131 research outputs found

    THE IMPORTANCE OF INTESTINAL MICROBIAL FLORA (MICROBIOTA) AND ROLE OF DIET

    No full text
    In this article we want to analyze the function of the intestinal microbial flora. In the intestinal environment microorganism "good" microrganisms coexist with "bad". The coexistence between good and bad bacteria is balanced by a mutual action of contrast that has the purpose of maintaining the intestinal microbiota flora in a state of equilibrium. This condition is referred eubiosis. This article will attempt to analyze the beneficial role carried out by eubiotic microbial flora showing the negative effects of dysbiosis

    ASPETTI CLINICI DELLA MALATTIA DIVERTICOLARE

    No full text
    La malattia diverticolare è una patologia piuttosto frequente nella popolazione occidentale. E' stimato che il 30-40% dei pazienti sottoposti ad indagini strumentali sull'apparato digerente presentino diverticoli al colon. Questi, nel 75% dei casi sono del tutto asintomatici. la diverticolosi appare strettamente connessa allo stile di vita ed alle abitudini alimentari tipiche dei paesi occidentali. a seguito di questa preferenza geografica, gli autori anglosassoni definiscono questa condizione patologica "a disease of western civilization". La diverticolosi insorge solitamente nei soggetti adulti, il trend della malattia aumenta proporzionalmente con l'età; pur tuttavia, negli ultimi anni abbiamo osservato una invesrione di tendenza e un coinvolgimento delle fasce più giovani. in questo testo specialistico vengono affrontate da parte degli autori, aventi una diversa estrazione scientifico-accademica, quelle nozioni di ordine morfologico, fisiopatologico e clinico di malattia. Fra gli elementi causali della malattia diverticolare primeggia il ruolo della dieta povera di fibre connessa alla stitichezza e all'obesità. la debolezza congenita delle pareti coliche sembra esercitare un chiaro ruolo concausale. Il problema cruciale connesso alla presenza dei diverticoli è rappresentato dalla infiammazione mucosale del diverticolo (diverticolite). questa a sua volta può condurre a tutta una serie di complicanze che necessitano l'immediato ricovero ospedaliero e l'intervento chirurgico d'urgenza. la flogosi diverticolare si correla a precise modificazioni dell'ambiente endolumiinale quali l'aumento della pressione, la scarsa presenza di fibre e soprattutto alle alterazioni quali/quantitative della flora microbica residente, conosciuta come microbiota. le più aggiornate acquisizioni scientifiche dimostrano che l'aterazione del microbiota - definita disbiosi - rappresenta l'evento trigger responsabile della attivazione del sistema linfatico intestinale mucosale -GALT (Gut associated Limphoyd tissue). Ciò innesca la sequenza di eventi di ordine immunitario e bioumorale che sostengono con 2forza e vigore" la flogosi mucosale: il diverticolo si infiamma e compare la diverticolite. Il mantenimento dello stato di eubiosi intestinale, diventa pertanto la condizione imprescindibile per mantenere il corretto trofismo e benessere mucosale. Queste acquisizioni di ordine etio-fisiopatologico consentono di aprire nuovi scenari applicativi per intravedere, nella oscurità visibile, protocolii terapeutici estremamente biocompatibili e privi di effetti collaterali, atti a prevenire la diverticolite. L'impiego di batteri - definiti probiotici - essenziali per il benessere e la funzionalità intestinale, consente di mantenere quel corretto equilibrio microbico saprofita, che protegge la mucosa da eventi flogistici. sappiamo anche che la flogosi mucosale cronico-ricorrente implementa il rischio tumorale del tratto intestinale con la compartecipazione attiva della flora enteropatogena. Il fattivo impegno a mantenere quello stato di eubiosi intestinale, unitamente alla regolare introduzione di fibre con la dieta, rappresenta quindi il messaggio prioritario, l'end point, di questo sforzo editoriale

    LA RETTOCOLITE ULCEROSA. Approccio Metodologico alla interpretazione della malattia e prospettive future.

