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La formazione dell'assistente sociale come processo situato tra comunità di pratica e setting di intervento
L’intento di questo contributo è quello di fornire apporto al dibattito che si è sviluppato sul tema della formazione per gli assistenti sociali; in particolare il focus si sposterà sullo sviluppo delle competenze, sui processi di “facilitazione” e di empowerment in un’ottica di "comunità di pratica". La formazione per gli assistenti sociali è inserita in dinamiche di complessità sempre crescentein relazione ai contesti di intervento (cfr. Corino, 2000). Seguendo la proposta formulata da E.Wenger (1999), in questo nostro intervento ci interesseremo ad approfondire il tema della formazione psicosociale che trova origine e sviluppo in processi in atto in setting, non strettamente "formali" (Avallone, 2000) che inquadrano l'assistente sociale come un professionista in grado di apprendere ovunque, in modalità situata nelle "comunità di pratica” (Wenger, 1998; Wenger, McDermott, Snyder, 2002)
Le dimensioni della salute in un campione di studenti emergenti: prime evidenze per uno strumento valutativo
Il costrutto di "salute" è stato definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente l’assenza di malattie” (OMS, 1948). Tuttavia tale definizione quando si fa riferimento ad “uno stato di completo benessere” rimanda a una accezione troppo idealistica di salute collocandola in un ambito psicosociale apparentemente statico e non dinamico (Ingrosso, 2001, 2006). Il contributo si muove su questa linea critica ben documentata in letteratura volta ad avvalorare come l'interconnessione tra individuo e contingenze ambientali sia estremamente mutevole nel “life span”, influenzando i vari modi di concettualizzare la salute (Ewles & Simnett, 1995) che può essere inquadrata meglio in termini di capacità individuale di adattamento a determinate condizioni di vita più o meno avverse. In questo senso, la definizione di cosa si possa intendere per salute può essere considerato come compito estremamente complesso per il ricercatore, avversando il conferirle il ruolo di "precipitato oggettivo" di cosa significhi “stare bene”. In questo senso occorre virare verso un concetto più olistico di salute, dove questa assume definizioni diverse, socialmente costruite in interconnessione con aspetti che si avvicinano più strettamente alla sfera della soggettività che rielabora il costrutto medesimo fino a giungere ad apparenti paradossi dello stare bene anche in condizioni di “malattia” (Ingrosso, 1994). Il concetto di salute, pertanto, è per sua natura multidimensionale ma è anche dinamico, in quanto varia nel corso della vita delle persone e nel tempo. Seguendo diversi approcci e utilizzando vari modelli, può essere effettuata la misurazione della condizione di salute dell’individuo o di una popolazione (Ardis, 2014; Sf-12.).
Nel presente contributo viene discusso come, nell'ambito delle scienze psicologico-sociali, si sia reso necessario compiere dei tentativi di operazionalizzazione (Apolone et al., 2001) del costrutto di salute senza però perdere di vista la necessaria “complessità” degli ambiti nella quale la salute si dispiega (Ricciardi & de Belvis, 2011). Su questa linea Ewles e Simnett (1995) hanno messo in rassegna delle principali dimensioni che comporrebbero un quadro relativo al concetto di salute:
- Dimensione fisica: riguarda la fisiologia e il funzionamento dell’organismo.
- Dimensione psichica: capacità di pensare con lucidità e coerenza.
- Dimensione emotiva: capacità di riconoscere le emozioni e far fronte agli stati di disequilibrio emotivo.
- Dimensione relazionale: capacità di stabilire e mantenere le relazioni con gli altri.
- Dimensione spirituale: sistema di valori religiosi e/o legati a principi di vita che portano gli individui ad essere in pace con se stessi.
- Dimensione sociale: legata all’ambiente sociale e alla capacità di stabilire e mantenere le relazioni.
Obiettivi
A partire dalle dimensioni menzionate, il presente studio si pone il duplice obiettivo di fornire delle prime evidenze su: (i) la validazione di un innovativo strumento self-report di agevole somministrazione volto ad indagare le principali dimensioni del costrutto di salute; (ii) le relazioni tra le suddette dimensioni e lo stato di salute, la felicità e la soddisfazione di vita percepite.
Metodo
Partecipanti. Hanno preso parte alla ricerca un gruppo di studenti Universitari del corso di Laurea di Servizio Sociale.
Strumenti. E’ stato somministrato loro un questionario self-report per indagare le dimensioni connesse alla salute oltre a una misurazione atta a rilevare la salute, la felicità e la soddisfazione di vita percepite.
Analisi dei dati. E’ stata applicata ai dati un'analisi fattoriale esplorativa al fine di individuare i fattori e le dimensioni della salute a partire dello strumento in studio. Sono state inoltre eseguite delle regressioni lineari multiple per indagare le associazioni tra le dimensioni di salute (variabili indipendenti) e le misure di salute, felicità e soddisfazione di vita percepite (variabili dipendenti).
Risultati e implicazioni pratiche
I risultati hanno messo in evidenza una sostanziale conferma delle dimensioni di salute evidenziate da Ewles e Simnett (1995), con particolare attenzione all’emergere di un nuovo fattore chiamato “stili di vita” (alimentazione corretta, attività fisica regolare, astensione dal fumo e assunzione consapevole e moderata di alcol) che rappresentano un presidio essenziale sia per il mantenimento dello stato di salute, sia per migliorare la qualità di vita delle persone e che vanno promossi sin dall’età più precoce e perseguiti e potenziati durante tutto l’arco di vita. Saranno inoltre approfonditamente discussi i risultati delle associazioni tra le varie dimensioni antecedenti alla salute, alla felicità e alla soddisfazione di vita percepite e messe in relazione le evidenze del presente studio con la più recente letteratura sul tema indagato. Sanno infine presentate possibili soluzioni pratiche per promuovere i domini di salute anche in considerazione del peculiare gruppo di partecipanti composto da "adulti emergenti" (studenti universitari), in un'ottica di studio di life-span
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist
We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
Author-wise bibliometric analysis based on entropy.
Author-wise bibliometric analysis based on entropy.</p
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