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Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Il corpo post-pandemico. Dal perturbante alla flessibilità
L’evento pandemico, che ha universalmente attraversato società e continenti, costituisce una sorta di spartiacque non solo nelle discipline mediche, nelle modalità di salvaguardia della salute e nelle attività di prevenzione di altri futuri contagi, ma ha anche importanti risvolti sul progetto dell’abitazione. Il senso dell’abitare è stato quasi del tutto stravolto dalla drammaticità dell’emergenza sanitaria sin dal suo esordio: la casa si è trasformata in tempi rapidissimi in un luogo permanentemente attivo: di lavoro, educativo, performativo, di cura, oltre che in un coatto rifugio dal virus. D’altra parte, si è mostrata essa stessa quale un imprevisto ambiente di contagio fra coabitanti, posti in stretta relazione fisica gli uni con gli altri. Convivere con la pandemia ha fatto venire alla luce nuove esigenze abitative così come, al tempo stesso, si sono evidenziati tutti i limiti dell’edilizia residenziale italiana. I saggi qui presentati provano a rispondere a un duplice interrogativo, gli interventi sul patrimonio e i nuovi modelli e le nuove tipologie con cui affrontare il tema della casa post-pandemica
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Può un paese tradizionale reinterpretare le sue antiche radici domestiche? Lo spazio attorno al tavolo.
La pandemia ci ha costretti a casa, e non ha più reso possibile associare una determinata circostanza a un determinato luogo. Infatti, definire il ritmo delle nostre giornate mentre siamo costantemente circondati dalle stesse immagini, è diventato una sfida impegnativa; per risolvere questa difficoltà e tornare ad avere una percezione del tempo, è stata riscoperta l’importanza dei pasti domestici. In Italia il pasto ha da sempre ricoperto un ruolo centrale, divenendo una forte caratteristica della nostra cultura e avendo un robusto legame con le nostre tradizioni (Forino, 2019); i pasti sono in particolar modo un momento di riferimento per le persone anziane e fragili, obbligate a trascorrere la maggior parte del loro tempo all’interno della propria abitazione.
Tuttavia, negli anni che hanno preceduto la pandemia, il fattore tempo sembrava aver messo in crisi questo momento peculiare, e trascorrendo una vita frenetica, siamo giunti, al contrario, ad attribuirgli un ruolo marginale: abbiamo iniziato a consumare i nostri pasti casualmente e in luoghi diversi dalla tavola, giungendo ad avere disturbi a livello sociale. In questo contesto, desideriamo discutere l’importanza del tavolo come un oggetto posizionato nello spazio, tramite il quale è possibile riscoprire il valore del tempo e delle autentiche relazioni sociali: è un artefatto conviviale attorno al quale ognuno può condividere le proprie opinioni e scambiare conoscenza, diventando così un elemento di unione (Coccia, 2021). Lo spazio in cui mangiamo si è evoluto ed è cambiato nel corso del tempo (Baroni, 1978), e parallelamente anche il tavolo ha modificato la propria forma e misura, consentendo alle persone di accomodarsi, da sole o in compagnia, in differenti configurazioni.
Constatato ciò, a livello sociale e antropologico, entra in gioco il ruolo fondamentale dello sguardo, specialmente in un momento in cui è necessaria la distanza sociale ma allo stesso tempo l’interazione umana rimane indispensabile.
Negli ultimi tempi abbiamo anche preso coscienza del fatto che il tavolo e lo spazio circostante ad esso, sono, ed è necessario siano, versatili; per procedere oltre la pandemia, è essenziale esplorare ed enfatizzare il ruolo centrale che ha il tavolo nello spazio domestico (Monteys, Bates, 2019), esplorando la sua completa versatilità.
Differenti forme, dimensioni, materiali e colori, ma anche differenti funzioni: mangiare, discutere, creare, lavorare, giocare, connettersi con il mondo esterno. Tali azioni sopra elencate possono ottenere vantaggio dal potere magnetico che ha il tavolo all’interno di uno spazio. Gli altri spazi si rivolgono al tavolo, la casa protende ad esso, dove la vera vita prende forma.
È essenziale fare tesoro delle nostre origini, e tornare insieme intorno al tavolo per discutere e progettare i futuro
L'arredamento salvifico per la produttiva casa italiana
Dal 2020 a oggi, la pandemia da Covid-19 ha pesantemente sferzato l’umanità,
indirizzando gli esseri umani verso nuovi modelli esistenziali, volti a resistere
al virus, oltre che a combatterlo sul campo. Sebbene i vaccini abbiano offerto,
e continuino a dare, forme di temporeggiamento nonché di sopravvivenza al
contagio, l’ondata virologica non ha fermato i suoi strali, continuando il morbo
a mutare nel tempo, talora rafforzandosi, talaltra indebolendosi, ma seguitando
a costituire un’incognita per il futuro, assieme alla caotica variabile della crisi
climatica. Nonostante si sia tornati a condurre un’esistenza meno emergenziale
rispetto alla pandemia, quell’allarme è stato così deflagrante da poterlo considerare
un perenne monito per chi abita e soprattutto per chi progetta gli spazi
dell’abitare: sembra sempre più necessario pensare allo spazio abitativo in termini
di versatilità, flessibilità e adattamento alle mutevoli condizioni di vita del
presente e del futuro. Se le case del futuro potranno essere progettate come isole
indipendenti all’interno di «ecosistemi integrati» (Voci, 2022), interconnesse
mediante delle app a una serie di servizi comuni (lavanderia, cucina, asilo)
e medici o infermieristici (assistenza e cura), il problema sarà come riattivare
il desueto patrimonio residenziale italiano, con particolare riferimento a quello
realizzato a partire dal secondo dopoguerra, che durante l’emergenza sanitaria
ha mostrato tutti i suoi limiti
Alcune note sulla condizione residenziale d’oggi
Sono ormai molti anni che in Italia non si discute più in maniera sistematica sul tema della residenza, né in termini tipologici, impostando quindi la questione su come l’architettura della casa registri – o aiuti a produrre, secondo alcuni – i cambiamenti in atto nella società italiana, né dal punto di vista urbano, e cioè a partire dalla capacità propria della nostra cultura di trasformare la revisione del senso dell’abitare in una discussione più generale sui nostri quartieri e sulle nostre città. Un ragionamento che non può non coinvolgere l’adeguamento del grande patrimonio residenziale, soprattutto pubblico, per le sfide che pone la contemporaneità, tra le quali rientra, purtroppo, il corrente regime pandemico (o inter-pandemico, come si dice con allarme da più parti), che è poi il problema più generale alla quale è dedicato questo volume
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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