    No full text
    La presente monografia affronta la "Rettocolite Ulcerosa" (RCU). Questa patologia ha una vasta diffusione epidemiologica e risulta inserita nell'ambito delle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD). La Rettocolite Ulcerosa, in questo volume, è affrontata sotto il profilo ermeneutico: interpretando ed elaborando i dati raccolti, alla luce dell'esperienza maturata in quasi 20 anni di attività clinica, ed in particolare endoscopica. La circoscrizione del quadro morboso, unitamente alla interpretazione dinamica della malattia, sono gli obiettivi che si è inteso perseguire. L'imperativo è quello di far precedere sempre, le informazioni alla operatività diagnostico-terapeutica. La preparazione è importante quanto l'azione. La monografia è stata "edificata" sui pilastroi dell'analisi ragionata, dei dati acquisiti in letteratura. L'aspetto peculiare e distintivo di questa opera, sta nell'avere accordato, in senso concausale, il quadro morboso alle variazioni omeostatiche del microambiente intestinale, (flora batterica saprofita, in primisi). Nella letteratura scientifica internazionale, trova sempre più spazio il ruolo esplicato dalla microflora endoluminale nel mantenimento della mucosa intestinale. Dalle modifiche quali/quantitative di questa "pacifica ed armonica" convivenza pluri-microbica, si creano i presupposti etio-fisiopatologici, che condurranno all'instaurarsi di una moltitudine di eventi patologici di ordine infiammatorio, allergico ed anche tumorale. Solo mantenendo in perfetta armonia, il "delicato" equilibrio micorbico, possiamo tentare di prevenire l'instaurarsi di variegate e molteplici patologie. Sull'argomento c'è ancora molto da scoprire

    Characterization of human VDAC isoforms: A peculiar function for VDAC3?

    No full text
    VDACs are a family of pore-forming proteins mainly located in the mitochondrial outer membrane. In mammals three isoforms exist. In this work we review the information available about them with the addition of new results. We have compared the human VDACs transformed in a yeast strain lacking the endogenous porin. VDAC1 and 2 are able to complement the lack of porin in mitochondrial respiration and modulation of ROS. VDAC3 has a limited ability to support the mitochondrial respiration and has no influence in the control of ROS production. The over-expression of VDAC isoforms in wild type yeast strain led to a dramatic sensitivity to oxidative stress, especially for VDAC3, and a shorter lifespan in respiratory conditions. Real-time PCR comparison of the isoforms indicated that in HeLa cells VDAC1 is 10 times more abundant than VDAC2 and 100 times than VDAC3. The over-expression of any single isoform caused a 10 times increase of the transcripts of VDAC2 and VDAC3, while VDAC1 is not changed by the over-expression of the other isoforms. Models of VDAC2 and VDAC3 isoform structure showed that they could be made of a 19-strand beta-barrel and an N-terminal sequence with variable features. In this work we show for the first time a functional characterization of VDAC3 in a cellular context. (C) 2010 Elsevier B.V. All rights reserved

    Living Labour and Social Movements: A Dialogue with Antonio Negri

    No full text
    In this interview, Antonio Negri first focuses on the possibility of defining the concept of ‘social movement’. By mobilizing a spectrum of references that goes from Carl Schmitt to the Weberian sociology of religion, he insists on the necessity, not to sociologically crystallize the concept, but, instead, to think about it in a historical manner. Social movements would then be attempts at activating ‘liberation processes’, which nowadays can only be thought of within the conditions of financial capitalism. Negri then proceeds to examine the relation between the concept of social movement and those of class and class struggle: he suggests a dynamic and relational interpretation of the Marxian concept of ‘living labour’ as a bridge between a class analysis of society and the study of social movements, movements which in the contemporary landscape are ready to take an ‘entrepreneurial’ connotation. The political and intellectual experience of Italian Workerism in the 1960s is then recalled as a fertile example of the application of this method of social analysis, but also as an exemplification of the principle of ‘unrepeatability’ of social movements. The author finally claims to be a ‘theorist of immaterial labour’ in order to then develop a radical critique of the idea of so-called ‘post-materialist’ movements and of the effects that such a notion has had on the sociology of social movements. </jats:p

