1,721,070 research outputs found

    Challenges, Needs and Risks in Defining Wellbeing Indicators

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    Since several decades, many researchers all over the world have been continuously working on defining concepts and measures able to measure and monitor the wellbeing of nations. Actually what emerges clearly is that the change of paradigm introduces several methodological implications in identifying indicators. Actually, monitoring wellbeing through indicators introduces some issues representing at the same time a challenge (given by the complexity), a need (represented by the relativization) and a risk (given by the over-reductionism). This work, fruit of previous reflections, aims at clarifying and disentangling these issues

    Encyclopedia of Quality of Life and Well-Being Research

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    The Encyclopedia is organized exactly like other encyclopedias, words arranged alphabetically and with cross-references between them. The topics covered are numerous and, as the reader can easily realize, not necessarily directly linked to the research in the field of quality of life and wellbeing. In fact, there are many items that concern not directly the quality of life and well-being research but tools and techniques that can be useful. In this regard, for example, we can mention many entries regarding particular statistical and analytical techniques. One proposal would have been to collect these items in a sort of technical appendix; this would have entailed a reorganization of the entire Encyclopedia and this went beyond the simple updating of the work. The objectives and purposes of this monumental work therefore remained the same as already listed in the preface of the first edition: - To display in one place the vast scope and complexity of scientific and other scholarly research on quality of life over the last decades - To stimulate cross-disciplinary research, leading to a greater progressive, comprehensive, and coherent vision of the field - To have an international and multidisciplinary editorial board of distinguished scholars and a collection of essays by equally distinguished authors - To provide an improved vision of the field by picturing a rough road map giving some direction to the next decades years of research - To provide an authoritative, well-informed resource serving the needs not only of scholars and students but also of government officials, non governmental organizations (NGOs), and socially responsible corporations - To improve private and public policy analyses and discussions leading to better decisions and policymaking concerning the quality of life of individuals and societies - To make maximum use of the latest technology to link encyclopedia essays to other works available in electronic form

    Sviluppo sostenibile e differenze regionali.

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    In quest’articolo, verrà analizzata la situazione delle Regioni italiane rispetto al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, al fine di valutarne i punti di forza e di debolezza. Ci concentreremo sull’analisi e il monitoraggio di due dei diciassette goals. L'obiettivo è studiare le Regioni rispetto a ciascun goal, in modo da avere un quadro del livello di raggiungimento, che tenga conto delle differenze tra le diverse aree geografiche del territorio italiano. La metodologia di ricerca consiste nell'utilizzare tecniche di sintesi per creare indicatori compositi

    VI Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana per gli Studi sulla Qualità della Vita - AIQUAV 2019 - Benessere Collettivo e Scelte Individuali

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    Il Convegno Nazionale di AIQUAV giunge quest’anno alla sua sesta edizione. Anche se “giovane” il Convegno, ogni anno sempre meno “giovane”, è ormai un evento atteso da parte di ricercatori e esperti a livello nazionale e internazionale. Lo testimonia il numero di partecipanti che continua a crescere di anno in anno. La Qualità della Vita è un tema trasversale che tocca tanti interessi e discipline; una delle caratteristiche più apprezzate del Convegno è quella di facilitare la contaminazione tra culture e pensieri differenti. La centralità di questo tema anche a livello istituzionale è testimoniata dalla nascita della cabina di regia “Benessere Italia” presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui la nostra presidente, la Prof.ssa Filomena Maggino, è responsabile e di cui molti membri della nostra associazione sono collaboratori. Questo è il frutto di anni di lavoro e di attenzione per temi spesso considerati di “nicchia” e che hanno trovato nell’annuale convegno AIQUAV il contesto che ha dato loro sempre maggiore visibilità e importanza. Il convegno è diventato occasione di incontro e confronto, sempre costruttivo, fra accademici e non appartenenti a campi e settori spesso lontani fra di loro, ma tutti accomunati dall’interesse per i differenti aspetti della Qualità della Vita. Il fascino di AIQUAV e del suo convegno consiste proprio nel suo essere una grandissima opportunità di confronto sui temi della Qualità della Vita da parte di ricercatori, associazioni e parti sociali. Questa raccolta di contributi, arrivata al secondo anno di pubblicazione, è un’ulteriore iniziativa finalizzata ad agevolare questa contaminazione e questo confronto. Il volume raccoglie 32 lavori, selezionati dopo un processo di referaggio anonimo. Già ad una semplice ispezione dei titoli dei contributi si evince la caratteristica del convegno AIQUAV, l’essere un contesto che favorisce il confronto fra mondi spesso diversi. Il consistente numero di lavori presentati (due in più dello scorso anno) sembra confermare l’interesse e l’utilità di realizzare un volume come questo. L’ordine dei contributi è stato deciso sulla base della successione delle aree tematiche di riferimento indicate dagli autori. Vorremmo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo volume: gli autori, i reviewer e tutto il personale della Genova University Press che ci ha affiancato nella realizzazione del volume

    L’impatto del cambiamento di stato occupazionale sugli indicatori di qualità della vita tra i giovani italiani: uno studio longitudinale

