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Sviluppo del turismo e turismo per lo sviluppo umano
Alla parola sviluppo sono state affiancate aggettivazioni varie: equilibrato, inclusivo e, da ultimo, umano. Ed è proprio la prospettiva seniana dello sviluppo umano quella che orienta la proposta di questo libro di leggere vari aspetti del turismo al fine di definirne la capacità o meno di favorire quell’«allargamento dello spazio della libertà delle persone di poter scegliere la vita che desiderano vivere sulla base delle proprie convinzioni morali ed ideali» che Sen ha più volte definito come il riferimento sul quale va valutato ogni aspetto della nostra organizzazione economica, sociale e politica. Anche il turismo, dunque, va visto (e valutato) nel suo contri- buto allo sviluppo sulla base della capacità di rappresentare, sia per la comunità ospitante – che dall’attività turistica ricavano reddito e altre opportunità di crescita economica e sociale – sia per gli ospiti, che da questa esperienza possono trarre elementi di conoscenza, di rigenerazione psicologica e di rivitalizzazione delle emozioni, un momento di allargamento dello spazio delle capabilities, delle opportunità di vitan questa nuova dimensione del fenomeno, vien fatto di nota- re, muta la finalità stessa del sostegno alle attività turistiche, mo- dificandosi da esigenza puramente culturale a fattore importante, in talune occasioni molto importante, di valorizzazione delle po- tenzialità economiche dei territori a servizio di un innalzamento delle opportunità di benessere per tutti
Il determinismo geografico nelle relazioni tra trasformazione digitale ed economia della conoscenza alla scala urbana
La globalizzazione dell'economia, accompagnata dall'emergere di modelli di potere transnazionali, ha profondamente alterato il tessuto sociale, economico e politico di vaste aree e, in particolare, delle città globali (Sassen, 1991), luoghi di intersezione tra globale e locale, centri di snodo per commerci, finanza e attività bancarie. Tale fenomeno, tipico degli anni ’90, ha preceduto la imponente diffusione delle smart cities, che ha esaltato i paradigmi relativi all’economia della conoscenza ed alla trasformazione digitale delle città.
In tale scenario, appare interessante indagare analiticamente, alla scala urbana, il rapporto tra i consolidati drivers dello sviluppo, in relazione a variabili geografiche di influenza.
Il presente contributo, pertanto, a partire da una riflessione critica sul tema, ambisce a riportare evidenze analitiche della presenza di un determinismo geografico relativo alla intensità della correlazione fe-nomenologica tra l’economia della conoscenza e la trasformazione digitale, dimostrando che fattori geografici riferibili alla dimensione urbana e alla localizzazione possono rafforzare l’entità del legame causale.
La valenza dei risultati ricercati si manifesta, sul piano teorico, nella possibilità di disporre di accurati modelli causali che governano le dinamiche di sviluppo urbano inerenti ai paradigmi analizzati e, sul piano pratico, nella possibilità, per gli amministratori locali e gli addetti ai lavori, di caratterizzare la pianificazione delle attività in funzione di variabili di contesto
Un archivio elettronico per il Bollettino della Società Geografica Italiana
Le straordinarie opportunità che derivano dalla diffusione, a costi sempre più contenuti, delle applicazioni dell'informatica alle più disparate forme di produzione culturale consentono lo sviluppo di iniziative che soltanto pochi anni addietro apparivano improponibili. Ciò è vero, essenzialmente, in termini di diffusione e immediatezza di accesso alle conoscenze che, grazie a una nuova forma di distribuzione, attraverso la grande rete informatica del World Wide Web, consente una circolazione di idee e un'accumulazione di conoscenze di straordinaria valenza culturale.
In questa attività di produzione dello stock d'informazioni, si è registrata una eccezio-nale accelerazione nel recupero di documenti di periodi, anche recenti, in cui l'informatica era ancora riservata a operatori esperti e le cui applicazioni dedicate a ben specificate e selettive funzioni, in circoscritti settori sia della gestione d'impresa, sia dell'informazione, sia della ricerca scientifica. Inizialmente, questo ambito di applicazione delle tecniche informatiche ha avuto come oggetto, sull'esempio dell'archiviazione su pellicola fotografica di documenti interni, la pratica della riproduzione fisica su supporto di memoria (nastro, disco magnetico, disco riscrivibile, floppy, archivi di massa eccetera) allo scopo di ridurre gli spazi degli archivi e meglio amministrare la gestione dei dati disponibili. In seguito, nei programmi di sviluppo dei sistemi interni di utilizzo delle procedure informatiche si è progressivamente dato spazio a un settore riservato all’archiviazione e restituzione di documentazione di più vasto interesse collettivo contribuendo, in tal modo, all'arricchimento del patrimonio di conoscenze accessibili.
La Società Geografica Italiana, nella sua prestigiosa sede, custodisce patrimoni d'immenso valore culturale intorno ai quali, in modo sistematico e ricorrente, si è provveduto a organizzare mostre ed esposizioni frequentate da un pubblico interessato e attento, costituito non solo da studiosi, bensì esteso a quella sempre più vasta componente di cittadini, sensibili alle sollecitazioni culturali, interessati allo svolgimento di manifestazioni in grado di agire su fattori d'attrazione di ampia ricaduta collettiva, quali hanno saputo suscitare, come emerge dall'ampia affluenza di visitatori, le iniziative realizzate dalla Società Geografica, specialmente nell'ultimo decennio. Il rischio che si corre è che nuove generazioni di studiosi, sopraffatte da impegni quotidiani più pressanti, scoraggiate da difficoltà logistiche, di fronte alla carenza di fonti immediatamente accessibili finiscano, progressivamente, per subire una sorta di impoverimento culturale per carenza di conoscenze di carattere fondativo che impedisce la ricognizione stessa dei processi che hanno determinato l'evoluzione disciplinare.
Il saggio analizza l'esito del lavoro svolto nell'ambito dell'intesa intervenuta tra la Società Geografica Italiana e il Dipartimento di Analisi delle Dinamiche Ambientali e Territoriali (DADAT), diretto da Tullio D’Aponte, per effetto della quale si è reso accessibile, a un vasto pubblico di studiosi, il ricco patrimonio costituito dalla raccolta dei contributi scientifici pubblicati dal “Bollettino”. Il progetto si è proposto di acquisire, in formato PDF, i testi di tutti gli articoli pubblicati nel “Bollettino della Società Geografica Italiana" (1868-2008), in modo da creare un database interrogabile in base ai criteri di ricerca prescelti (autore, argomento, anno, etc.)
ANALISI DEI SITI WEB ISTITUZIONALI DEI MUSEI STATALI ITALIANI DI PROPRIETÀ DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI (MIBAC) NEI CAPOLUOGHI DI PROVINCIA
Differenziali geografici in relazione alla spesa per investimenti energetici in funzione della propensione alla sostenibilità ambientale e del disagio socio-materiale. Un’analisi dello scenario italiano
UDINE 2020. PROSPETTIVE PER LA CITTà DEGLI ANNI FUTURI
Analizza le prospettive in termini di sostenibilità dello sviluppo futuro di Udine alla luce dei nuovi strumenti urbanistici regionali e comunal
Immigrati ad alta qualificazione 4.0: una tessera strategica nella geografia della nuova globalizzazione. Il caso Sénégal.
PER UNA NUOVA CENTRALITÀ DEI BORGHI NELLA GEOGRAFIA DELLA INNOVAZIONE. UN MODELLO DI SVILUPPO SOSTENIBILE
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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