    LA MALATTIA DIVERTICOLARE

    No full text
    La malattia diverticolare è una patologia piuttosto frequente nella popolazione occidentale. E' stimato che il 30-40% dei pazienti sottoposti ad indagini strumentali sull'apparato digerente presentino diverticoli al colon. Questi, nel 75% dei casi sono del tutto asintomatici. la diverticolosi appare strettamente connessa allo stile di vita ed alle abitudini alimentari tipiche dei paesi occidentali. a seguito di questa preferenza geografica, gli autori anglosassoni definiscono questa condizione patologica "a disease of western civilization". La diverticolosi insorge solitamente nei soggetti adulti, il trend della malattia aumenta proporzionalmente con l'età; pur tuttavia, negli ultimi anni abbiamo osservato una invesrione di tendenza e un coinvolgimento delle fasce più giovani. in questo testo specialistico vengono affrontate da parte degli autori, aventi una diversa estrazione scientifico-accademica, quelle nozioni di ordine morfologico, fisiopatologico e clinico di malattia. Fra gli elementi causali della malattia diverticolare primeggia il ruolo della dieta povera di fibre connessa alla stitichezza e all'obesità. la debolezza congenita delle pareti coliche sembra esercitare un chiaro ruolo concausale. Il problema cruciale connesso alla presenza dei diverticoli è rappresentato dalla infiammazione mucosale del diverticolo (diverticolite). questa a sua volta può condurre a tutta una serie di complicanze che necessitano l'immediato ricovero ospedaliero e l'intervento chirurgico d'urgenza. la flogosi diverticolare si correla a precise modificazioni dell'ambiente endolumiinale quali l'aumento della pressione, la scarsa presenza di fibre e soprattutto alle alterazioni quali/quantitative della flora microbica residente, conosciuta come microbiota. le più aggiornate acquisizioni scientifiche dimostrano che l'aterazione del microbiota - definita disbiosi - rappresenta l'evento trigger responsabile della attivazione del sistema linfatico intestinale mucosale -GALT (Gut associated Limphoyd tissue). Ciò innesca la sequenza di eventi di ordine immunitario e bioumorale che sostengono con 2forza e vigore" la flogosi mucosale: il diverticolo si infiamma e compare la diverticolite. Il mantenimento dello stato di eubiosi intestinale, diventa pertanto la condizione imprescindibile per mantenere il corretto trofismo e benessere mucosale. Queste acquisizioni di ordine etio-fisiopatologico consentono di aprire nuovi scenari applicativi per intravedere, nella oscurità visibile, protocolii terapeutici estremamente biocompatibili e privi di effetti collaterali, atti a prevenire la diverticolite. L'impiego di batteri - definiti probiotici - essenziali per il benessere e la funzionalità intestinale, consente di mantenere quel corretto equilibrio microbico saprofita, che protegge la mucosa da eventi flogistici. sappiamo anche che la flogosi mucosale cronico-ricorrente implementa il rischio tumorale del tratto intestinale con la compartecipazione attiva della flora enteropatogena. Il fattivo impegno a mantenere quello stato di eubiosi intestinale, unitamente alla regolare introduzione di fibre con la dieta, rappresenta quindi il messaggio prioritario, l'end point, di questo sforzo editoriale

    Dataset: Language and semantic processing in blind and sighted individuals. A simulation study

    No full text
    ------------------- GENERAL INFORMATION ------------------- 1. Title of Dataset       Dataset_SimulationsOutput_BlindvsSightedModels      2. Author Information This dataset is being made public to act as supplementary data for publication. Running title:  R. Tomasello, M. Garagnani, T. Wennekers, and F. Pulvermüller, Recruitment of visual cortex for language processing in blind individuals is explained by Hebbian learning.   Corresponding author:         Name:             Rosario Tomasello          Institution:     Brain Language Laboratory, Freie Universität Berlin         Address:         Habelschwerdter Allee 45, 14195 Berlin         Email:             [email protected] -------------------------- RESEARCH PROJECT & METHODOLOGICAL INFORMATION -------------------------- The data were generated by a neurobiologically constrained cortex model of the fronto-temporal-occipital lobes applied to simulate word meaning acquisition of object- and action-related words in action and perception system under undeprived and visually deprived conditions. The purpose of this study was to investigate how and why the visual system is recruited for language processing in blind individuals, as documented by neurocognitive empirical experiments. The files listed above shows the cell assemblies (CA) distributions across the different cortical areas spontaneously emerged as a result of Hebbian learning. For more information about the general features of the model see our previous publications: R. Tomasello, M. Garagnani, T. Wennekers, and F. Pulvermüller, (2018) A Neurobiologically Constrained Cortex Model of Semantic Grounding With Spiking Neurons and Brain-Like Connectivity, Front. Comput. Neurosci., vol. 12, p. 88. M. Garagnani, G. Lucchese, R. Tomasello, T. Wennekers, and F. Pulvermüller, (2017) A Spiking Neurocomputational Model of High-Frequency Oscillatory Brain Responses to Words and Pseudowords, Front. Comput. Neurosci., vol. 10, no. January, pp. 1–19. --------------------- DATA & FILE OVERVIEW --------------------- 1. File List         Filename: CA_Structure_Blind VS SightedModel.xlsx (size 150KB)           The excel file includes the cell assembly (CA) distributions of the learnt action and object words of both sighted and blind models along with their CA structure comparisons and the related figures.               Folders: Raw_Data_SightedModel (size 6KB) & Raw_Data_BlindModel (size 6KB)        These folders include the raw data output of the CA structure of the 13 sighted and 13 blind simulated models after word meaning acquisition. </p

