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    Ricordo di Francesco Finocchiaro

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    L'Autore ricorda il proprio maestro, Francesco Finocchiaro, in occasione di un incontro di studio a lui dedicato

    International Workshop on Anonimity

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    Il workshop promosso sotto il patrocinio ed il logo dell’Università degli Studi di Bologna e organizzato dalla Professoressa Giusella Finocchiaro, afferente al Dipartimento di Scienze Giuridiche, ha avuto luogo il 24 e il 25 maggio presso la sede di Alma Graduate School. Il workshop ha visto la partecipazione del gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Bologna coordinato dalla Prof.ssa Giusella Finocchiaro, del gruppo di ricerca dell’Università di Tilburg coordinato dal Prof. Bert Jaap Koops, del gruppo di ricerca dell’Università di Ottawa coordinato dal Prof. Ian Kerr e del Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Prof. Francesco Pizzetti. Il tema scelto, quello dell’anonimato elettronico, tema di per sè foriero di spunti di riflessione e relativamente recente, e il carattere internazionale dell’evento dato dalla partecipazione al workshop di personalità di spicco dell’Università di Tilburg e dell’Università di Ottawa, ha rappresentato un’occasione per l’Università degli Studi di Bologna per ribadire il ruolo dell’Alma Mater Studiorum quale uno fra i principali centri di cultura internazionale. Sotto questo aspetto, assume particolare significato la circostanza per cui al workshop sono stati dedicati due articoli di stampa: l’uno sulle pagine nazionali del quotidiano “La Repubblica”, l’altro, sulle pagine “locali” del medesimo quotidiano; e che l’evento è stato “pubblicizzato” sul sito dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, sul sito del Dipartimento di Scienze dell’Università di Bologna e su quello di Alma Graduate School

    Firme elettroniche e firma digitale

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    Il capitolo è dedicato all'analisi del tema delle firme elettroniche e della firma digitale. Dopo aver ricostruito i passaggi essenziali della normativa italiana sull'argomento, sono oggetto di attenzione le definizioni di queste modalità alternative di sottoscrizione e la conseguente loro efficacia probatoria. Il capitolo si chiude con l'analisi dell'atto pubblico informatico, strumento che a seguito della sua introduzione nel 2010 è in crescente espansione

    I contratti per la fornitura di hardware

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    Il capitolo descrive i contratti aventi ad oggetto l'hardware e segnatamente: la vendita, la locazione e il leasing. Pone particolare attenzione alle clausole più significative di questi contratti

    I contratti ad oggetto informatico. Problematiche generali

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    Il capitolo esamina le principali problematiche attinenti alla tematica dei contratti dell'informatica. Dopo una necessaria analisi definitoria, idonea a circoscrivere i confini concettuali di espressioni, quali contratti di informatica e contratti ad oggetto informatico, il saggio analizza, anche alla luce dell'orintamento giurisprudenziale, la tematica dell'oggetto contrattuale e del danno c.d. "informatico

    I contratti aventi ad oggetto il software

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    Il capitolo compie un'analisi dei contratti ad oggetto il software. Dopo la ricostruzione della categoria e della natura giuridica di questi contratti, sotto un profilo generale, il saggio dedica particolare attenzione al contratto di sviluppo del software sempre più diffuso nella pratica negoziale. Il capitolo si chiude con l'inquadramento generale della categoria dei contratti di licenza d'uso

    On the weakness of syllabic effects in Italian

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    We report on a number of experiments aimed at verifying the role of the syllable as a representational unit in Italian. In experiments 1A-B (Finocchiaro & Bertinetto 2000), we found a syllabic effect within the syllable induction paradigm. However, the effect disappears when Italian subjects name words (exp. 2) or perform a lexical decision (exp. 3A-B). We interpret these findings as evidence that, in Italian, a syllabic representation emerges only (i) at very early processing stages, (ii) when the task strongly encourages the parsing of the speech signal. In addition, we suggest that syllabic representation has a time course, differing from language to language
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