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    La difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro è uno degli aspetti ritenuti più problematici dai giovani italiani. Molte ricerche degli ultimi anni condotte dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo di Milano [1] hanno evidenziato come la disoccupazione giovanile e un mondo del lavoro poco favorevole per le nuove generazioni abbiano effetti molto rilevanti sulle progettualità e sui percorsi di vita, ma anche sulla qualità della vita dei giovani stessi e dei loro famigliari. L’insicurezza lavorativa e la dominante precarietà portano i giovani italiani a bloccarsi nei percorsi di vita, fino a volte a condurli in una spirale di marginalità e demotivazione che sovente caratterizza i Neet (giovani che non lavorano, non studiano e non sono in un periodo di formazione), con una seria compromissione della qualità di vita. In questo lavoro si presentano i risultati di uno studio longitudinale condotto tra il 2015 e il 2018 su un campione rappresentativo (per genere, età, residenza, istruzione e stato civile) di 9,358 giovani italiani di età compresa tra 18 e 32 anni partecipanti all’indagine Rapporto Giovani. Per descrivere l’evoluzione degli indicatori di qualità della vita in relazione sia ai differenti stati occupazionali di partenza sia ai cambiamenti degli stessi, l’indagine è stata ripetuta sui medesimi soggetti nel 2016 (6,172 rispondenti) e nel 2017 (3,034 rispondenti). Infine, nel 2018 un’indagine su 2,003 nuovi soggetti si è focalizzata su alcuni temi specifici del benessere e della qualità della vita. Gli strumenti analizzati longitudinalmente nelle 3 indagini sono stati un item specifico sul livello di felicità percepita, la Satisfaction with Life Scale (SWLS) per la misura della Soddisfazione percepita della propria vita, il General Health Questionnaire (GHQ-12) per la misura delle condizioni generali di Salute, la Rosenberg Self Esteem Scale per la misura dell’Autostima e infine un item singolo per la misura della Percezione di Rischio riguardo al Futuro. Analizzando il totale del campione, nei tre anni le variazioni degli indici di benessere considerati appaiono minime, mentre diventano importanti e significative valutandole in relazione al cambiamento di stato occupazionale. L’uscita dalla condizione di Neet porta a significativi aumenti del livello di Soddisfazione di vita, di Felicità, di Autostima e un miglioramento delle condizioni di salute generale. Viceversa, l’entrata nella condizione di Neet porta a significativi peggioramenti nei livelli di qualità della vita percepiti come Autostima, Salute, Soddisfazione e Felicità. Il peggioramento della condizione occupazionale ha un forte impatto su tutti gli indicatori di benessere analizzati, agendo come effetto, ma anche come causa: i giovani che al momento della prima rilevazione erano più insoddisfatti della propria vita, hanno avuto maggior probabilità di entrare nella condizione di Neet nei successivi 24 mesi. In tutte le indagini emerge come la condizione di Neet amplifichi una valutazione negativa della propria qualità di vita, soprattutto per quanto riguarda la felicità, la soddisfazione e l’autostima. Allo stesso modo un livello di istruzione basso (spesso causa di difficoltà in ingresso nel mondo del lavoro) è legato a indicatori significativamente inferiori di Soddisfazione e Ottimismo. Generalmente l’insoddisfazione dei giovani è legata alle problematiche di stabilità occupazionale e alle scarse disponibilità economiche, e ritengono prioritari in ottica di miglioramento della propria qualità di vita dei sostanziali mutamenti lavorativi. Per il 67% dei giovani la propria vita è molto o abbastanza distante dalla vita ideale, e solo un terzo sente di vivere una vita soddisfacente. Per il 30.3% avere più soldi aiuterebbe a rendere la vita più felice, mentre per il 12% cambiare lavoro. Tra i Neet, invece, il trovare un lavoro sarebbe la chiave fondamentale per rientrare attivamente nella società, con ricadute positive di benessere individuale e collettivo

    Le determinanti della corruzione nelle Regioni italiane prima e dopo Mani Pulite

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    In questo lavoro verifichiamo empiricamente l’impatto di fattori come il reddito, l’istruzione, la dimensione del settore pubblico, il capitale sociale, il grado di decentramento, l’efficacia del sistema giuridico sulla diffusione e la distribuzione territoriale della corruzione in Italia. L’analisi si concentra su una fase particolare della storia italiana recente che va dagli anni ’80 ai primi anni 2000. In questo periodo il fenomeno corruttivo, fondato su accordi illeciti stabili tra partiti, imprese e pubbliche amministrazioni, viene portato alla luce dall’inchiesta giudiziaria Mani Pulite, che ne condiziona a sua volta la successiva evoluzione. La diffusione della corruzione risulta essere determinata principalmente dal livello di reddito pro capite e dall’istruzione. Quest’ultima sembra aumentare la capacità degli attori pubblici e privati di eludere le norme evidenziando che le pratiche corrotte siano state prevalentemente un fenomeno dei ‘colletti bianchi’

    La misurazione dei fenomeni sociali attraverso indicatori statistici. Aspetti metodologici.

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    L’obiettivo di questo lavoro è quello di cercare di districare alcuni importanti aspetti e questioni che dovrebbero essere considerati nel misurare i fenomeni sociali attraverso una prospettiva quantitativa e nello sviluppare indicatori. In particolare, l’obiettivo è quello di esaminare gli aspetti concettuali nella definizione della misurazione e le questioni metodologiche nello sviluppo di indicatori e nella gestione della complessità dell’osservazione. 1. Dal concetto alla misura (Filomena Maggino) 2. Gli aspetti tecnici nello sviluppo e nella gestione di indicatori (Filomena Maggino) 3. Un settore applicativo: le misure di sviluppo (Elena Ruviglioni

    NEET is unsustainable for the environment. A mixed-method comparative study on NEETs and their perceived environmental responsibility

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    We explore whether young people environmental responsibility is negatively affected by a condition of social exclusion, such that of NEETs. By using a mixed-method comparative approach (fuzzy-set Qualitative Comparative Analysis) we explore whether alternative configurations of NEETs condition lead to the presence of high levels of perceived individual environmental responsibility across European countries. Then, by using GSEM estimation, we test whether the association between the NEET condition and the level of perceived environmental responsibility is mediated by the individual happiness. We found that the presence of more vulnerable NEETs is associated with lower levels of perceived environmental responsibility: the association is confirmed at the micro level only in some countries
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