    Molecular Connections between DNA Replication and Cell Death in β-Amyloid-Treated Neurons

    No full text
    Background: Ectopic cell cycle reactivation in neurons is associated with neuronal death in Alzheimer's disease. In cultured rodent neurons, synthetic β-amyloid (Aβ) reproduces the neuronal cell cycle re-entry observed in the Alzheimer's brain, and blockade of the cycle prevents Aβ-induced neurodegeneration. DNA polymerase-β, whose expression is induced by Aβ, is responsible for the DNA replication process that ultimately leads to neuronal death, but the molecular mechanism(s) linking DNA replication to neuronal apoptosis are presently unknown. Aim: To explore the role of a conserved checkpoint pathway started by DNA replication stress, namely the ATM-ATR/Claspin/Chk-1 pathway, in switching the neuronal response from DNA replication to apoptosis. Methods: Experiments were carried out in cultured rat cortical neurons challenged with toxic oligomers of Aβ protein. Results: Small inhibitory molecules of ATM/ATR kinase or Chk-1 amplified Aβ-induced neuronal DNA replication and apoptosis, as they were permissive to the DNA polymerase-β activity triggered by Aβ oligomers. Claspin, i.e., the adaptor protein between ATM/ATR kinase and the downstream Chk-1, was present on DNA replication forks of neurons early after Aβ challenge, and decreased at times coinciding with neuronal apoptosis. The caspase-3/7 inhibitor I maintained overtime the amount of Claspin loaded on DNA replication forks and, concomitantly, reduced neuronal apoptosis by holding neurons in the S phase. Moreover, a short phosphopeptide mimicking the Chk-1-binding motif of Claspin was able to prevent Aβ-challenged neurons from entering apoptosis. Conclusion: We speculate that, in the Alzheimer's brain, Claspin degradation by intervening factors may precipitate the death of neurons engaged into DNA replication

    Neurotoxic properties of the anabolic androgenic steroids nandrolone and methandrostenolone in primary neuronal cultures

    No full text
    Anabolic-androgenic steroid (AAS) abuse is associated with multiple neurobehavioral disturbances. The sites of action and the neurobiological sequels of AAS abuse are unclear at present. We investigated whether two different AASs, nandrolone and methandrostenolone, could affect neuronal survival in culture. The endogenous androgenic steroid testosterone was used for comparison. Both testosterone and nandrolone were neurotoxic at micromolar concentrations, and their effects were prevented by blockade of androgen receptors (ARs) with flutamide. Neuronal toxicity developed only over a 48-hr exposure to the steroids. The cell-impermeable analogues testosterone-BSA and nandrolone-BSA, which preferentially target membrane-associated ARs, were also neurotoxic in a time-dependent and flutamide-sensitive manner. Testosterone-BSA and nandrolone-BSA were more potent than their parent compounds, suggesting that membrane-associated ARs were the relevant sites for the neurotoxic actions of the steroids. Unlike testosterone and nandrolone, toxicity by methandrostenolone and methandrostenolone-BSA was insensitive to flutamide, but it was prevented by the glucocorticoid receptor (GR) antagonist RU-486. Methandrostenolone-BSA was more potent than the parent compound, suggesting that its toxicity relied on the preferential activation of putative membrane-associated GRs. Consistently with the evidence that membrane-associated GRs can mediate rapid effects, a brief challenge with methandrostenolone-BSA was able to promote neuronal toxicity. Activation of putative membrane steroid receptors by nontoxic (nanomolar) concentrations of either nandrolone-BSA or methandrostenolone-BSA became sufficient to increase neuronal susceptibility to the apoptotic stimulus provided by β-amyloid (the main culprit of AD). We speculate that AAS abuse might facilitate the onset or progression of neurodegenerative diseases not usually linked to drug abuse. © 2011 Wiley-Liss, Inc
    corecore