produzione. Nel primo caso l’energia viene accumulata di preferenza nel tessuto adiposo e la bovinarecupera peso e condizione corporea; nella seconda evenienza le riserve sono mobilitate anche con intensità e, nei casi estremi, la stessa sopravvivenza può essere messa in pericolo. [...

    Digeribilità della NDF dell’insilato di mais e razionamento delle bovine da latte

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    I ruminanti hanno sviluppato nel corso della loro evoluzione una sofisticata strategia digestiva capace di ottenere energia dalla degradazione anaerobica della fibra; tale processo avviene nel rumine a opera di svariati ceppi di batteri celluloso litici la cui azione dipende da diversi fattori, quali la presenza di substrati degradabili, il pH del liquor ruminale (idealmente dovrebbe essere superiore a valori di 6-6 l) concentrazioni di adeguate quantità di ammoniaca (livelli minimi di 5 mg/dL) isoacidi, minerali e dal tempo di permanenza degli alimenti. La quantità di fibra fermentata nel rumine e la velocità oraria con cui avviene la degradazione dipendono dalle caratteristiche intrinseche di ciascuna fonte. E’ interessante ricordare che, a parità composizione in componenti parietali (emicellulosa, cellulosa, lignina) fra diversi foraggi, a velocità di degradazione oraria della fibra differisce anche notevolmente. Il fenomeno dipenderebbe in particolare in particolare dalla disposizione spaziale della parete cellulare durante le fasi di crescita della pianta; al momento, purtroppo, non sono conosciuti i meccanismi che controllano questo fenomeno. La misura della velocità con la quale la fibra degradabile è fermentata è assai utile per stimare correttamente l’energia degli alimenti (foraggi in particolare) e anche per valutare con maggiore precisione la quantità di proteine microbiche che possiamo attenderci dalle sintesi batteriche. Il problema è particolarmente sentito nelle bovine ad alta produzione caratterizzate da elevati fabbisogni nutrizionali e da una rapida velocità di transito ruminale degli alimenti; in questi casi è importante che le diete apportino adeguate quantità di fibra velocemente degradabile per favorier l’attività dei batteri celluloso litici, per esaltare l’ingestione giornaliera di alimenti e la copertura dei fabbisogni nutrizionali, per contenere i rischi collegati all’impiego di elevate quantità di amidi. [...

    DOSSIER / ZOOTECNIA DI PRECISIONE

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    In questo contributo discuteremo le dotazioni relative alla zootecnia di precisione presenti in una stalla sperimentale universitaria. Questa stalla si trova ad Ozzano nell’Emilia (Bo), sede dell’ex Facoltà di Veterinaria di Bologna, ora Scuola di Agraria e Veterinaria - Dipartimento di Scienze mediche veterinarie (Dimevet), e ha una finalità sia di sperimentazione che didattica, sia per quanto riguarda l’alimentazione e le patologie, sia per quanto riguarda il comportamento e, più in generale, il benessere animale. La stalla sperimentale fa parte dell’Azienda agraria dell’Università di Bologna (Aub) e ospita 80 capi in lattazione, con un intervallo parto-concepimento medio di circa 120 giorni. Le bovine sono trasferite nel settore delle asciutte 60 giorni prima della data prevista per il parto; gli ultimi 20 giorni le passano nel box parto, su lettiera, dove partoriscono. Successivamente, le puerpere sono spostate in un’area a lettiera per un certo periodo di tempo variabile (mediamente 10 giorni) in funzione dello stato di salute della bovina (ad esempio capi a rischio chetosi, ecc.). In questo periodo si applica il seguente protocollo di monitoraggio: rilevamento quotidiano della temperatura corporea (rettale); a 3, 5 e 10 giorni si controlla il livello ematico dei corpi chetonici, lo stato uterino e la consistenza delle feci. Per le vacche in lattazione sono presenti anche tre stazioni di auto alimentatori con la possibilità di erogare tre diversi mangimi

    Effect of dietary supplementation with malt extracts on milk production

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    The transition period of a cow is characterized by marked changes in metabolism as the cowprepares for parturition and lactogenesis. Aim of the present study was the evaluation of the effect of feeding dairycows with malt extracts on milk production. Ten days before calving, 22 multiparous Holstein dairy cows weredivided in two groups and received for four months the same base diet added with an experimental concentrate(1.5kg/cow/day) containing either corn starch and malt extracts (ME) or only corn starch (CS) as the main energysource. Dry matter intake was not influenced by treatment and averaged 21.7kg of DM/cow/day. The use of maltextracts determined a numerical increase of milk yield (+0.7kg/cow/day, i.e. +2.5%) but this difference did notreach the significance level. Milk quality parameters were not influenced by treatment. Further studies will beneeded to assess if feeding diets rich in very high fermentable carbohydrates to transition dairy cows can be avaluable strategy.[...
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